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BOMBER MAURIZIO E PAPA’ ETTORE: QUANTO E’ GANZ(O) IL VIP

Che ragazzo di parola, Maurizio. “Sono sempre qui, impossibile mancare”, dice col sorriso e poi firma la doppietta in doppio con papà Ettore. Al Vip torna Maurizio Ganz, e vince sempre lui. Inseguito dagli impegni giapponesi con le vecchie stelle azzurre, in attesa di cominciare a forgiare le future stelle della Primavera del Varese, Maurizio Ganz piomba al Vip con l’inossidabile compagno di doppio, il papà Ettore, e si mette a tirare dritti e rovesci contro Boninsegna e Frutti, tandem di vecchi pirati dell’area di rigore come ce ne sono pochi. Una specie di derby del centravanti, tra Maurizio che segnava sempre lui e il mitico Bonimba, che a dispetto del gap generazionale tiene botta e prova a reagire. Finisce 7-5, 6-4 per Ganz&Ganz, poi Maurizio sorride al Vip, al suo futuro d’allenatore e all’ormai collega atalantino Colantuono. “E’ sempre un piacere arrivare qui, a onorare la memoria dei vecchi amici e a dare battaglia a quelli che ci sono. Peccato che sia di corsa: dal 7 al 10 giugno sarò a Tokyo con ex nazionali azzurri, da Baresi a Vieri, da Costacurta a Di Biagio per giocare contro la selezione giapponese creata da Nakata per festeggiare i 20 anni della serie A nipponica”. Poi toccherà alla Primavera del Varese, la nuova panchina di Maurizio dopo il boom l’anno scorso su quella della Berretti. “Io a Varese, Pippo Inzaghi al Milan, Bonacina all’Atalanta: sarà meraviglioso darsi battaglia anche da allenatori”. Non esattamente pirotecnico è stato il campionato italiano, dominato uber alles dallo strapotere juventino. Ma Ganz, vecchio bomber rossoneroazzurro, ha parole al miele per il Milan, “serviva una ventata di aria nuova, l’operazione giovani con Balotelli e El Shaarawy” e ancor più per l’Atalanta. “Gruppo solido, società capace, bravissimo l’allenatore. Colantuono ha fatto grandi cose, l’anno prossimo, senza penalizzazione, l’Atalanta potrà partire con maggiore tranquillità, purché non sia troppa. Ci sarà da battagliare subito, meglio non farsi sorprendere”. E’ quello che ha pensato anche Oscar Magoni, che dopo la nomination per l’esordio di ieri ha confermato di essere un serissimo candidato al successo finale battendo Ciro Bresciani nel singolare doc e poi bissando in doppio con Luca Chiesa contro il già arbitro di serie A Mario Mazzoleni e Luigi Provenzi. Disco rosso per l’ex fischietto e cielo più nero che azzurro per la coppia di Zingonia, Simone PadoinDaniele Capelli, affondata in tackle dal temibile duo Riccardo Maspero-Luca Facchetti. Sussurri dal Vip: attenti a questi due.

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Ciao Franco, grande amico della nostra Associazione

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Franco Morotti ci ha lasciati. Era consigliere dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, ma soprattutto era un amico e un grande uomo di sport. Dopo una lunga malattia si è spento lunedì 27 maggio, all’età di 71 anni (era nato il 6 settembre 1941), nella sua abitazione di Alzano.

Per quarant’anni Morotti è stato un esponente di spicco del calcio bergamasco, prima come dirigente dell’Atalanta (consigliere e amministratore delegato dal 1976 all’88), poi come presidente dell’Alzano-Virescit, società che ha portato dalla Terza categoria fino alla serie B. Con Morotti se n’è va un personaggio di grande valore umano, un galantuomo, un serio professionista (esercitava la professione di commercialista) che si era fatto da solo creando un importante studio a Trezzo d’Adda.

Nonostante i suoi tanti impegni, Franco è sempre stato capace di ritagliarsi uno spazio per essere utile agli altri (per alcuni anni è stato presidente provinciale della Croce Rossa) e l’ha fatto anche con noi dell’Accademia dello Sport, a cui era particolarmente legato.

