Chi siamo

Girasoli, simbolo dell’Accademia

Dopo decenni di collaborazione con Giovanni Licini dovrei ben sapere che ha sempre intuizioni sorprendenti, eppure quest’anno è riuscito a stupirmi più del solito, benché si trattasse solo della semplicissima scelta di un fiore, o meglio di un campo di fiori, come emblema di quel che è diventato sia il Torneo di Tennis, sia la stessa Accademia che lo organizza. Mi telefona un giorno e mi dice «Voglio un bel campo di girasoli, magari per la copertina». Niente di più facile, penso. Ma penso male. Non vuole una fotografia per quanto bellissima, Vuole un capolavoro della pittura. Penso ai celebri vasi di Van Gogh, penso a quello di Monet e anche al suo Giardino di Vétheuil con il sentiero fiancheggiato da giganteschi girasoli che, fra l’azzurro dei gladioli, sembrano avanzare verso chi guarda come mossi da una brezza leggera. No! Non danno l’idea che Licini ha in mente. Ma io so bene cosa ha in mente Licini, perché è quello che anche io ho in mente da quando ero ragazzino e andavo al mare, rigorosamente a Riccione, con i miei genitori. Andavamo in giugno ed in agosto. In Romagna, ad un certo punto, l’autostrada affiancava un campo di girasoli. Se era giugno, nell’andata non c’erano girasoli, ma se si tornava alla fine del mese, eccoli splendere, così come in agosto, tanto sfolgoranti che pareva mi sorridessero. Io aspettavo di vedere questa meraviglia senza spiegarmi il motivo di tanta attesa. Era solo la loro bellezza? No, sarebbe ancora poca cosa. Era il volgersi continuo delle loro corolle verso il sole, il loro contare i passi del sole dal mattino alla sera. E allora andavo a cercare la “voce” Girasole su I Quindici, un’enciclopedia per i ragazzi che ci aveva portato Santa Lucia. Così avevo scoperto che la mitologia greca narra la leggenda della  ninfa Clizia che, innamorata del dio Sole, Apollo, non distoglieva lo sguardo dalla sua corsa sul carro del cielo, fino ad essere trasformata in un girasole. Lo narra anche Ovidio nelle sue Metamorfosi. Da qui i molteplici significati simbolici di questo grande fiore. Solarità, perseveranza, amore, desideri alti, ma anche gratitudine, rispetto, ammirazione per le persone che lo ricevono in dono. Augurio di luce e gioia da diffondere intorno. Detto questo, è superfluo aggiungere altro. Ognuno comprende la perseveranza di Licini nel voler mettere i girasoli a simbolo dell’Accademia, del suo Torneo di Tennis 2019 e, soprattutto, della sua davvero straordinaria Solidarietà. Non prima di un ultimo ricordo: l’immenso campo di girasoli, dai bellissimi colori del tramonto, visto durante una pedalata in Provenza, con moglie e bambine. Termino questo breve “amarcord”, con la bellezza dell’arte. La bellezza del Vaso con dodici Girasoli (1888) di Van Gogh, alcuni ancora in boccio, altri in pieno rigoglio, altri già appassiti e ormai in semenza. Quasi un’immagine eterna della vitalità della natura, che fa comprendere meglio Vincent quando scrive: «Vedo ovunque nella natura… capacità d’espressione e, per così dire, un’anima». Colori più dolci e accarezzanti, nei Girasoli di Monet, dipinti sette anni prima, nel 1881, con il vibrante giallo delle corolle che catturano la luce risplendendo nello spazio in circolarità perfetta. Claude, al contrario di Vincent, non dipinse altri vasi di girasoli, sebbene amasse tanto questi fiori da farli campeggiare nel suo già citato giardino. Insieme alle distese di girasoli, sono un omaggio a Giovanni Licini e a tutta l’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

