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I giovani e il valore dello sport nella loro crescita. A Bergamo i modelli vincenti del Coni Lombardia e della Cremonese con Vanoi e Bonavita

Un’altra serata dedicata al tennis e al padel sui campi della Cittadella dello Sport di Bergamo in compagnia dell’Accademia dello sport per la Solidarietà. Prosegue senza interruzioni il Tennis 2022, che vedrà scendere in campo gli atleti al via della manifestazione anche nella giornata di sabato 21 maggio.

Si è proseguiti con i protagonisti del mondo dello sport ed in particolare del calcio anche nella seconda serata, aperta da Alessandro Vanoi, responsabili dei tecnici del Coni Lombardia e già Vicepresidente. La pandemia ci ha insegnato quanto lo sport sia fondamentale per la crescita dei ragazzi ma anche come antistress ideale per tutte le età. L’Italia dello sport e in particolare la Lombardia vengono da un 2021 da protagonisti con il record di medaglie olimpiche a Tokyo.

“Qualcosa alle spalle di molto pesante abbiamo lasciato, cerchiamo di ricominciare e questo è il modo migliore per farlo, in amicizia e sempre per beneficienza. Devo dire che avevo pronosticato un po’ meno medaglie alle ultime Olimpiadi, abbiamo avuto un po’ meno possibilità delle altre nazioni di allenarci. La pandemia ci ha frenato. Poi come al solito ci siamo messi in riga e i risultati danno ragione al lavoro svolto. Soprattutto per il fatto che dietro a questi campioni ne stanno arrivando altri. Avremo un futuro nello sport molto importante. Il 20% dello sport italiano è lombardo: i nostri ragazzi hanno portato a casa 9 medaglie olimpiche ed è un bottino importante, siamo sempre stati una fucina di atleti, tecnici e organizzatori. Come al solito la Lombardia è regione faro dello sport e non solo”.

Vicino a Bergamo, a due passi dalla nostra provincia c’è stato chi poche settimane fa ha fatto festa per la promozione in A: è la Cremonese, formazione spesso presente al torneo dell’Accademia con giocatori e staff. “La Cremonese è un motivo d’ orgoglio per il calcio italiano – ha spiegato Giovanni Bonavita, responsabile del settore giovanile grigiorosso-. C’è bisogno di fare rinascere il calcio italiano attraverso i giovani, speriamo che il sistema torni a ragionare in virtù dei ragazzi, che sono una risorsa fondamentale. La Cremonese ha una storia e ambizione a livello giovanile. Il torneo di tennis è uno dei momenti più attesi per gli ex sportivi del calcio, bello ritrovarsi con lo stile nobile dell’accademia”.

 

Naturalmente si è parlato anche di Atalanta grazie ad altri illustri ospiti della serata, su tutti Massimo Carrera, ex difensore nerazzurro e ora tecnico in cerca di una squadra. “E’ bello ritrovare vecchi amici per lo scopo che ha questo torneo. Appena ci sarà una squadra che ha voglia di fare bene io sono a disposizione: qualche offerta c’è stata soprattutto all’estero, ma vorrei rimanere in Italia. Chi critica Gasperini fa male, ha portato l’Atalanta stabilmente in Champions dove mai nessuno è arrivato. Non è un ciclo finito, ma bisogna essere bravi a rimpiazzare alcuni giocatori”.  

 

 

 

Da un giocatore degli anni 90 e ad uno degli anni 60-70, da Carrera a Beppe Savoldi. “L’Accademia è nata con Licini ed io ero subito al suo fianco, sono passati tanti anni e mi sarebbe dispiaciuto non esserci.  In casa Atalanta quando abitui i tifosi e la gente ad essere su certi livelli, quando fai il passettino indietro, eccoti che arrivano le critiche: i nerazzurri stanno facendo bene e portando avanti il discorso degli altri anni, non si può sempre vincere. Savoldi ha fatto gol ma ne ha sbagliati tanti, capita la giornata no, quest’anno per l’Atalanta sono capitate giornate negative come quelle positive”.

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Inizia la nuova avventura del Tennis: a Bergamo si parte a tinte nerazzurre

L’entusiasmo di ripartire, di ritrovarsi finalmente dopo 2 edizioni saltate per la pandemia. Facce sorridenti e voglia di stare insieme, lasciandosi alle spalle i difficili momenti degli ultimi due anni: è iniziato nella nuova sede della Cittadella dello Sport di Bergamo il torneo di tennis a cura dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà con ospiti legati al mondo atalantino come Enrico Delprato, Cristian Raimondi, Giorgio Frezzolini, Marino Magrin e Lino Mutti.