Dopo il calcio, il tennis ha rappresentato una delle sue grandi passioni e per anni è stato tra i protagonisti del Tennis Vip. Combinazione vuole che lunedì sera, prima di spegnersi, Morotti si trovasse seduto davanti alla televisione per seguire un torneo internazionale di tennis. Quando si dice il destino.

In questo momento di grande dolore, il presidente e tutti i consiglieri dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, insieme ai collaboratoti e ai tanti amici giocatori sono vicini alla moglie Gianna Manzoni e ai figli Laura e Marco. A loro va il grande abbraccio di tutta la nostra Associazione. Ciao Franco.

 

 

 

 

 

 

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NOTTE DA OSCAR AL VIP: IN CAMPO MAGONI, IN TRIBUNA LA CALONI

Giuseppe “Oscar” Damiani l’ha lasciato al palo un infortunio in extremis, ma al Vip non si è rimasti senza… Oscar. Atteso come uno spauracchio dagli avversari, sul
rosso terra di Cividino è sbarcato Oscar Magoni il terribile, il “maratoneta”, il cannibale del torneo. Signore del singolare l’anno scorso, in attesa di una chiamata da una panchina il Mago ha deciso di ricaricare le pile in campo, iniziando dal singolo contro Luca Chiesa la sua full immersion che al Vip verrà completata dal doppio. Chiesa-Magoni, una finale anticipata, ma non è che attorno a queste stelle il resto del Vip sia rimasto a guardare. Fabio Gallo, per esempio, ha “cantato” felice battendo in due set Oscar Brevi nella sfida tra antichi architetti di centrocampo e da Oscar è stato anche il ritorno della coppia veronese dello scudetto ’85, Nanu Galderisi-Gigi Sacchetti, a segno contro Nicola Pedone e Luigi Alfani. L’assenza di Oscar, nel senso di Damiani, l’ha pagata cara il suo alter-ego di doppio, Pietro “Gedeone” Carmignani, battuto in due tie-break da Sergio Porrini, ma l’Oscar al mercato atalantino l’ha tirato in ballo Marino Magrin con una bomba delle sue. Prima di rifilare una “punizione” della casa al malcapitato Marco Minetti, battuto da Marino in singolare, e prima di tuffarsi nel doppio di famiglia atalantina contro Lino Mutti e la figlia Sara, Magrin pensa a Giacomo Bonaventura e ripensa al suo viaggio da Bergamo alla Juventus nell’estate ’87. “Io sarei rimasto a Bergamo, ma l’Atalanta e Boniperti fecero l’operazione e mi ritrovai a Torino in una grande squadra. Fu un’avventura, ma se devo dare un consiglio ora a Bonaventura, beh, io gli consiglierei di restare a Bergamo ancora un anno, per farsi la corazza. Tanto il futuro è dalla sua parte”. Anche il cittì della Nazionale Prandelli, vista la recente convocazione del Jack atalantino per l’amichevole con San Marino e la partita di qualificazioni mondiali con la Repubblica Ceca a ridosso della Confederations Cup. “Giacomo ai Mondiali? Ci può stare, spero per lui che questa convocazione non sia un premio, sia un inizio”.
Che la partita di domani a Napoli sia l’inizio di una nuova ascesa pallavolistica verso l’A2 lo dice anche l’allenatore della Caloni Agnelli Cristian Zanchi. Sbarcata al Vip al gran completo a due giorni dalla “bella” delle semifinali playoff di B1, la Caloni per una sera resta lontano dalla rete, ma con occhi e cuore già pronti a schiacciare sogni. “Siamo felici di essere qui, l’organizzazione della manifestazione è eccellente, l’obiettivo benefico vale più di qualsiasi cosa”, sorride in tribuna Zanchi e il parallelo tra l’exploit del Vip e quello della Caloni corre come una palla veloce. “Pensavamo a una stagione tranquilla, un’annata in prospettiva, invece abbiamo decisamente bruciato le tappe e ora ce la giochiamo a Napoli per regalarci la finale. Bergamo ha fame di pallavolo maschile e noi siamo pronti per il gran salto di qualità”. Dentro o fuori dai sogni, un Oscar alla Caloni va servito al volo.