PAOLO COLOMBO

Read more

Innovazione nella continuità

Un quasi inosservato dettaglio di copertina, come il bel profilo di Città Alta che pare tracciato con leggerezza dal giocatore di golf, contrapposto a quello di Tennis, può dirsi sintesi dello spirito che anima l’Accademia dello Sport e della Solidarietà, volutamente all’ombra delle torri e dei campanili della Bergamo antica. Questo spirito rappresenta una variegata e bellissima immagine della Bergamo migliore, che poi emerge dalle pagine di questo libro, i cui volumi, e siamo a 27 (senza contare quelli prima del “Bortolotti”), vengono a formare una piccola enciclopedia che ogni anno si aggiorna. Scrivo questo a ragion veduta, dopo aver sfogliato tutto il libro, dopo aver letto tante testimonianze, contemplato la bellezza artistica, coniugata con la bellezza delle eccellenze nello sport, nella medicina, nella ricerca, nell’imprenditoria, nella musica, la bellezza dell’amicizia, del mirabile lavoro d’équipe e del crescente impegno
della solidarietà, e non mi riferisco qui alla solidarietà dell’Accademia, divenuta fiume ultramilionario che negli anni ha irrigato tante iniziative benefiche, ma mi riferisco proprio alla scoperta di tante associazioni benefiche bergamasche che nei diversi campi operano a favore dei più deboli. E devo essere sincero, tante sono state anche per me una scoperta. Quanta bontà nascosta! L’Accademia, attraverso la solidarietà, l’ha portata alla luce, ponendo tante fiaccole, affinché l’esempio ne accendesse altre. Uniti con Te nell’aiuto ai più Deboli, c’era scritto a lettere cubitali sul cartello dell’Accademia, in Piazza San Pietro per incontrare Papa Francesco. Sì, uniti a Te, Papa Francesco. Era il 2014, ma il ricordo rimane vivissimo e stimolante. E mentre invitiamo non solo a guardare le immagini, ma a leggere tutto anche le varie testimonianze, mai formali, nemmeno quelle di importanti esponenti politici, meno che meno quella di Licini, che privilegia sempre l’impegno della Solidarietà. L’anno scorso, per esempio, mise l’accento sull’apertura oltre la realtà di Bergamo, nello “slancio immediato a favore della popolazione di Amatrice… terra flagellata dalla tragedia del terremoto”. Per tessere le meritate lodi all’Accademia, prendiamo a prestito le parole del segretario generale della Curia Vescovile, mons. Giulio Dellavite, divenuto, nel corso degli anni, amico e potremmo dire assistente spirituale dell’Accademia. Sentite cosa scrisse lo scorso anno: «L’Accademia non filosofeggia, non si mette in vetrina per farsi notare, ma silenziosamente fa i fatti. Chi ha questo stile è “persona per bene”. Oggi rara. L’Accademia fa “bene”. Fa tanto bene e lo fa bene. E questo porta bene!». Potrebbe sedersi sugli allori Giovanni Licini con tutta la sua formidabile Accademia. Invece si sente impegnato a fare “sempre più bene”. Non si discosta dal solco tracciato, ma continua a tracciarne di nuovi perché il segreto per “far bene” è l’innovazione. Innovazione nella continuità. Vorrei accennare alle “innovazioni” di quest’anno, ma voglio lasciare ai lettori il piacere della scoperta. Una già palese è nella copertina. Caravaggio! Credete sia una scelta determinata dalla fama di Caravaggio, sempre più “di moda”? Niente affatto. Licini ha scelto Caravaggio per ribadirne la profonda radice bergamasca, ma soprattutto ha scelto di Caravaggio il capolavoro nel quale riconoscere lo spirito conviviale dell’Accademia e il suo impegno per lo studio e per l’arte, per fare di ogni dettaglio un capolavoro come è insito nel nome stesso di Accademia. Non vi dico le telefonate e gli incontri solo per decidere la scelta di copertina. Moltiplicate poi il tutto per il numero di pagine. Ma innovazione per Giovanni fa rima con perfezione.