La nuova location è stata apprezzata dai tanti presenti, in campo, sugli spalti e al ristorante allestito da Sassella Food & Events e i primi ospiti sono stati quelli legati ai colori nerazzurri atalantini. All’Accademia si vive la famiglia fin da piccoli e la si tramanda ai più piccoli: chiedetelo ad Ivan Delprato, allenatore della Virtus Ciserano Bergamo, che ha giocato in coppia insieme al figlio Enrico, giocatore tornato all’Atalanta dopo un anno di prestito a Parma e per la prima volta impegnato nel torneo dell’associazione cittadina. “E’ stata una bella emozione, venivo a vederlo e sognavo un giorno di partecipare insieme a papà –spiega il giocatore classe 1999-. A Parma è stata una bella stagione dal punto di vista della mia crescita, un’esperienza positiva, per il futuro vedremo cosa succederà: sono in prestito dall’Atalanta e so che il Parma avrebbe intenzione di riscattarmi, in terra emiliana resta un’esperienza positiva anche se i risultati non sono stati dalla nostra parte”. “Siamo riusciti a vincere e siamo contenti, ho provato anche il padel e mi è piaciuto, ma il desiderio era giocare con Enrico  -spiega il papà Ivan-. Complimenti all’organizzazione, una splendida location, so quanto ha fatto l’Accademia per la Solidarietà, un vanto per tutta Bergamo”.

Nei due nuovi campi realizzati dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà troviamo due vecchi cuori nerazzurri, Cristian Raimondi e Giorgio Frezzolini, due affezionati al torneo dell’Accademia e ora impegnati nel padel come tanti ex giocatori. “Riprende la vita normale –spiega Raimondi- e queste serate ci mancavano tanto: per lo scopo, per le amicizie, per l’aggregazione. Perché ci sono questi malumori attorno all’Atalanta? Obiettivamente se ci sono dei malumori sono inspiegabili. Quando li sento mi incattivisco un po’, forse chi mugugna oggi non si ricorda del passato che non è poi così lontano e lo dico da tifoso. La Var? Il mister ha un modo diretto per dire le cose, ma dice la verità e noi quest’anno non siamo mai stati dei “piangini”, non siamo mai stati gente che si dà alibi, facciamo sempre autocritica, ma non vogliamo passare nemmeno per stupidi. In tante circostanze quest’anno, prove tv alla mano, abbiamo avuto torti arbitrali inconfutabili. Ne abbiamo avuti tantissimi. Se abbiamo sbagliato facciamo autocritica, ma obiettività nel dire che ci sono stati errori di altri. Non siamo una piazza che può fare tanto rumore da riuscire a muovere qualcosa”. Frezzolini è ripartito dal tennis proprio da dove aveva terminato, al fianco del compagno di tante avventure Raimondi. “Veniamo da un periodo non bellissimo, quindi tutto che serve per stare bene è positivo. Per iniziative come queste facciamo sempre tutto ciò che possiamo. Musso? Ci sta qualche errrore, è arrivato con grandi aspettative e un anno di transizione ci può stare anche. Ha fatto un passo importante, ha grosse qualità e il vero Musso lo vedremo il prossimo anno”.

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Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII, racconta i giorni più duri della pandemia

Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII, confessa di aver pianto davanti a tanti contagiati e morti per il Covid.

Si sarebbe mai immaginato un evento così tragico in terra bergamasca?

«Ripercorrendo quello che è successo, ricordo che il 22 febbraio 2020 ci siamo trovati per creare l’unità di crisi interna in ospedale con dirigenti e specialisti coinvolti, in particolare infettivologi, rianimatori e pneumologi. In quei primi momenti abbiamo iniziato a capire cosa ci stava capitando: sapevamo della Cina, ma per noi era una novità».

Senza alcun preavviso iniziarono ad arrivare i primi malati.

«Dal primo caso in malattie infettive sono trascorse solo 24 ore prima di assistere ad un incremento esponenziale delle persone che si ammalavano. La conoscenza di come curarle era in itinere, anche perché sapevamo come affrontare una patologia polmonare, ma qui dovevamo affrontare un virus ancora sconosciuto. Abbiamo subito studiato quanto era stato fatto in Cina, a cui abbiamo aggiunto la nostra esperienza».

Qual è stato l’impatto della pandemia sull’organizzazione della struttura?

«Nel giro di 15 giorni abbiamo dovuto rivoluzionare l’ospedale, tenuto conto dei picchi che a metà marzo hanno portato anche 100 ingressi al giorno in pronto soccorso con patologie da Coronavirus. Su 950 posti letto totali, ne abbiamo dedicati 550 ai malati Covid».

Tutta la Bergamasca sta vivendo un momento drammatico.