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RIECCO IL CITTI’ DEL CUORE: PRANDELLI RIPORTA L’AZZURRO AL VIP

Cividino, sei della sera. Fa freddo, pioviggina, tira anche un po’ di vento. Ma Cesare Prandelli è un cittì dal cuore più azzurro della maglia e ha mantenuto la promessa. L’anno scorso c’erano gli Europei e Cesare avvertì: non ce la faccio. Stavolta l’anno è dispari, il cittì è puntuale. Giacca blu, camicia di jeans, sorriso sul volto e negli occhi. “Quando si parla del Vip, quando si parla di solidarietà è giusto trovare il tempo per esserci, per ricordare persone che ci hanno fatto crescere. Abbiamo tutti desiderio di tornare nei posti dove siamo stati bene, ognuno di noi porta il proprio vissuto, e qui ritroviamo i sentimenti e i ricordi che accompagnano le persone che non ci sono più. Per questo cerchiamo di tornare sempre, anche se facciamo poco rispetto a quanto fatto dall’organizzazione. Mi piace che Bergamo sia la capitale della solidarietà.”. Una foto, una dedica, una stretta di mano. Il cittì del cuore Prandelli ha un sorriso per tutti e uno speciale per Bonaventura. “Un regalo la sua convocazione? No, un premio meritato dopo un campionato importante nel quale ha trovato continuità. Jack ha buone chance per la Confederations Cup? Tutti i convocati ne hanno”.
Non il tennis con Prandelli, dopo l’infortunio al piede che gli ha “levato” la racchetta dalle mani e gli ha consegnato un posto sul green del golf. “Da quando mi sono fatto male a tennis non ho più giocato, ma il golf mi ha conquistato” e alla parola golf il sorriso del cittì va in buca. Riuscì a bucare anche la tensione dei suoi ragazzi, la Primavera dell’Atalanta che vinse il Viareggio contro il Milan 20 nel ‘93. L’episodio è celebre, ma vent’anni dopo a Prandelli s’illuminano ancora gli occhi. “La sera della vigilia della finale trovai nella hall dell’albergo una busta con dentro una maschera da diavolo e un biglietto: saprai cosa farne. Allora la indossai e girai nelle camere dei ragazzi per esorcizzare la paura del diavolo e far capire a loro che il Diavolo, cioè il Milan, non era poi così brutto”. Sorride Prandelli, abbraccia Umberto Bortolotti e Pierluigi Orlandini, firma autografi, saluta tutti e va. Sarà la scia del cittì, ma il cielo sembra un po’ più azzurro al Vip e sicuramente lo è per il Rosso Michele Marcolini che fa più nero che azzurro Gianpaolo Bellini in un rendez-vous atalantino e poi continua a esserlo per Damiano Zenoni e Orlandini che battono il consolidato duo Pedone-Alfano e per Riccardo Maspero che infila la doppietta vincendo in singolare e nell’implacabile doppio con Luca Facchetti. Occhio a ‘sti due. Sipario sulla prima settimana. Lunedì alla ripresa sarà una battaglia da Oscar con l’arrivo di Damiani (e Carmignani), sperando che anche il sole decida di premiare il Vip.