PAOLO COLOMBO

Read more

Accademia dello Sport per la Solidarietà, energia rinnovabile

Sull’Accademia dello Sport per la Solidarietà abbiamo già detto molto, ma lo svolgersi del tempo e delle manifestazioni, fa diventare l’argomento inesauribile. Scrivere dell’Accademia vuol dire “raccontare” il Torneo che di anno in anno aggiunge nuovi e importanti capitoli alla sua Storia di uomini e delle loro opere. Accademia! Già il nome ha una sua aristocrazia. Aristocrazia di studio e d’arte. Quindi di bellezza. L’intenzione, lo scopo, l’impegno dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà è già tutto espresso nel nome: perseguire costantemente l’obiettivo del capolavoro sin
nelle minime cose necessarie al torneo: dagli inviti, alle etichette del vino fino al libro e alla complessa organizzazione dello stesso. Capolavoro di rapporti, di stile, di tecnica e di organizzazione. Sul livello tecnico e sulla eleganza di stile delle varie gare non siamo tanto esperti in materia da poter argomentare, ma dall’importanza progressivamente raggiunta dalla manifestazione possiamo dirci testimoni oculari. Sin dalle prime edizioni – e sono ormai 26 (41 se si considerano quelle prima del “Bortolotti”) – possiamo dire: “Noi c’eravamo”. Ovviamente come “giocatori” fuori campo, non con la racchetta, ma con la penna, compagni del lungo viaggio di Giovanni Licini. A noi è toccato di narrare, edizione dopo edizione il Torneo e fare di ogni edizione un libro. Questo libro! Ogni libro un capitolo che racconta le storie degli uomini che hanno nobilitato il torneo con la loro appassionata partecipazione. Ogni capitolo il crescendo dello straordinario impegno di solidarietà, da tutti particolarmente sentito, come testimonia la somma di ben oltre il milione di euro devoluta per sostenere progetti concreti in uno scambio di reciproco arricchimento per chi dona e per chi riceve il dono, senza dimenticare i progetti nati dall’emergenza dettati delle calamità naturali, vedi l’aiuto dato alla popolazione dell’Emilia Romagna nel 2012 e di Amatrice lo scorso anno con la donazione di case mobili.
Il volume dà un po’ la misura di quello che è diventato il Torneo. Dà la misura del suo spirito che nasce da cuore (e fa bene al cuore) dei protagonisti: imprenditori, sportivi, professionisti, che tra amicizia e agonismo, si confrontano sui campi da tennis. Dà la misura della risonanza che suscita il Torneo, della scintillante festa conclusiva, degli sponsor che lo sostengono con pagine pubblicitarie tanto belle da essere ciascuna un piccolo capolavoro.
E se il libro dà la misura di quello che è diventato il Torneo, il Torneo dà la misura di come è cresciuta l’Accademia dello Sport per la Solidarietà, e dà la misura della personalità, posso dire unica? Di Giovanni Licini.
La prima dote di Giovanni è che non concede tregua. Incalza con assillante determinazione finché non ottiene quello che vuole, non sa darsi pace finché tutto non sia perfetto o almeno sfiori la perfezione, perché questa sua ansia è sempre contrassegnata da una dote umana ormai rara: l’umiltà. Giovanni ascolta, chiede consiglio. Talvolta ci sembra persino di scoprire in lui una felice ingenuità di fanciullo che cerca cose nuove, sempre capace di stupirsi e di accendersi di rinnovato entusiasmo.
Forse è l’insieme di questi diversi aspetti e di molti altri, ovviamente taciuti per timore di retorica, il segreto del suo successo, della continuità di un impegno che festeggia i quarantuno anni. Ciò giustifica queste righe celebrative, meritatamente celebrative. Quarantuno anni di Tennis e di tante altre brillanti iniziative. E nella celebrazione meritano di stare in primo piano sotto i riflettori il presidente dell’Accademia, Alessandro Masera, tessitore e sostenitore spesso dietro le quinte. E poi Ezio Chiesa, Franco Lamera e Gianangelo Cattaneo. E da quest’anno i riflettori si accendono anche per Cristina Radici e Danilo Arizzi che sapranno riversare all’interno del direttivo la loro carica di entusiasmo, dinamicità ed energia.