«Dall’ufficio vedevo le code di ambulanze con a bordo i pazienti, in un silenzio assoluto a causa del lockdown. Le strade erano deserte e si sentiva solo il rumore delle sirene. Ogni giorno ci trovavamo con l’unità di crisi per riorganizzare l’ospedale e cancellare i ricoveri di altre patologie. Tutti i nostri dipendenti (medici, infermieri e tecnici) non si sono mai tirati indietro lavorando su turni giorni e notte per curare pazienti. Fortunatamente il nostro ospedale aveva già 72 posti letto di terapia intensiva e siamo arrivati fino a 110 letti utilizzando anche i blocchi di sala operatoria».

In base alla sua esperienza personale, quali sono state le emozioni vissute in quei giorni?

«Non ho mai vissuto momenti di guerra, ma quando scendevo in pronto soccorso e vedevo tutti quei pazienti era veramente impressionante. Di notte non riuscivo a dormire, anche perché ogni giorno i numeri aumentavano e ad un certo punto immaginavo di dover mettere le persone anche nell’Hospital Street. Tutti noi ci siamo trovati davanti a qualcosa di straordinario, ci siamo ammalati e qualcuno purtroppo è mancato. Nella prima ondata abbiamo avuto 450 morti in tre mesi ed è stato fondamentale l’aspetto umano grazie al collegamento tra i pazienti soli e i parenti a casa. Ci siamo resi subito conto che stava capitando qualcosa di di eccezionale e in quel momento Bergamo è diventata la capitale del mondo del virus. Venivamo contattati da tutti i paesi per capire cosa stava accadendo e per avere i nostri protocolli di cura. Non nego che ho pianto più volte, perché era difficile rimanere impassibili davanti a tanti giovani e anziani sotto i caschi mentre ti guardavano spaventati o intubati in terapia intensiva».

Per alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie è stato allestito l’ospedale in fiera.

«Se dobbiamo trovare un lato positivo della pandemia è proprio la solidarietà da parte di tutti, privati, aziende e istituzioni, con ben 33 mila benefattori che non hanno fatto mancare il loro supporto, fra i quali il Vaticano e la squadra dell’Inter. Un aiuto fondamentale è arrivato dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà, insieme agli Alpini, che ha partecipato in modo concreto per fornire l’impianto di ossigeno e la strumentazione necessaria. Grazie all’ospedale in fiera abbiamo potuto ricoverare 140 pazienti, dei quali una ventina in terapia intensiva».

Bergamo si è dunque confermata come capitale della solidarietà e del volontariato.

«Sicuramente, ho citato l’Accademia dello Sport per la Solidarietà, perché la collaborazione è in atto da anni con aiuti concreti sia per la patologia neonatale sia per il percorso disabili introdotto a Mozzo. Giovanni Licini, fondatore dell’associazione, non sta mai fermo ed è veramente un vulcano di idee in grado di portare avanti progetti molto importanti».

Oggi fortunatamente la situazione è migliorata.

«In Italia la vaccinazione sta dando i suoi effetti e dobbiamo continuare su questa strada».

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Pochi giorni al via del Tennis 2022 a Bergamo: continuano i preparativi dei volontari dell’Accademia

Al lavoro con i nostri instancabili collaboratori per garantire a partecipanti e ospiti il massimo del confort per tornare a vivere il nostro Tennis nella maniera giusta, nella nuova sede di Bergamo.

Ritorna dopo la pausa relativa alla pandemia Covid-19 il torneo di Tennis dell’Accademia, che metterà in palio il 29esimo Trofeo Achille e Cesare Bortolotti di doppio maschile, il 14esimo trofeo Giacinto Facchetti, il 7° torneo Franco Morotti, la Coppa Asc di doppio misto, la Coppa Mediolanum competizione a squadre e il torneo di paddle Trofeo Accademia dello Sport. Per tutti l’ingresso dalle 17 alle 24 sarà libero per assistere alla tribuna montata pochi giorni fa dagli infaticabili collaboratori dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà: tutte le sere attivo il servizio ristorante, con la possibilità per tutti i presenti di assaporare le specialità regionali di Sassella Food & Events. Le premiazioni finali e quelle del Golden Vip sono in programma sabato 11 giugno.

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Presentato il Tennis 2022 in Provincia: si riparte dallo sport, dalla solidarietà e dall’amicizia

Dopo due anni di stop è tempo di ripartire. La sala consiliare della provincia di Bergamo, gremita in ogni ordine di posto, ha ospitato la presentazione del 44esimo torneo di Tennis a cura dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Un tuffo nel passato e un ricordo alle grandi emozioni delle settimane più dure della pandemia, come ricordato in apertura di conferenza con un video: Bergamo riparte e lo fa dallo sport, dalla solidarietà, dall’amicizia.

