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Nella solidarietà l’anima vera dell’accademia

accademia_solidarietà_quadrato_lowresPer me che ogni anno lavoro al libro dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà viene ancora naturale l’abbreviazione Vip. «C’è da fare in fretta la pagina del Vip per L’Eco e per il Corriere».«C’è il manifesto del Vip». «C’è il libro del Vip». Detto tra parentesi, il libro di anno in anno si fa “sempre più libro”, sempre più bello (e la bellezza ha un suo valore), sempre più interessante, vorrei aggiungere sempre più etico nel proporre i destinatari della Solidarietà, nel mettere sopra il moggio, personalità che fanno della propria vita e del proprio lavoro una missione, oppure campioni che sono esempio incomparabile di impegno per raggiungere un traguardo. E poi l’esempio degli Amici dell’Accademia per la passione lieta con cui lavorano, tanto che ogni volta che telefonano per questo, per quello e per altro ancora, si sente nella voce una certa allegria del fare. È proprio nel libro, che si racchiude l’anima vera del Vip, l’anima di very important person, nell’accezione più umile e grande del termine che ha assunto proprio con l’Accademia. Molto Importante è ciascuno che lavora generosamente per gli alti scopi del Torneo di Tennis e di altre iniziative, importante è ogni bambino – già di per se stesso importanti – e diventato ancor più per l’Accademia dal momento che aiuta chi se ne prende cura nella sua fragilità. I CARE, mi importa. Prendersi a cuore, preoccuparsi, aver premura, dedicarsi a qualcosa e qualcuno, sentirsi responsabile. Una cura che «risveglia gli animi e li rende più grandi» non tanto perché possano «compiere grandi imprese» – scrive Cicerone – ma per realizzare al meglio quell’impresa che è la propria vita. È proprio nel suo aprirsi alla solidarietà che si realizza al meglio quell’impresa che è la vita dell’Accademia, a partire dal suo Consiglio (in questa pagina proponiamo le foto dei suoi dirigenti), dal quale si irradiano queste motivazioni. Da esterno, ma vicino, lo posso garantire. Aver cura non vuol dire perdere qualcosa: per chi ha cura, il vantaggio sta-inquello- che-si-fa. Pur in altre parole, lo dicono nelle interviste di questo libro il dottor Angelo Piazzoli della Fondazione Creberg e il cardiologo Maurizio Tespili, primario al “Bolognini”, entrambi mossi da una passione che li rende felici di quello che fanno («il sorriso di un malato ti ripaga di ogni fatica», afferma Tespili), così il campione deI Mondo di sci, Max Blardone, è esempio per i giovani ad impegnarsi per realizzare i sogni della loro giovinezza come ha fatto lui. Non è così anche per Giovanni Licini? La sua passione e il suo entusiasmo sono una continua giovanile fioritura. Ogni volta che viene in redazione a proporre le nuove interviste a persone davvero importanti, non è da credere come gli brillano gli occhi parlando di ciascuno. Si sente l’ammirazione, lo stupore per la scoperta di quella bontà nascosta, di cui scrive il poeta Clemente Rebora. Nel senso in cui ho scritto sopra, tutti gli Amici dell’Accademia sono persone davvero importanti. Dagli industriali che raddoppiano l’impegno
per contrastare la crisi, agli artisti che con le loro opere hanno accresciuto in ogni senso la bellezza del libro. Artisti grandi e di gentile umiltà come Trento Longaretti, che ancora quotidianamente dipinge e onora della sua presenza tante manifestazioni, mentre cammina con ieratica nobiltà (dell’animo) verso i suoi cento anni. La sua intensa Maternità in copertina del libro ci ha davvero commosso.

PAOLO COLOMBO