Paolo Colombo

Read more

Cambia il nome, non la pelle

accademia_solidarietà_quadrato_lowresLa validità e il successo di un progetto sono scanditi dal tempo. Sono passati tanti anni dalla nostra prima edizione del “Vip” (era il 1976) e la novità di questo quarantesimo anniversario è che d’ora in avanti non pronunceremo più la parola “Tennis Vip”. Su una cosa, però, potete stare sicuri: cambia il nome, ma non la nostra pelle.
Le nostre abitudini (trasparenza e serietà), i nostri progetti benefici a favore del territorio, sono principi che non abbiamo mai abbandonato e su questa strada continueremo a camminare. Chi ci segue fin dalla nostra nascita, ricorda benissimo che inizialmente eravamo l’Accademia del Tennis, anche se tutti ci hanno sempre identificato come “quelli del Tennis Vip”. Ma i tempi cambiano, cosi come sono cambiati i nostri raggi d’azione, non certo per megalomania, bensì per trovare altre sorgenti utili a portare acqua alla solidarietà. Dopo il tennis abbiamo aperto le porte al golf, allo sci e alla medicina; abbiamo organizzato incontri, dibattiti, convegni e presto altre idee si concretizzeranno. La strada intrapresa ci ha fatto riflettere e da qui è nata la nostra “nuova” Accademia dello Sport per la Solidarietà, un cappello sotto il quale ci siamo ancora noi, ma soprattutto c’è lui, Giovanni Licini, ideatore, fondatore, deus ex machina di un’Associazione che oggi è considerata dalle Istituzioni un esempio insostituibile per il territorio.
Con i tempi che corrono quella che abbiamo intrapreso poteva anche sembrare una strada un po’ azzardata, ma gli sforzi fatti, grazie anche a tanti volontari che camminano al nostro fianco,
ci hanno dato ragione e allo stesso tempo ripagati sul piano della soddisfazione e dell’orgoglio. Come sapete il 2015 si è chiuso con lo storico traguardo del milione di euro e se molti pensavano che quest’obiettivo, una volta raggiunto, potesse frenare lo slancio dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, beh, si è sbagliato di grosso.
Il 2016 è nato all’insegna di nuove riflessioni, di altri traguardi da raggiungere, ma anche di una nuova comunicazione perché è giusto che la gente sappia. Siamo nell’era del consolidamento dei social media, più nello specifico dei social network e il futuro è nelle mani dei leader quali Facebook, Twitter e Instagram. Attenta a tutto quello che si muove intorno a noi, l’Accademia dello Sport per la Solidarietà ha compreso il messaggio e, forte del fatto che l’85% della popolazione internet italiana è su un social, ha deciso di percorrere questa strada. Lo stiamo già facendo da mesi, ma con l’edizione 2016 del torneo di tennis amplieremo i nostri sforzi. Per chi non potrà essere presente alle serate di Cividino, faremo in modo di fargli sembrare di essere lì con noi: continueranno le nostre campagne pubblicitarie sulla stampa bergamasca e nazionale, questo sì, ma scenderemo pesantemente in campo anche con il nostro sito Internet, Facebook, Instagram e Twitter.
Una squadra di validissimi giovani è pronta a farvi vivere “Tutta l’Accademia minuto per minuto” attraverso notizie, fotografie e filmati, sempre in tempo reale. Una bella sfida, non c’è che dire, ma siamo fiduciosi perché l’Accademia dello Sport per la Solidarietà in 40 anni non ha mai tradito e ha insegnato che con la forza della volontà le sfide si possono vincere.
Abbiamo imparato che a fare del bene non è difficile, abbiamo imparato che con la solidarietà si può far sorridere la gente meno fortunata di noi e così, proprio partendo da queste due considerazioni, Giovanni Licini ha deciso che la nostra comunicazione deve essere un punto di partenza per gli anni a venire. Comunicare la nostra presenza sul territorio per cercare di avvicinare a noi sempre più persone e allo stesso tempo divulgare quella trasparenza che ci ha sempre contraddistinto.
Da oggi l’Accademia dello Sport per la Solidarietà è ancora più vicina a voi.

