Gli amici del toreno

Gli amici del Tennis: «el… zöga semper lü», Maurizio Ganz sempre al fianco dell’Accademia

Quando scatta il torneo dell’Accademia, lui c’è sempre. «El zöga semper lü», parafrasando il suo soprannome: Maurizio Ganz, rieccolo anche al Tennis 2018. L’indimenticabile bomber del calcio italiano è arrivato a Cividino anche quest’anno, con la sua carica di entusiasmo sempre travolgente. «Credo sia la mia venticinquesima partecipazione, sempre in coppia con papà Ettore. A questo appuntamento non si può mancare, si è in famiglia e si ritrovano sempre tanti amici. E soprattutto si fa del bene per gli altri», racconta Ganz, cinquant’anni a ottobre, gol seminati in tutta Italia. Quest’anno, dopo «tre finali perse e una vinta», deve accontentarsi di un rapido passaggio: «Alleno in Svizzera e lì il campionato finisce il 9 giugno, dunque purtroppo mi perderò il torneo».
Da attaccante a mister: com’è, in panca, Maurizio Ganz? «Sanguigno, voglioso, amante di questo calcio, con passione. Ho fatto molta esperienza: alleno da dodici anni, tra settore giovanile e Prime squadre in Italia e in Svizzera, e ho preso qualcosa da tutti quelli che ho avuto. Sono 34, li ho contati: dell’Atalanta, ho carpito i segreti di Mondonico, Prandelli e Guidolin. Al di là della maglia, quello che mi ha dato di più è però forse Mircea Lucescu, che ho avuto a Brescai».
Brescia, ma l’Atalanta resta un amore fortissimo. «Anche quest’anno ha fatto una grandissima stagione, non era facile ripetere quanto di buono fatto l’anno prossimo: ma anche partendo dai preliminari, l’Atalanta può primeggiare in Europa». Da bomber a (futuro) bomber, Ganz incorona Musa Barrow: «Ha grandi qualità, è rapido, sembra esperto nonostante giovane età. Sa cosa deve fare, aspettiamolo sulla sua strada». E Petagna? «Fa reparto da solo, è migliorato tantissimo: uno così porta via due-tre giocatori alla volta, Barrow può giocargli accanto, un po’ come succedeva con me e Saurini a Bergamo». Un sorriso, un commento e via, con la racchetta in mano nel doppio con papà Ettore, come sempre nei tornei di Cividino, perché Maurizio Ganz qui… «El zöga semper lü».