Gli amici del toreno

Gli amici del Tennis: Gianpaolo Bellini, il capitano della solidarietà

Sarnico-Cividino, la strada scorre nel segno di casa. Gianpaolo Bellini è a Tennis 2018, anche quest’anno al fianco dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo. «Essere qui fa sempre piacere. La chiamata di Giovanni Licini verso maggio me l’aspetto sempre e io rispondo, perché qui si fa soprattutto beneficenza, oltre a ritrovare vecchi amici e a sentirsi in famiglia», sorride Bellini,Leggenda, capitano, simbolo dentro e fuori dal campo dell’Atalanta, ancora oggi. Anche quest’anno, il popolo atalantino fa festa: «Un grande risultato, assolutamente. Confermarsi è sempre più difficile, e lo è stato ancor di più considerando le tre competizioni che hanno portato via molte energie. Si poteva magari arrivare alla qualificazione diretta, ma resta un piazzamento prestigioso: l’Atalanta affronterà l’Europa con fiducia anche nella prossima stagione».

Dal campo con la maglia nerazzurra, l’unica casacca indossata per tutta la carriera, due anni fa Bellini è poi passato alla scrivania: ora è tornato sul rettangolo di gioco, ma in panchina, come viceallenatore della Primavera atalantina. Lo chiameremo mister Bellini? «Questa è un’altra bellissima esperienza, al pari di quella maturata l’anno scorso. Dopo il ritiro, avevo però bisogno di staccare dal campo: passato un anno, mi sono confrontato con la società e abbiamo iniziato questa nuova esperienza, che mi ha dato la possibilità di affacciarmi nuovamente in un’ambiente di livello alto ma dove si può lavorare con serenità e imparare molto». Con buoni risultati: la Primavera nerazzurra è il lizza per vincere lo scudetto di categoria: «Speriamo di finire bene la stagione: certo, l’obiettivo a questi livelli è far crescere i ragazzi, ma chiudere in bellezza è sempre bello».

Tra Primavera e Prima squadra, il rapporto è sempre più stretto: «Il filo diretto è sempre stato nel dna dell’Atalanta, con Gasperini c’è ora la possibilità che i ragazzi possano arrivarci in un modo più facile e diretto. Per chi lavora nel settore giovanile è una gratificazione e una ulteriore responsabilità, perché far dobbiamo cercare di far arrivare i ragazzi alla Primavera quasi già pronti per il salto in Prima squadra. Dobbiamo essere bravi noi a farlo capire ai ragazzi». Sì, Bellini parla già da mister.