Duecento date all’anno, Tra i quattro e i cinque viaggi intorno al mondo. Il ballo, il ritmo del valzer del liscio e della mazurka sono nel suo DNA. Stiamo parlando dell’Orchestra Bagutti, che farà tappa al teatro Creberg di Bergamo per un incontro tra musica, sport e spirito di comunanza. Guidata da Gianmarco Bagutti, cantante, l’orchestra sarà ospite nel pomeriggio di domenica 24 febbraio dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

“Non sarà un semplice concerto. Ma un vero e proprio spettacolo pensato in ogni dettaglio”, spiega Gianmarco che rivela anche la presenza di un corpo di ballo.

L’orchestra Bagutti è da poco tornata da una tournée in Brasile, com’è andata?

“Decisamente bene, sono contento. Un bellissimo viaggio in musica in compagnia di duemila argentini e mille brasiliani su una nave da crociera”.

Con il suo lavoro porta la musica italiana nel mondo, un marchio inconfondibile…

“È vero, hai ragione. Quando all’estero proponi canzoni come “Volare” o “Azzurro”, il pubblico va in delirio. La musica italiana, soprattutto quella melodica, è amata nel resto del mondo. La soddisfazione grande è quella di vedere apprezzati anche gli inediti che presentiamo ai nostri concerti. Applausi scroscianti già al primo ascolto”.

Un successo più che meritato. La canzone italiana, del resto, possiede qualcosa di speciale…

“Certamente. Bisogna dire che il linguaggio italiano è già in sé melodico. All’orecchio straniero appare sensuale, ma anche pieno di energia. Un fascino irresistibile. Tutto ciò è amplificato quando si canta e si suona”.

Il nome Bagutti ed è sempre legato alla musica da ballo. Lei continua la tradizione?

“La tradizione della musica da ballo vive ancora in tantissimi locali e feste. È ancora molto forte, è vero anche che oggi ha molta pregnanza il pop melodico. Diciamo che nei nostri spettacoli c’è ancora spazio per il liscio e la mazurka, anche se buona parte dedicata ai ritmi di oggi”.

Parliamo del concerto del 24 febbraio, ormai imminente. Non è la prima volta che i Bagutti incontrano l’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

“Tutto è nato per gioco. Mio padre Franco è amico di Giovanni Licini da tanti anni. Frequentava l’Accademia del Tennis, un giorno decisero di organizzare una bella serata in musica che fu molto apprezzata. L’idea era quella di portare qualcosa di nuovo alla gente. E lo faremo anche quest’anno il 24 febbraio al teatro Creberg. L’Accademia dello sport per la solidarietà lavora per il prossimo. Dal 1991 molti pazienti affetti da gravi malattie, anche rare, sono stati curati grazie ai fondi raccolti dall’Accademia e anche la musica è una grande medicina: quando salgo sul palco stacco la spina completamente, non puoi lavorare se nella tua testa restano i problemi. In quel momento esistono solo la musica e il sorriso delle persone e vale sia per gli artisti che per il pubblico. La musica aiuta ad affrontare i dispiaceri della vita”.