MAURIZIO BUCARELLI
Responsabile Comunicazione
Accademia dello Sport per la Solidarietà

Read more

Nella solidarietà l’anima vera dell’accademia

accademia_solidarietà_quadrato_lowresPer me che ogni anno lavoro al libro dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà viene ancora naturale l’abbreviazione Vip. «C’è da fare in fretta la pagina del Vip per L’Eco e per il Corriere».«C’è il manifesto del Vip». «C’è il libro del Vip». Detto tra parentesi, il libro di anno in anno si fa “sempre più libro”, sempre più bello (e la bellezza ha un suo valore), sempre più interessante, vorrei aggiungere sempre più etico nel proporre i destinatari della Solidarietà, nel mettere sopra il moggio, personalità che fanno della propria vita e del proprio lavoro una missione, oppure campioni che sono esempio incomparabile di impegno per raggiungere un traguardo. E poi l’esempio degli Amici dell’Accademia per la passione lieta con cui lavorano, tanto che ogni volta che telefonano per questo, per quello e per altro ancora, si sente nella voce una certa allegria del fare. È proprio nel libro, che si racchiude l’anima vera del Vip, l’anima di very important person, nell’accezione più umile e grande del termine che ha assunto proprio con l’Accademia. Molto Importante è ciascuno che lavora generosamente per gli alti scopi del Torneo di Tennis e di altre iniziative, importante è ogni bambino – già di per se stesso importanti – e diventato ancor più per l’Accademia dal momento che aiuta chi se ne prende cura nella sua fragilità. I CARE, mi importa. Prendersi a cuore, preoccuparsi, aver premura, dedicarsi a qualcosa e qualcuno, sentirsi responsabile. Una cura che «risveglia gli animi e li rende più grandi» non tanto perché possano «compiere grandi imprese» – scrive Cicerone – ma per realizzare al meglio quell’impresa che è la propria vita. È proprio nel suo aprirsi alla solidarietà che si realizza al meglio quell’impresa che è la vita dell’Accademia, a partire dal suo Consiglio (in questa pagina proponiamo le foto dei suoi dirigenti), dal quale si irradiano queste motivazioni. Da esterno, ma vicino, lo posso garantire. Aver cura non vuol dire perdere qualcosa: per chi ha cura, il vantaggio sta-inquello- che-si-fa. Pur in altre parole, lo dicono nelle interviste di questo libro il dottor Angelo Piazzoli della Fondazione Creberg e il cardiologo Maurizio Tespili, primario al “Bolognini”, entrambi mossi da una passione che li rende felici di quello che fanno («il sorriso di un malato ti ripaga di ogni fatica», afferma Tespili), così il campione deI Mondo di sci, Max Blardone, è esempio per i giovani ad impegnarsi per realizzare i sogni della loro giovinezza come ha fatto lui. Non è così anche per Giovanni Licini? La sua passione e il suo entusiasmo sono una continua giovanile fioritura. Ogni volta che viene in redazione a proporre le nuove interviste a persone davvero importanti, non è da credere come gli brillano gli occhi parlando di ciascuno. Si sente l’ammirazione, lo stupore per la scoperta di quella bontà nascosta, di cui scrive il poeta Clemente Rebora. Nel senso in cui ho scritto sopra, tutti gli Amici dell’Accademia sono persone davvero importanti. Dagli industriali che raddoppiano l’impegno
per contrastare la crisi, agli artisti che con le loro opere hanno accresciuto in ogni senso la bellezza del libro. Artisti grandi e di gentile umiltà come Trento Longaretti, che ancora quotidianamente dipinge e onora della sua presenza tante manifestazioni, mentre cammina con ieratica nobiltà (dell’animo) verso i suoi cento anni. La sua intensa Maternità in copertina del libro ci ha davvero commosso.