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CAPELLI E’ UN MURO ANCHE AL VIP, ROCCA E TESTA NON IMBUCANO

Pioggia o sole? Pioggia e sole. Il cielo è nerazzurro al Vip, anzi bianconerazzurro. Lo juventino Simone Padoin, bianconero per via di maglia con parecchio nerazzurro nel cuore, ha preso il jolly giusto, sicché Stefano Lucchini e Ciro Polito, avversari in doppio, le hanno prese: 9-6 e buonanotte. Il jolly di Padoin è Daniele Capelli ed è un jolly che va di fretta. Scalpita, morde il freno, scalda le gambe, Daniele, e visto che il pallone può aspettare, sotto con la pallina. Nel giorno in cui Nibali scala la cronoscalata e arriva in cima al muro del Giro, il muro di Grumello continua a scalare l’attesa. “Essere qui è sempre bello, ma io non vedo l’ora di cominciare il ritiro”, sorride in fretta Capelli come se cavalcasse l’onda del ritorno al Comunale. Un’ora e rotti nell’ultima di campionato col Chievo dopo 17 mesi di sospiri e il boato dello stadio all’ingresso e all’uscita. “Emozioni che mi sono restate addosso, così come il cambio col Bello (Bellini). Ma ora basta pensare a quello che è stato, voglio solo guardare avanti”. L’avrebbero fatto volentieri anche Polito e Lucchini, ma il muro Daniele ne ha murato dritto e rovescio e Padoin il silenzioso ha fatto il resto. E’ andata buca alla coppia dell’AlbinoLeffe, Mirco Poloni-Ivan Del Prato, battuta dalla coppia vintage del gol Boninsegna-Frutti, e soprattutto alla coppia delle buche, i golfisti Francesco Rocca, figlio d’arte dell’arte di Costantino, e Francesco Testa. Partiti per infilare in buca la partita contro il duo Lele Messina-Ivor Volpi, i due golden boy del green bergamasco hanno….bucato all’ultimo giro perdendo 9-7 ma è andata peggio alla coppia delle nevi Matteo Nana-Alessandro Vanoi, tornati in campo sulla terra rossa dopo il temporale e con temperature molto simili al circo bianco.
Brrr. Ma domani sarà azzurro forte, comunque la metta il cielo di Cividino. L’amico di sempre Cesare Prandelli porterà l’Italia sui campi del Vip giusto prima di tuffarsi nella Confederations Cup, l’antipasto del Mondiale. Da Coverciano al Brasile via Cividino, i sogni nazionali di Cesare passeranno anche da qui.

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ROSSI SBARCA A CIVIDINO: ANTONIO REMA DALLA PARTE DEL VIP

“Questo torneo è organizzato in modo eccellente, quanto a noi, mi piacerebbe che la Lombardia diventasse il progetto pilota dello sport nelle scuole primarie”. La canoa dei ricordi porta a Cividino Antonio Rossi. Senza pagaia, senza racchetta, col sorriso del neo assessore regionale dello Sport, parecchie idee in barca e un plauso al Vip, tre anni dopo l’ultima volta. “L’ultima volta che ho giocato a tennis è stato qui, tre anni fa, ma al di là dell’aspetto agonistico la manifestazione è premiata da quanto ha raccolto in questi anni. È bello vedere tanti campioni di sport diversi arrivare per dare una mano a chi serve. È il segno che la formula funziona”.

Una formula chimica contemporanea ha affidato la barca dello sport italiano a due colossali pezzi della storia sportiva tricolore, due remi per due barche diversi: a Rossi lo Sport della Lombardia, a Josefa Idem lo Sport d’Italia. E Rossi prende il remo al volo. “Al di là delle divergenze d’appartenenza politica, con Josefa condividiamo le priorità e tra queste l’idea d’introdurre lo sport a scuola dalle primissime classi. Saremmo felici di essere noi, la Lombardia, a dare il via al progetto pilota, magari coinvolgendo il Coni e altri istituti, perché il punto non è tanto dare lo sport agli sportivi, ma dare sostegno allo Sport, permettere a Josefa di lavorare. La crisi del calcio? Non è in crisi solo il calcio, è una questione di ritardo culturale del nostro sport: anche per questo sarebbe importante insegnare lo sport a scuola fin dai primissimi anni”.

Sport&scuola sulla barca olimpionica dell’assessore Rossi, una vittoria al fotofinish sulla bicicletta di Chiappucci, diabolico nel finale contro Alessandro Cortinovis e ancor più col Giro proprio nel giorno della tappa bergamasca di Caravaggio. “Non ho visto grandi imprese da parte dei leader, non vedo istinto, genuinità, troppo tecnologico, troppo robotizzato questo ciclismo. Come si attirano i più piccoli? Spiegando che comunque il ciclismo non è così brutto come viene dipinto”. Non è stata così rosea la serata del circo bianco, la carovana degli sciatori arrivati al traguardo a Cividino. Dimostrando pochissima “riverenza”, la golden girl Michela Azzola ha fatto inforcare Daniela Merighetti, Golden Vip 2013, ma peggio è andata a Livio Magoni, ex guru di Tina Maze ora cittì dell’Italsci, rimasto al palo in doppio contro Amadeo e Luca Chiesa e identica sorte è toccata al duo Grigoletto-Markus Waldner. Disco rosso al mondo bianco, ma cielo azzurro venerdì sera. Quando a Cividino arriverà Cesare Prandelli e sarà un bel pezzo d’Italia al Vip.

