Gli amici del torneo

PIERO FANNA

“A Bergamo sono arrivato che ero un ragazzino e ho lasciato questa bella città da professionista, approdando alla Juventus. A Bergamo ho conosciuto mia moglie e tanti amici ai quali sono ancora legato. I Bortolotti e Franco Morotti sono stati dei punti di riferimento ai quali sarò sempre riconoscente”.

In sintesi: Pietro Fanna al Torneo Vip non è un caso. Troppe coincidenze (i Bortolotti su tutti) e una ciliegina sulla torta: il 2015 è l’anno del milione per l’Accademia dello Sport per la Solidarietà e il trentennale dello scudetto conquistato dal Verona dove, guarda caso, uno dei punti di forza era proprio Fanna.

“Quel tricolore – dice – resterà irripetibile. Un altro calcio, un’altra vita e vincere in provincia è qualcosa di unico che per me vale più di dieci scudetti vinti altrove. Naturale che nei tifosi e nella gente, che ha vissuto quei sette anni (1982-1989), resti vivo il ricordo di un periodo fantastico in cui siamo anche andati per due volte in finale di Coppa Italia, oltre che in Europa”.

Pensando ad un fantacalcio capace di fermare il tempo chissà cosa sarebbe stato quel Verona di Fanna, Di Gennaro ed Elkjaer con un Luca Toni in più nel motore: “Mi sarebbe piaciuto – ammette – non solo per il rendimento in questo campionato nel quale si è caricato la squadra sulle spalle, portandola alla salvezza. Io ho giocato con tanti grandi attaccanti, Luca è uno degli acquisti più azzeccati della storia scaligera che sta dimostrando la sua serietà e il suo spessore a suon di gol. Ha raccolto in pieno l’effetto-Verona, una realtà che quanto a calore (e numero di abbonati) tallona le big ed è in grado di farti tirare fuori quel qualcosa in più”.

E il Vip? “I più sinceri complimenti a Giovanni Licini, ai suoi collaboratori e agli sponsor – sottolinea Fanna -; non è mai semplice mettere in moto un meccanismo simile, ma il Tennis Vip, anno dopo anno, dimostra di essere un evento azzeccato, ma soprattutto di successo. Negli anni ha acquisito una meritatissima credibilità che oggi permettono di considerare il Vip un evento consolidato capace di dare un contributo concreto a chi ne ha davvero bisogno. Poi Bergamo è sempre stata la mia seconda famiglia, quindi esserci è quasi un obbligo, oltre che a un piacere”.

Federico Errante