PAOLO COLOMBO

Read more

HUMANA ACADEMIA

Come Humana Pictura ben definisce l’arte di Trento Longaretti, così Humana Academia ben definisce il capolavoro che l’Accademia del Tennis e della Solidarietà ad ogni primavera fa rigermogliare nel suo “giardino” con fioriture più vaste. Posso dirlo a ragione venduta lavorando a stretto contatto con Giovanni Licini e i suoi collaboratori, per preparare di anno in anno il libro del Torneo Tennis Vip. Col passare del tempo, l’interesse preponderante dell’affiatata équipe di Licini è andato spostandosi dalla organizzazione del Torneo, al raggiungimento di migliori risultati per la Solidarietà. Più la situazione economica generale si è fatta difficile, più l’Accademia ha ottenuto migliori risultati di Solidarietà. Si continua a organizzare il Torneo in grande stile, con il massimo rigore nello spendere bene. Si tende sempre più alla bellezza, all’atmosfera calda e amichevole, alla perfezione, ma non più fine a se stessa, cioè solo alla buona riuscita del Torneo. Più alte e vaste motivazioni hanno dato un senso nuovo e gratificante all’impegno, un valore umano aggiunto: quello della solidarietà. E tutti si sono sentiti più coinvolti, tutti hanno fatto proprio il punto d’orgoglio di raggiungere un Milione di solidarietà. Non solo. L’Accademia dello Sport per la Solidarietà, mentre esalta sul campo la bellezza dello sport, ha fatto conoscere tantissime realtà benefiche bergamasche che è una felicità poter aiutare, ha messo in risalto le eccellenze della nostra sanità dotandole di nuove strumentazioni e strutture, ha assegnato premi alla ricerca medica, a pittori come Trento Longaretti e Mario Donizetti, a imprenditori coraggiosi, a campioni dello sport e della vita. Tante belle storie, vissute con rigoroso impegno e semplicità, con la gioia di chi vive la sua vocazione.
In ogni libro del Tennis Vip tutto è raccontato in dettaglio, mettendo in risalto come da ogni dono si riceve moltiplicata gioia, che si riverbera intorno suscitando nuove amicizie e spiriti generosi, perché la vera solidarietà riesce sempre a far vibrare ogni corda del cuore. Nella complessa frammentazione caotica del nostro presente, sempre più aggrovigliato in brutte notizie, si cerca di far risuonare a distesa quelle buone. Ecco la scelta dell’Angelo scrivano del Lotto in copertina. Sceso dalla Pala di San Bernardino in Pignolo, ci guarda sorpreso mentre annota la buona notizia: “Un milione di solidarietà”. Quando ero bambino, questo immagine era accanto al mio letto della casa di Piazzatorre e ogni sera la mamma ripeteva: cosa scriverà oggi l’angioletto? Oggi scrive bene dell’Accademia del Tennis e della Solidarietà. Anzi dice bene (e benedice) tutti coloro che lavorano per una sempre più Humana Academia.

PAOLO COLOMBO

Read more

PER LA RICERCA E PER LA BELLEZZA

Ho sfogliato le varie edizioni del libro Tennis Vip, non tanto per compiacermi del lavoro compiuto negli anni, quanto per sorprendermi di come ogni libro sia uguale (nello stile e nei diversi settori artistici, sportivi, promozionali, festosi, umani e umanitari che lo caratterizzano), e di come ogni libro sia nuovissimo e sorprendente. Di libro in libro si è formata una prestigiosa collana, specchio del prestigio, della creatività, dell’ardente passione e dell’intrepida audacia dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Di libro in libro risulta evidente che ogni anno l’asticella si alza, anche sul piano etico.

Basterebbe a confermarlo, in questo nuovo libro 2014 ormai da passare alla stampa, e non mi par vero, leggere a pagina 73 la
lettera del professor Paolo Ferrazzi all’indimenticabile amico e maestro, professor Lucio Parenzan, illustre bergamasco, di grande umanità, pioniere dei trapianti. Basterebbe leggere a pagina 9 la testimonianza di monsignor Giulio Dellavite, laddove scrive che l’Accademia dello Sport per la Solidarietà plasma galantuomini, o dove ricorda San Paolo («c’è più gioia nel dare che nel ricevere») e il segreto della felicità secondo Bernanos («trovare la propria gioia nella gioia dell’altro»).