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MISTER MARCOLINI AL VIP: IL ROSSO SI MANDA IN PANCHINA

Nuovi mister e vecchi pirati della salita piombano al Vip ed è subito amarcord. Con quella faccia un po’ così di chi ha visto Michele Marcolini correre col cuore del Comunale in tasca, fa un certo effetto vederlo con la barba brizzolata e l’aria da mister. Non solo l’aria. Sotto un cielo più terso delle cattive previsioni, Michele Marcolini detto il Rosso da quando masticava palloni e tackle con la maglia dell’Atalanta sorride alla partita con la solidarietà del Vip e a quella coi vecchi ricordi atalantini con Umberto Bortolotti. Da tempo la seconda carriera di Marcolini, dal campo alla panchina, è più di una voce, ma Michele ci va più cauto di quando entrava in tackle in campo. “Per ora l’unica cosa certa è che ho appeso le scarpe al chiodo e che tornare è qui è sempre una festa”, sorride. Poi fa festa anche in campo non prima di aver ammesso che qualcosa sopra la panca balla. “Io allenatore? Per ora aspetto che mi ammettano al corso di Coverciano, però col Lumezzane ho già parlato e sono contento di aver lasciato il segno”. Lo ha fatto sulla terra rossa con Umberto Bortolotti, lo ha fatto in tre stagioni a Bergamo. “Tre stagioni stupende che valgono molto più dei numeri” ma siccome anche i numeri vogliono la loro parte ecco due ganci al mento di Umberto Bortolotti, 6-2, 6-3 e la panchina può attendere. Anche Nibali al Gibo, prima di stappare lo champagne, gli raccomanda Gilberto Simoni, tornato a pedalare con la racchetta al Vip come da tradizione. “E’ sempre un piacere essere qui”, sorride l’amico ritrovato Simoni e poi raccomanda a Nibali di fare come insegna Trapattoni e non dire Giro se non sei in sella. “Peccato che Wiggins si sia ritirato, Nibali ha la strada spianata ma deve stare attento a Evans. Pensare di avercela fatta sarebbe un errore. Il mio torneo qui? Sul piano non sono mai andato forte ma….”. Ma l’attacco alla terra rossa di Simoni è sventato in due set a suon di musica dal maestro Franco Bagutti, quanto alla difesa come al solito ci pensano i due fratelli Paganin, Massimo e Antonio, marcati stretti dal fascino del Vip. “La solidarietà è fondamentale per il benessere della comunità”, dicono i due e poi martellano senza pietà tennistica i malcapitati Bianchi Cassina e Maurizio Budua manco fossero ancora in campo al Comunale e a San Siro. Manco fossero ancora al Bentegodi, domani al Vip arriveranno Fanna, Galderisi e Osvaldo Bagnoli. Mister Bagnoli, direbbe mister Marcolini.