Una mattinata carica di significati: torna il Tennis a cura dell’Accademia, ma in una nuova location. Dal 19 maggio all’ 11 giugno i partecipanti saranno in campo negli impianti del Csi Bergamo della Cittadella dello Sport di via Monte Gleno 2. Anche in questo caso l’Accademia è stata fondamentale nel dare un nuovo volto all’area: grazie all’intervento a livello economico dell’Accademia, Regione Lombardia (530 mila euro) e del Csi Bergamo, in collaborazione con la Provincia di Bergamo, verranno pertanto realizzati due campi da tennis coperti con tribune incorporate, ristrutturati i due campi da tennis esistenti, con adeguamento della superficie e dell’impianto di illuminazione, realizzati 3 campi di padel coperti e relativi spogliatoi a disposizione degli ospiti.

“Un sogno che cullavo da qualche anno era quello di portare questo evento definitivamente nella città di Bergamo –spiega Giovanni Licini, cuore pulsante dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà-. La sede ideale a mia ragione sarebbe stata una struttura pubblica, polivalente, su cui realizzare questo nuovo centro sportivo. Per concretizzare ogni sogno serve la sua realizzazione economica. Ho coinvolto Regione Lombardia nelle persone di Roberto Anelli, l’assessore Claudia Terzi, Antonio Rossi (sottosegretario regionale allo sport), e alla fine con l’approvazione del Presidente Attilio Fontana e dall’intero consiglio regionale è stato deliberato un contributo di 530 mila euro che verrà utilizzato per questa nuova struttura. Per la realizzazione completa siamo leggermente in ritardo, ma pur di effettuare l’evento che rappresenterà una parte della rinascita sportiva bergamasca abbiamo deciso pur con impianti limitati di ritornare a giocare”.

Al tavolo delle autorità erano presenti Attilio Fontana (Presidente di Regione Lombardia), Enrico Ricci (Prefetto di Bergamo), Stanislao Schimera (Questore di Bergamo), Pasquale Gandolfi (Presidente della Provincia), Loredana Poli (Assessore istruzione, università, formazione, sport e tempo libero, politiche per i giovani, edilizia scolastica e sportiva Comune di Bergamo), Claudia Terzi (Assessore alle Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Regione Lombardia), Alessandro Masera e Giovanni Licini dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, insieme al consiglio direttivo.
“E’ bello guardare al futuro con un altro animo –sono le parole del Presidente Fontana- e pensare a nuove iniziative di solidarietà. L’Accademia e il cuore di Bergamo non si sono mai fermati: tutti sono stati solidali e insieme come sempre i bergamaschi si sono dimostrati campioni nella solidarietà, iniziando a guardare al futuro”.
Il Prefetto di Bergamo Enrico Ricci ha ringraziato tutti i protagonisti presenti in aula che hanno lavorato in quelle tragiche settimane del 2020 e fatto il suo in bocca al lupo all’Accademia per questa ripartenza. A fare gli onori di casa è stato il Presidente della Provincia Pasquale Gandolfi, che si è detto onorato di ospitare questo appuntamento nella sala del consiglio dell’istituzione che rappresenta.

Passiamo ora alla presentazione dell’annuale torneo di tennis, che ritorna dopo la pausa relativa alla pandemia Covid-19. Con il torneo ricorderemo il 29esimo Trofeo Achille e Cesare Bortolotti di doppio maschile, il 14esimo trofeo Giacinto Facchetti, il 7° torneo Franco Morotti, la Coppa Asc di doppio misto, la Coppa Mediolanum competizione a squadre e il torneo di paddle Trofeo Accademia dello Sport. Per tutti l’ingresso dalle 17 alle 24 sarà libero per assistere alla tribuna montata pochi giorni fa dagli infaticabili collaboratori dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà: tutte le sere attivo il servizio ristorante, con la possibilità per tutti i presenti di assaporare le specialità regionali di Sassella Food & Events. Le premiazioni finali e quelle del Golden Vip sono in programma sabato 11 giugno.

PREMIAZIONI: I protagonisti negli ultimi due anni sono state quelle persone che durante la pandemia hanno operato sul nostro territorio con coraggio e professionalità nelle strutture ospedaliere, nelle istituzioni e nell’intero territorio. L’Accademia ha così premiato Paolo Storoni ( Colonnello – Comandante Prov.le dei Carabinieri di Bg all’epoca Covid), Sergio Rizzini, (Responsabile Sanità Alpina), Gianluigi Patelli (Primario Radiologia Asst Bergamo Est), Roberto Keim (Primario Terapia Intensiva Asst Bergamo Est), Milena Mauri (Responsabile Unità Covid – Asst Bergamo Est), Marco Rizzi (Primario Infettivologia –Asst Ospedale Papa Giovanni XXIII), Nicoletta Manini (Coordinatrice Infermieristica Osp. Bg – Asst Ospedale Papa Giovanni XXIII ), Emanuela Busetti ( Coord. Infermieristica Osp Fiera – Asst Ospedale Papa Giovanni XXIII ). Paolo Colombelli (Dir. UOC unità operativa complessa Treviglio – Asst Bergamo Ovest), Matteo Giacomini (Resp.Terapia Intensiva Policlinico San Marco – Gruppo San Donato), Armando Alborghetti (Resp. Anestesia-rianimazione-terapia intensiva- San Pietro – Gruppo San Donato) e i volontari dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà (Claudio Trezzi – Antonella Gambarini – Giacinto Prometti), volontari responsabili dei turni presso i centri vaccinali.