Questa gioia nel dare non riguarda solo il valore in denaro della Solidarietà, per quanto l’Accademia se ne faccia scopo principale. Riguarda valori etici e umani. Per esempio i Golden Vip per la ricerca scientifica a due medici, Ferrazzi e Gavazzi, che all’Ospedale di Bergamo hanno lavorato in sintonia e che, oltre alla cura dei loro malati, hanno fatto della ricerca la loro passione e missione, una ricerca che sempre si traduce in inestimabili benefici. Chi può dire le vite salvate con una nuova tecnica operatoria? Ma chi può dire anche le vite salvate dal coraggio e dalla speranza trasfuse da un medico che, insieme al corpo, si prende cura della persona, dei suoi pensieri, delle sue paure, del suo spirito? Io sono convinto che questi Golden Vip per la ricerca scientifica, valgano un piccolo Nobel per la medicina.

Vi sono tantissime pagine che raccontano il bene che non fa rumore, come la foresta che cresce. Vi sono le pagine dell’incontro con Papa Francesco di tutta l’Accademia. Quanto entusiasmo ci ha messo Licini per organizzare il viaggio a Roma da questo Papa della speranza, dell’amore, della misericordia per tutti. Questo Papa che tiene le Beatitudini del Vangelo come norma di vita e ogni giorno ce ne ricorda la bellezza. Che ha preso, insieme al nome di Francesco, lo spirito di povertà del Santo di Assisi, il suo cantico al Signore per la bellezza del creature e del creato da salvaguardare. L’Accademia, nell’incontro con Papa Francesco, si è voluta permeare di questo nuovo spirito, con il proposito, difficilissimo, di viverlo e
di irradiarlo intorno.

E il tennis, mi si dirà? E lo sci? E il golf? E la festa? E l’amicizia? Tranquilli, c’è tutto, c’è tutto. Magari con un soffio nuovo.

PAOLO COLOMBO

 

Read more

PER PASSIONE E PER MISSIONE

Quando ricomincia l’avventura del Tennis Vip, che mi coinvolge direttamente per la preparazione del libro e di ogni altro materiale necessario, dai manifesti alle pagine dei quotidiani che ne sintetizzano gli eventi sia sportivi sia delle premiazioni e della solidarietà, ogni anno non posso fare a meno di pensare alle fiabe che mi affascinavano da bambino. Ad ogni passo si deve compiere l’impossibile, superare ogni paura, dimenticare tutti i propri limiti fino a raggiungere l’epilogo, quando tutti gli ostacoli superati si trasformano in talismani. Il principe e la principessa, altro non raffiguravano che la persona capace di scelta o la persona prescelta dal destino. Mai lasciarsi prendere dalla stanchezza, dalla tentazione di voltarsi indietro, di contentarsi del cammino compiuto. La bella lezione delle fiabe è la vittoria sulla legge di necessità. Così conservo ancora il mio vecchio gran libro Nuove novelle di Andersen (Hoepli), con la copertina cartonata color carta da zucchero e una illustrazione bellissima, che richiama alcuni titoli delle fiabe: La regina delle nevi, Le soprascarpe della felicità, Il giardino del paradiso, La figlia del re della palude, Lo scellino d’argento… e così via.

Questo fiabesco misurarsi con l’impossibile, è lo spirito e il carattere del Tennis Vip, fatto proprio dal suo “principe”, Giovanni Licini, capace di irradiarlo su tutti i compagni d’avventura, o di fiaba, se vogliamo stare alla nostra similitudine.

Quest’anno come continua la fiaba? Come trasformare gli ostacoli in talismani? Come misurarsi con l’impossibile? Primo ponendosi un traguardo. E il traguardo principale è non venir meno alla solidarietà, obiettivo tanto più necessario in questo tempo di grande complessità e cambiamenti economici. Lavorare per passione e per missione è il nuovo motto di Licini. La “missione” dà un senso nuovo al Vip, dà nuova linfa ed entusiasmo ai collaboratori, agli amici che partecipano al Torneo e agli amici sponsor. A sua volta Licini riceve da loro linfa ed entusiasmo moltiplicati, in un circolo virtuoso che è di buon auspicio per gli anni futuri.