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C’E’ UNO SQUARCIO D’AZZURRO NEL CIELO: E’ PARTITO IL VIP

Clamoroso a Cividino: c’è il sole. E c’è il sorriso lieve di Giovanni Licini, patron del Vip. “Ripartire è stata un’impresa, ma questo raggio di sole e il sorriso della gente sono il premio migliore”. C’è uno spicchio di cielo azzurro che resiste tra le nuvole pesanti come piombo, mentre Licini guarda i campi di terra rossa del centro sportivo Mongodi. Si gioca. In questo tempo da lupi Enrico Agnelli ha appena firmato il primo successo dell’edizione 2013 e anche questo sembra un segnale. È il giorno del sipario alzato, del debutto del nuovo formato, col doppio misto open per classificati, dei sorrisi azzurri, il giorno dopo la prima chiamata in azzurro di Giacomo Bonaventura. Il Jack atalantino in Nazionale tiene banco e consola i primi dritti in rete. Per esempio quelli di Oliviero Garlini, il bomber vero, battuto da Luca Chiesa e Amedeo Amadeo nel primo doppio maschile del 22° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti, la pietra miliare del Vip. Ma Oliviero si era già consolato, prevedendo roseo l’azzurro di Bonaventura. “Bravissimo il ragazzo, e bravissimo Colantuono che l’ha martellato per annisulla fase difensiva. I gol e la sua capacità di sacrificarsi in copertura sono le chiavi di questo salto di qualità e ora la chiamata in Nazionale può completare l’esplosione di Jack”. Lontano dall’Atalanta? Garlini sospira. “I treni vanno presi quando passano, qui Jack ha fatto benissimo”. E mentre il treno dell’arbitro Mario Mazzoleni, in coppia con Luigi Provenzi, fischia felice al terzo set a spese di Lino Mutti e Gianluigi Galimberti, il mitico Pierluigi Pizzaballa non lascia al palo la speranza nazionale del portierone atalantino Andrea Consigli. “L’esclusione spiace ma ha una sua logica. Prandelli vuole puntare su Marchetti come secondo di Buffon e vedere Agazzi, altro gioiello del settore giovanile atalantino. Questo non significa che le porte per Andrea siano chiuse, il difficile per tutti viene ora”. Anche il nuovo al Vip. Come in un derby tra debuttanti, l’esordio sul campo del doppio misto “open”, riservato a coppie classificate, viene ripreso dalle telecamere della new entry mediatica, la web-tv Seila Tv, sicché anche il Vip è ormai in rete. Sessantaquattro coppie in tabellone, teste di serie agguerrite, outsider da Oscar (Magoni) già avvisati (e battuti), tie-break al terzo set, finali il 5 giugno. Si fa già sul serio. E mentre Roberto Spampatti, il gigante bergamasco delle nevi che battè Tomba, inforca in Marco Minetti, Giovanni Licini può sorridere alla prima notte. “La solidarietà smuove le montagne: pure in momenti come questi la gente al Vip continua a venire e chiede di portare amici nuovi. Questo e il sole ci fanno sorridere. Bergamo è davvero la capitale della solidarietà”. Continuerà a esserlo da lunedì, con la prima settimana intera di gara. Per ora è buona, buonissima, la prima.

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VIP 2013, IL RISCALDAMENTO E’ FINITO: DOMANI IL VIA A CIVIDINO

Ci siamo. Sotto questa pioggia monsonica che non vuole lasciarci mai è agli sgoccioli anche l’attesa e  almeno questa è come un raggio di sole. Domani alle 17 sui campi del centro sportivo Mongodi  di Cividino (autostrada A4, direzione Venezia, uscita a Ponte Oglio, poi a destra per un km in direzione Cividino) rimbalzerà la prima pallina del Vip 2013, l’edizione che alla crisi risponderà con idee e speranze nuove.

Fuori dal campo il Vip giocherà per la Comunità Shalom di Palazzolo e i ragazzi e le ragazze dell’inarrestabile Suor Rosalina Ravasio, per l’Istituto Mario Negri di Bergamo e per la Protezione Civile del Gruppo Alpini di Celadina. Dentro al campo sarò una sfilata di racchette e trofei, con una nuova tacca alla cintura dei trofei.

E’ il  primo doppio misto per classificati, il torneo “open” voluto dalla mente del Vip, Giovanni Licini, per “allargare le porte del torneo a tutti i bergamaschi”. Doppisti di tutta la Provincia uniti, nel frattempo comincerò subito la caccia per il 22° trofeo Achille e Cesare Bortolotti di doppio maschile, il 7° Trofeo Giacinto Facchetti di singolare maschile e poi la Coppa Elio Lodovici (doppio misto), la Coppa Credito Bergamasco (singolare maschile B) e la Coppa Accademia dello Sport per la Solidarietà (singolare maschile classificati).  Tre settimane per incoronare  le signore e i signori del 2013 nel gran finale del 5 giugno, tre settimane per dimostrare che la testa dura dell’Accademia ha vinto la battaglia della tenacia. Perché la partita della solidarietà è quella che conta e per questo vale la pena ricominciare a giocare.