GOLDEN VIP Nel corso della mattinata sono stati presentati anche i Golden Vip 2022, i premi speciali a cura della nostra associazione. I premiati saranno per la “Ricerca scientifica premio Fondazione Credito Bergamasco” Michele Colledan, per il mondo dello sport alla memoria di Luciana e Gianni Radici Luca Percassi e Vip d’Onore alla campionessa di sci Federica Brignone ed infine premio per l’imprenditoria Mediolanum ad Angelo Radici.

SOLIDARIETA’: Naturalmente la mission dell’Accademia dello Sport resta quella della Solidarietà. Come gli altri anni saranno 3 i progetti per i quali la nostra associazione sarà in prime linea, sostenendo le realtà del territorio. In particolare la nostra attenzione per il 2022 sarà rivolta verso l’ AIPD Associazione Italiana Persone Down, AEPER Associazione Educazione Prevenzione E Reinserimento e ANMIC Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili.

Tante le autorità che hanno preso parte alla presentazione nella sede della Provincia di Bergamo: Marco Filipponi (Comandante Prov.le Guardia di Finanza), Alessandro Fasolini (Tenente Colonnello – Carabinieri Bergamo), Ferruccio Rota (Presidente del Consilgio Comunale di Bergamo), Fabio Pezzoli (Direttore Sanitario ASST Papa Giovanni XXIII), Francesco Locati (Direttore Generale ASST Bergamo Est), Peter Assembergs (Direttore Generale ASST Bergamo Ovest), Francesco Galli (Amm.re Delegato Ist.Osp.Berg. Gruppo S.Donato), Mons. Giulio Dellavite (Segretario Generale Curia Vescovile), Francesco Valesini (Assessore alla Riqualificazione urbana, urbanistica, edilizia privata e patrimonio Comune di Bergamo) Simone Rasetti (Direttore Funzione Specialistica Sport e Grandi Eventi Sportivi Regione Lombardia), Dimitri Donati (Responsabile Segreteria Sottosegretario Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi Eventi Regione Lombardia), Davide Casati (Sindaco Comune Scanzorosciate), Simona Gregis (Sindaco Comune Grumello del Monte), Nicoletta Noris (Vice Sindaco Comune Grumello del Monte), Alessandro Vanoi (CONI Lombardia), Giorgia Gandossi (Consigliere Provincia di Bergamo con delega alle Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero), Paolo Storoni (Colonnello – Comandante DIA Triveneto), Gaetano Paternò (Presidente Centro Sportivo Italiano Bergamo), Marcello Annoni ( Presidente Unione Nazionale Cavalieri d’Italia).

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Monica Frigeni, responsabile commerciale dell’azienda Dastyflysim: l’esperienza della sua famiglia nella primavera del 2020

Monica Frigeni, responsabile commerciale dell’azienda Dastyflysim, racconta i momenti di angoscia vissuti durante il Covid-19 che ha contagiato entrambi i genitori
 
Se andiamo indietro due anni, cosa ricorda di marzo 2020, quando è scoppiata la pandemia nella nostra provincia?
 
«Proprio in quei giorni mia mamma era partita per Ischia e dopo una settimana in albergo mi ha comunicato che l’avevano chiusa in camera dicendo di non muoversi. I gestori avevano trovato un caso di positività in hotel e hanno deciso di evacuare la struttura mandando a casa le clienti scortate dalla Polizia. All’inizio non sapevamo se fosse anche lei positiva e così abbiamo deciso di portare il papà in un appartamento di villeggiatura sul lago per precauzione».
 
Una decisione che si è subito rivelata corretta.
 
«Sì, perché dopo 3 giorni la mamma ha iniziato ad avere febbre alta e tosse forte. Anche la sua dottoressa era positiva e non riusciva a visitarla, quindi abbiamo dovuto gestire una situazione molto complicata. Caso vuole, dieci giorni prima avevo conosciuto telefonicamente Giovanni Licini, il fondatore dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, che si è subito attivato per darci una grossa mano».
 
Ricordiamo che sono i giorni peggiori con la pandemia che ha messo letteralmente in ginocchio tutta la nostra comunità, comprese le strutture sanitarie.
 