Per venire più direttamente al lavoro di redazione del libro, c’è stato un maggior impegno per fare una sintesi delle varie annate del Vip, riuscendo a ridurre il numero di pagine (e quindi i costi), senza ridurre la completezza e l’intensità del libro, nel quale ognuno potrà riconoscersi come parte viva e importante della “fiaba”. Vorrei anche aggiungere che, a lavoro quasi terminato, mi pare che si sia guadagnato in maneggevolezza, fluidità e nei profili dei “Golden vip”, personaggi per tanti versi esemplari. Le loro storie nei vari libri del Vip, diventano un interessante libro nei libri, quasi sempre con forti accenti etici. Ogni personaggio che Licini “scopre” gli dà una meravigliosa scarica di adrenalina. E non mi riferisco solo ai personaggi più noti, ma anche alla piccola suor Rosalina che lavora per il recupero dei giovani dalla tossicodipendenza, alcool, dipendenze da psicofarmaci, anoressia, gioco, bulimia, tenendo ad esempio la carità e l’umiltà di Madre Teresa di Calcutta.

PAOLO COLOMBO

 

Read more

NON SOLO ACCADEMIA DEL TENNIS

Per un artista, basta un capolavoro, basta un Oscar, per essere considerato un grande. Non è da tutti raggiungere la perfezione del capolavoro. È da tutti, però, fare della propria vita un capolavoro, cercando di compiere ogni nostra opera nel migliore dei modi. E il migliore dei modi è fare dell’impossibile la direzione che orienta il nostro lavoro, senza dimenticare che “se non hai dato tutto non hai dato niente”. Si potrà anche fallire, ma almeno ci si sarà misurati con la perfezione. Questo misurarsi con l’impossibile è da sempre lo spirito della Corponove (ogni lavoro deve essere un capo-lavoro), in sintonia perfetta con lo spirito del Tennis Vip, anzi vorrei dire, con l’impossibile portato all’estremo dall’ansia ardente di Giovanni Licini. Se un giorno ti capita di allentare la tensione, ci pensa il Giovanni a non lasciarti un attimo in pace.

Ogni anno mi chiedo, cosa tirerà fuori del suo cappello a cilindro per dare smalto nuovo al Torneo, al libro, allo spettacolo, alla solidarietà, all’arte? E ogni anno Licini riesce a sorprendermi e a soprendere tutti.

Dice il saggio: «Trova il tempo per sognare perché il sogno ti porterà alle stelle». L’Accademia del Tennis, trovando il tempo per sognare, fa dell’impossibile un obiettivo sempre più alto, riuscendo così a raggiungere le stelle. In tempi di crisi economica, l’anno scorso ha aumentato il valore della solidarietà. Intendo il valore venale (cioè il valore dei vari assegni) perché il valore ideale è di anno in anno diventato il più importante, al punto tale che si è sentita la necessità di cambiare il nome stesso da Accademia del Tennis, ad Accademia dello Sport per la Solidarietà. E sì, anche dello sport, perché non ci si accontenta più solo (si fa per dire) del Tennis, ma ci si dà anche al Golf e allo Sci con molte soddisfazioni.

Nel suo recente libro, Erri de Luca parla proprio di futuro, da amare come percorso e progetto di perfezione. Bisogna allenarsi per riuscirvi, così come bisogna allenarsi per amare il prossimo, «un programma da realizzare forzando i limiti delle capacità umane».

Questi limiti l’Accademia dello sport per la Solidarietà, come ogni azienda che ostinatamente resiste alla crisi, li sta forzando anche in questo 2012, non per farsi vanto della solidarietà o per farne esibizione (ha ben presente il “non sappia la destra ciò che dà la sinistra”), ma con la gioia di condividere e di essere in qualche modo una piccola fiaccola sopra il moggio, che rischiara tempi un po’ bui e, magari, si fa esempio per altri, così come altri sono stati esempio per noi. Diciamo noi perché l’avventura del Tennis Vip è diventata la nostra avventura.

PAOLO COLOMBO

 

Read more