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VIP 2013, L’ACCADEMIA E LE IDEE: VECCHIO CUORE PER NUOVI AMICI

L’Accademia resiste, l’Accademia cambia. Più crisi, meno soldi? Nuove idee e molto cuore è la risposta del Vip. “Per anni ci siamo abituati a donare 100mila euro, forse stavolta non ci riusciremo ma tra golf, sci e tennis la nostra battaglia continua”, dice Giovanni Licini, vicepresidente dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo, mentre il sipario del Foyer del Teatro Donizetti si alza sull’edizione 2013 del torneo di tennis Vip davanti a una sala piena di facce e idee nuove. È Marco Bucarelli a condurre per mano il nuovo-vecchio Vip, al via venerdì al centro sportivo Mongodi a Cividino, è il sorriso trasparente di suor Rosalina Ravasio a dare il senso e il peso della nuova avventura. Formula di sempre, amici diversi per i quali far rimbalzare cuore e pallina: un progetto di asilo nido per la Comunità Shalom di suor Rosalina Ravasio, a Palosco; un avveniristico strumento per la prevenzione e la lotta al diabete dell’Istituto Mario Negri di Bergamo; un pulmino per la Protezione Civile dell’Associazione Alpini di Celadina. Il sorriso dei signori della voce, il tenore Fabio Armiliato e il soprano Daniela Dessì, testimonial della Comunità Shalom insieme con l’ex arbitro Mario Mazzoleni, illumina la nuova via del Vip 2013, e luminoso è il ricordo di Ivan Ruggeri che il Vip si regala nel Foyer del Donizetti. “Il papà ha sempre dato tanto senza chiedere nulla”, risuona la nostalgia della figlia Francesca (in sala con la signora Daniela) e Marino Lazzarini, consigliere dell’Atalanta e presidente del Club Amici, ricorda “il grande uomo che aveva il pregevole difetto di dire la verità in faccia alla gente”. Il Vip sospira per Ruggeri e poi ricorda che non solo fuori, ma anche in campo cambierà qualcosa. “La novità è il torneo di doppio misto per classificati, il nostro modo di aprire il Vip a tutti i bergamaschi”, annuncia Licini e oplà la ciliegina open sulla torta della tradizione, col doppio maschile del 22° trofeo Achille e Cesare Bortolotti svelato dal sorriso di Umberto Bortolotti, il 7° trofeo Giacinto Facchetti di singolare maschile in ricordo del grande Giacinto “che si preparava al torneo come per le partite con l’Inter”, racconta il figlio Luca, la quarta Coppa Elio Lodovici di doppio misto, la Coppa Credito Bergamasco (singolare B) e quella dell’Accademia dello Sport e della Solidarietà (singolare maschile per classificati).
Questo il campo, a Cividino, dalle 17 di venerdì fino alle finali del 5 giugno, e il campo speciale dei Golden Vip 2013 premierà Oscar Magoni e Roberto Selini, Daniela Merighetti (Vip d’onore Gianni Radici) e il primario oncologo Roberto Labianca (Golden Vip per la Ricerca Scientifica). Ma il vero campo dell’Accademia è quello del bene, ricorda Monsignor Giulio Dellavite, segretario generale della Curia Diocesana, mentre il segretario generale del Credito Bergamasco, Angelo Piazzoli, e il mondo della politica, dal vice-sindaco di Bergamo Gianfranco Ceci agli assessori comunali Minuti e Callioni fino al collega della Provincia Cottini, chiedono a gran voce all’Accademia di non uscire dal campo della solidarietà.
È anche la promessa del presidente Alessandro Masera. “In inverno abbiamo esitato, poi abbiamo deciso di credere nelle nostre idee e ora è tempo di giocare”. Sul campo, con la pallina che rimbalza all’altezza del cuore, nuove idee e il sorriso della speranza.
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