«In ospedale erano in guerra e in un primo momento ci hanno consigliato di tenere a casa la mamma, prescrivendole un farmaco. Purtroppo però le sue condizioni si aggravavano e decisi di chiamare un’ambulanza. Ecco, era impossibile trovarne una libera, così mi sono affidata ad un servizio privato. Mia mamma però non voleva andare in ospedale, impaurita del fatto che rischiava di non vedere più i suoi cari. A casa da sola continuava a peggiorare, tanto che ho dovuto recuperare un saturimetro per monitorarla, ma a quel punto doveva scegliere se rimanere a casa e probabilmente morire o andare in ospedale per farsi curare. Decisi di richiamare l’ambulanza privata e in quel momento ho perso 10 anni di vita perché stavo facendo una cosa contro la sua volontà, con il timore di non vedere più mia mamma. L’abbiamo salutata tutti e tre i figli e le abbiamo dato il telefonino con cui tenerci in contatto».
 
A quel punto non c’era altro da fare che attendere buone nuove.
 
«Ricordo ancora come mia mamma piangesse e al pronto soccorso ci raccontava che c’era gente disperata che urlava. Dopo alcune ore di attesa è stata ricoverata in cardiologia con ossigeno. Tramite Giovanni Licini mi tenevo in contatto per essere aggiornata sulle sue condizioni di salute e fortunatamente dopo una settimana di febbre ha iniziato a migliorare. Devo ringraziare con il cuore gli operatori sanitari e in particolare il dottor Gianluigi Patelli che l’hanno coccolata durante le 3 settimane in ospedale, a cui è seguito il trasporto in una struttura esterna aspettando che diventasse negativa».
 
 
Come ha vissuto suo papà in queste lunghe settimane di preoccupazione?
 
«E’ stato da solo per 3 mesi con il parkinson in un villaggio deserto a Sirmione. Nonostante tutto è stato bravissimo e ogni giorno faceva la sua ginnastica, compresi 2 mila passi rigorosamente in casa. E’ stata una dura prova per tutti noi, mia mamma ha rischiato di morire e in ospedale sentiva continuamente storie di lutti. Fortunatamente abbiamo conosciuto Giovanni Licini, a capo di un gruppo straordinario di volontari, che mi rispondeva anche alle 4 di notte e in quel periodo non è mai stato fermo, recuperando tutti i giorni dispositivi, respiratori e la tac mobile arrivata dall’Olanda. Con la nostra azienda abbiamo deciso di contribuire sia per la strumentazione sia per i gel disinfettanti».
 
La vostra produzione è fra quelle che non si è mai fermata.
 
Sì e devo ringraziare tutti i nostri dipendenti che hanno compreso quanto fosse importante dare il nostro contributo in un momento così tragico per tutta la Bergamasca. Tutti hanno lavorato doppio turno per produrre gel disinfettanti da distribuire agli ospedali, alle forze dell’ordine e ai Comuni della Bergamasca. Ricordo che andavo in azienda e non c’era in giro nessuno».
 
Qualche mese più tardi anche suo papà ha contratto il Covid.
 
«A febbraio 2021, quasi un anno dopo rispetto a mia mamma, anche il papà ha preso il Covid durante la riabilitazione in una struttura ospedaliera. Dopo essere stato portato in ambulanza a Seriate, è stato trasferito ad Alzano con la polmonite. Trascorse tre settimane di cure, ha concluso la degenza a Gazzaniga. In queste esperienze ho potuto toccare con mano come il personale ospedaliero abbia dovuto affrontare un fenomeno troppo grande, rispondendo con grande forza e coraggio, indispensabili per salvare tantissime vite umane, comprese quelle dei miei genitori».
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Gianluigi Patelli: l’arrivo della tac mobile dall’Olanda, simbolo di speranza nella pandemia

Gianluigi Patelli, primario di Radiologia all’Ospedale di Seriate, ripercorre i momenti più drammatici dell’emergenza sanitaria, con medici e infermieri impegnati senza sosta contro un nemico sconosciuto
 
Cosa ricorda delle ore successive allo scoppio della pandemia?
 
«Beh, mi viene ancora la pelle d’oca a pensarci. Ci siamo trovati a gestire un fenomeno veramente difficile da combattere. Ricordo che una sera mi telefonò Giovanni Licini, insieme a due imprenditori dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, Beppe Panseri e Claudio Bombardieri. Subito mi chiesero di cosa avessi bisogno e nel giro di due giorni mi sono trovato fuori dalla porta dell’ospedale una tac di fascia molto alta arrivata dall’Olanda. Teniamo presente che ne esistono solo due in Europa e noi abbiamo avuto a disposizione la migliore. Qualcuno definirebbe questo percorso come fortunoso, ma io credo che ci sia stata la Provvidenza ad aiutarci».
 
Grazie alla tac si è riusciti a curare e a salvare la vita ad un altissimo numero di persone.
 
