In discesa libera per la solidarietà. È un’amicizia lunga quella tra Kristian Ghedina e l’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo: ogni anno, a Cividino lui c’è. Con la racchetta, ma soprattutto con il sorriso e la voglia di mettersi in gioco per contribuire a far del bene. Lo racconta nel giorno del suo quarantanovesimo compleanno, tra ricordi e progetti futuri. «Conosco da tanti anni Giovanni Licini, ogni volta trovo un torneo sempre meglio organizzato – racconta Kristian Ghedina, icona dello sci azzurro, massimo esponente della discesa italiana -, cerco sempre di organizzare i miei impegni per fare in modo di esserci. Ma soprattutto è bello il motivo per cui ogni anni ci ritroviamo a giocare a tennis: aiutare gli altri. Ed è importante che gli sportivi si impegnino a favore del volontariato».

Oggi Ghedina resta un innamorato del Circo Bianco, tra mille impegni: una scuola di sci a Cortina, la sua terra natale, e poi i tanti eventi legati alle sponsorizzazioni e alla beneficenza. E la solita passione per lo sci, con la nuova stagione ormai iniziata: «Lo sci italiano? I giovani ci sono, ma purtroppo sono ancora i “vecchi” a tirare la baracca – scherza Ghedina con l’ironia di sempre -. I giovani devono prendere esempio da quelli più esperti: è necessario avere un punto di riferimento, perché permettere di crescere, di darsi obiettivi da superare. Vale soprattutto nel maschile, dove le punte di diamante restano Dominik Paris, Peter Fill, Christof Innerhofer. Nel femminile Sofia Goggia è la punta di diamante: purtroppo si è fatta male, ma è un grande nome che ha dato valore al nostro sport. C’è poi Federica Brignone che ha anche iniziato bene la stagione, speriamo in lei».

Dici Kristian Ghedina e pensi a Cortina, alle sue piste, ai suoi progetti. Ghedina è testimonial dei Mondiali di sci che la Regina delle Dolomiti ospiterà nel 2021: «Si sta lavorando bene, con una squadra di livello – sottolinea Ghedina, che in carriera ha conquistato 3 medaglie mondiali e 33 podi in Coppa del Mondo -. Ormai il 2021 è alle porte, gran parte del lavoro è già stato fatto: sarà un gran bel Mondiale». E poi c’è il sogno a cinque cerchi: «Speriamo che il Mondiale possa essere un traino per il sogno delle Olimpiadi, con un bel progetto insieme a Milano». Auguri, Kristian!