«Sì, anche perché vivevamo giornate dove arrivava una quantità numerica di pazienti che non poteva essere gestita con le armi di cui disponevamo normalmente. I tamponi non erano sufficienti e il pronto soccorso era letteralmente intasato. La pandemia è per definizione un evento incontrollabile e la situazione che stavamo vivendo richiedeva supporti straordinariamente superiori rispetto alle dotazioni standard. La nostra azienda sanitaria non fa solo attività di routine, ma anche ricerca, tanto che alcune procedure di radiologia interventistica, come l’ablazione della prostata tramite laser, hanno fatto scuola nel mondo».
 
Durante l’emergenza sanitaria sono state fondamentali le donazioni ricevute.
 
«Esattamente e l’Accademia dello Sport per la Solidarietà ha avuto un ruolo primario, con Giovanni Licini che ha coordinato al meglio l’attività di solidarietà. Ebbene, si è creata una coniugazione perfetta, come due calamite attaccate, che ha permesso di utilizzare istantaneamente le donazioni ricevute, supportando immediatamente gli operatori sanitari e gli ospedali nelle diverse esigenze. Abbiamo parlato della tac, ma in quei giorni sono arrivati anche altri dispositivi indispensabili, come respiratori, caschi Cpap, flussimetri e medicinali come il curaro».
 
Un encomio va sicuramente a tutti gli operatori sanitari che non hanno mai mollato, salvando ogni giorno numerose vite umane.
 
«Sono stato in ospedale dalla mattina alla sera, dal 24 febbraio e fino a luglio, compresi sabati e domeniche. In tutto questo tempo ho notato come tutti i colleghi abbiano lavorato con il sorriso e senza far pesare la fatica. Devo dire che si è creato uno spirito di squadra che non mi è mai capitato di vedere».
 
 
Bergamo in quei giorni ha affrontato per prima questa terribile malattia, facendo anche scuola per la comunità scientifica.
 
«Mi sono subito messo in contatto con il presidente della società di radiologia medica e interventistica, in modo da produrre i risultati delle tac con la pubblicazione dei lavori e le conseguenti collaborazioni scientifiche. A livello operativo, una volta arrivata la tac mobile dall’Olanda, abbiamo creato una chat in Whatsapp con i medici di famiglia sul territorio. Grazie alla veloce diagnosi eravamo infatti in grado di informare sulle condizioni del singolo assistito e decidere se ricoverarlo in ospedale o curarlo a casa. Tutto è stato possibile grazie all’ingrediente vincente della solidarietà».
 
E, lo ribadiamo, grazie all’impegno profuso senza sosta da medici e infermieri.
 
«A questo proposito ho un ricordo molto personale vissuto durante l’emergenza sanitaria. Mia mamma si è ammalata proprio in quel periodo ed è mancata a causa del Covid. Nei suoi ultimi giorni di vita mancava l’ossigeno ed io ero impegnato per curare decine di malati. Non potendo abbandonare l’ospedale l’ho affidata a Giovanni Licini e, come mi piace ricordare, in questo modo mia mamma ha avuto l’ultimo bicchiere d’acqua e il poco ossigeno rimasto per andarsene serena».
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Torna il torneo di tennis dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà: appuntamento dal 19 maggio all’11 giugno a Bergamo

 
Dopo due anni di stop rieccoci, più carichi e forti di prima e con una nuova location. Il torneo andrà in scena dal 19 maggio all’ 11 giugno nei nuovi campi della Casa dello Sport di Bergamo. L’iniziativa sarà presentata nella sala consiliare della Provincia di Bergamo martedì 10 maggio alle 11. Vi spiegheremo volta per volta tutte le novità di questa edizione: intanto ecco a voi la locandina dell’edizione 2022.
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La festa del golf targato Accademia dello Sport per la Solidarietà: 120 concorrenti nella tappa dell’Albenza per il Bergamo Golf for Charity

Un 25 aprile dedicato al golf per l’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Una bellissima giornata di sole in uno dei green più affascianti d’Italia, quello del Golf Club Albenza: organizzazione d’alto livello e applaudita da tutti i partecipanti. Ancora una volta i volontari dell’Accademia hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, impegnandosi per tutto il giorno per dare il miglior servizio possibile ai 120 partecipanti.

E’ stata la festa del golf, la festa di tutta l’Accademia, che ha rimesso in moto la macchina organizzativa in vista dei prossimi impegni: sabato 30 aprile ci sarà un altro appuntamento con il Bergamo Golf for Charity al Golf Club Rossera di Chiuduno.

Lo sport oltre il Covid-19, sarà questa la nostra mission per questo 2022, come ha ricordato Giovanni Licini alle premiazioni, avvenute alla presenza del Vicepresidente del Golf Club Albenza Gianluigi Viscardi e di tutto il consiglio dell’Accademia.

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I giorni più difficili raccontati da Roberto Keim, primario di Rianimazione dell’ospedale di Seriate

Roberto Keim, primario di Rianimazione dell’ospedale di Seriate, ripercorre i momenti più tragici e concitati dell’emergenza sanitaria vissuta in Bergamasca. Grazie alla generosità di tanti imprenditori, riuniti nell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, è stato possibile curare centinaia di pazienti.

Tutti noi ricordiamo le code fuori dai pronto soccorso e all’interno delle strutture sanitarie i posti letto non erano sufficienti per accogliere e curare la moltitudine di bergamaschi contagiati.

 

«Solo a Seriate siamo arrivati ad avere 100 malati al pronto soccorso, quando normalmente si ha una capienza massima di 30 o 40 persone. Il numero di pazienti affetti da insufficienza respiratoria ci ha obbligati ad ampliare i posti letto in terapia intensiva e sub intensiva. Posso affermare che siamo riusciti a compiere un miracolo, perché nel giro di 15 giorni abbiamo quadruplicato la terapia intensiva, grazie ad un immenso sforzo tecnico, logistico e operativo».

 

 

Oltre agli spazi fisici, dove ospitare letti e pazienti, il problema era quello di reperire anche le attrezzature.

 

«Il nostro dipartimento era fortunatamente ben dotato, ma è chiaro che abbiamo dovuto andare alla ricerca di ventilatori e dei famosi caschi C-pap. Abbiamo raggiunto i 60 trattamenti in contemporanea e i dispositivi sono stati utilizzati per i pazienti che necessitavano di un’assistenza meno invasiva. Sui 240 posti letto, calcolando anche le terapie intensive, in due settimana ci siamo trasformati in un ospedale esclusivamente Covid. Le attrezzature mediche indispensabili per il trattamento dei pazienti, non sono certo saltate fuori dal cilindro. Le aziende non avevano scorte sufficienti e i presidi venivano richiesti da tutte le strutture ospedaliere lombarde e italiane».

 

E’ in questo momento che si è scatenata la generosità di tutti i bergamaschi e di molti imprenditori, che hanno permesso di recuperare in breve tempo le attrezzature necessarie.

 

«Dobbiamo veramente ringraziare le aziende orobiche che si sono avvicinate all’Accademia dello Sport per la Solidarietà sovvenzioni e dispositivi vitali. Con Giovanni Licini, fondatore dell’associazione, si è instaurato un rapporto continuo, che ha permesso di comprendere le nostre esigenze e di trovare soluzioni nell’interesse di tutta la comunità».

 

 

Quali sono state le criticità maggiori?

 

«Per far funzionare caschi e ventilatori serviva tanto ossigeno, di conseguenza andava cambiata e potenziata la centrale di erogazione per assistere tutti i ricoverati, ma lo stesso discorso vale anche per i flussimetri. Alle aziende, molte delle quali bergamasche, che hanno incrementato la produzione H24 va tutto il nostro plauso, perché insieme agli operatori sanitari hanno permesso di curare e salvare centinaia di vite umane.

 

Il periodo pandemico è stato caratterizzato da diversi miracoli, come nel caso del reperimento dei farmaci cosiddetti “Curari”, indispensabili per addormentare i pazienti e permettere la pronazione e una migliore respirazione nei casi più gravi. Proprio parlando con Giovanni Licini, abbiamo scoperto che sul nostro territorio esisteva una realtà che commercializzava le fiale di curaro. Teniamo presente che durante la prima ondata avevamo un’ottantina di pazienti intubati per 15/20 giorni e che necessitavano di più cicli di pronazione per poter respirare meglio. Per uno scherzo del destino, il medicinale che ci è stato donato dall’azienda bergamasca è servito per salvare la vita a tanta gente, ma anche dello stesso imprenditore donatore, che nel frattempo aveva contratto il Covid. Infine è doveroso ricordare l’arrivo, grazie alla disponibilità dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, in accordo con il dottor Gianluigi Patelli, primario di radiologia a Seriate, della tac mobile proveniente dall’Olanda. I tamponi richiedevano tempi di attesa lunghi, mentre una radiografia dei polmoni permetteva di stabilire subito lo stato di salute del paziente e iniziare di conseguenza le terapie».

 

Dal punto di vista umano, cosa rimane della battaglia combattuta contro la pandemia?

 

«Ci ha toccato molto perdita di colleghi medici e infermieri, che hanno lavorato con noi e che purtroppo abbiamo visto morire. Durante i ricoveri non abbiamo mai fatto mancare il nostro supporto ai pazienti ricoverati, ma abbiamo anche instaurato un rapporto umano con le famiglie, che ci affidavano i loro cari senza poterli venire trovare e in molto casi non li rivedevano più perché nel frattempo morivano. Chiudo dicendo che dobbiamo essere grati alla scienza, che ha compiuto un vero miracolo, realizzando un vaccino che ci sta consentendo di tornare a vivere normalmente».

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