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MAGONI CONTINUA LA RINCORSA ALL’OSCAR, BONIMBA BACCHETTA L’ITAL-LIPPI

Oscar Magoni, il cannibale del Vip, ha cuore ma l’appetito continua a essere pantagruelico. Succede che il bionico Oscar decida di mettersi una mano sulla coscienza e una sulla testa e con le due insieme deporre virtualmente la corona del singolare maschile. Oscar dà forfait, la corona è vacante, ma il bionico Magoni ha una riserva aurea da far invidia a Fort Knox e allora eccolo raddoppiare: doppio maschile e misto. Diamoci al tandem, sembra dire Oscar e il tandem con Francesca Vitali sfreccia davanti a Ermanno Viscardi e alla figlia Alice pedalando allegro in due set: 6-4, 7-6, Magonissimo avanti. Attendendo il bis nel doppio maschile con Adam Lodovici, senza il gattaccio Oscar l’allegra combriccola del singolo ne approfittava per fare baldoria. La bandiera dell’Atalanta Gianpaolo Bellini festeggia l’avvento dell’era Percassi sventolando due set in faccia a Luca Locatelli, Riccardo Maspero, fa riscaldamento in doppio, Bonimba Boninsegna sorride con sospiro. Lui col singolo non c’entra, ma che succede? Il mitologico compagno di doppio Riccardo Ferri è rimasto ai box, galeotto il ginocchio, e Bonimba misura a passi l’attesa del nuovo feeling con Paolo Occhipinti. “Vediamo, io al Vip torno sempre volentieri, adesso facciamo una prova”. Prove? Non ditelo a Lippi. Quella mondiale della Nazionale col Messico ha steccato la rumba e Boninsegna, che di Messico (’70) e di messicani e ne intende, ammette di sentire suonare il campanello. “D’allarme sì, e mi auguro che la condizione approssimativa, i carichi di lavoro, l’escursione termica dalla montagna alla pianura (da Sestriere a Bruxelles) abbiano influito”. Altrimenti sarà Messico e molte nuvole, anche se la faccia triste è quella di Marcello Lippi pensando a Pirlo. “Grosso guaio il suo infortunio, Andrea è insostituibile. Anche per questo io avrei chiamato Ambrosini. Bah”. Brr, spifferi freddi sul collo della Nazionale, ma Bonimba non è bomber pessimista. “Italia, Brasile, Inghilterra, Spagna e Argentina le favorite, ma occhio al Paraguay: all’esordio è una brutta gatta”. Le fusa, in questa Nazionale, le farà Di Natale? “Speriamo, ma io punto su Pazzini: in coppia con Gilardino”. E Marchisio? “Esperimento fallito, c’è un po’ di confusione”. Molto più chiaro l’esperimento di Boninsegna. Due set a Mastropasqua-Ghisleni, l’inedita coppia con Occhipinti funziona. Sta’ a vedere che Riccardone Ferri può guarire senza fretta.

 

 

RISULTATI

Singolare A

Gianpaolo Bellini-Luca Locatelli 7-6, 6-4,
Aldo Ghislandi-Adriano Latini 4-6, 6-1, 11-9,
Roberto Ravasio- Adam Lodovici 5-7, 7-5, 10-6,
Gianluigi Federici-Gianangelo Cattaneo 6-3, 6-3.

Singolare B

Giorgio Jannone-Gianfranco Vitali 9-7,
Paolo Agnelli- Alberto De Rui 9-1,
E. Agnelli-V. Bellini 9-6,
Alberto Ghisleni-Angelo Agnelli 9-5,

Doppio maschile:

Occhipinti-Boninsegna / Mastropasqua-Ghisleni 6-2, 6-1,
G. Bergomi-P. Mauriello / E. Rota- Grigis 6-1, 6-1,
Chiesa-Amadeo / Biasotti-Scarnecchia 6-4, 6-3,
A. Viscardi-R. Maspero / Jannone-Guizzetti 6-3, 6-2,
G. Viscardi-M. Ielpo / Galimberti-P. Agnelli 6-3, 6-1,
Bergomi-Mauriello / Ghislandi- Grigoletto 6-4, 6-2.

Doppio misto

O. Magoni-F. Vitali / E. Viscardi-A. Viscardi 6-4, 7-6.

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DAL GIRO A PARIGI: PINOTTI RESTA SUI PEDALI, IL VIP LANCIA LA SCHIAVONE

Il cielo è azzurro lindo,  ma è il rosa d’Italia a far tappa al Vip. É la vie en rose di Francesca Schiavone e il roseo Giro di Marco Pinotti, il ciclista ingegnere e già un po’ giornalista che ha fatto palpitare Bergamo sulla salita di Montalcino. Tappone da bere, come il resto del Giro nonostante il processo alla tappa del diabolico Chiappucci, poco felicemente sorpreso, a suo dire, dalle sorprese del Giro. “Chiappucci dice che non è stato un grande Giro? Forse, ma è stato un Giro più difficile di quelli che correva lui”. Una stoccata che farebbe impallidire Arianna Errigo, la fiorettista, ma Pinotti ci ride su. Al Vip è tornato due anni dopo l’ultimo match “e dire che da ragazzo ho vinto i Giochi della Gioventù, non ero poi così male”, e non la prende male nemmeno per i due set di ritardo che Massimo Crippa gli lascia sul gobbone. Pinotti resta sui pedali ma fuori campo è in fuga costante dai luoghi comuni. “Grande Giro il mio? Buono sì, ma se non ci fosse stata la tappa de l’Aquila avrei chiuso 5° o 6°. Sono partito forte, ho chiuso in calo, ora dormo 12 ore a notte”. Ma non dormirà a lungo. “Posso migliorare e non l’avrei mai detto, alla soglia dei trent’anni. Sarei potuto andare forte anche l’anno scorso, ma dovevo pensare a lavorare; quest’anno per la prima volta ho potuto correre per la classifica e si è visto”. Aria nuova, aria pulita.  Pinotti respira forte e sorride. “Si sta ripulendo l’aria e per questo dico che è stato un bel giro. Nibali? Il futuro delle corse a tappe e lui, quanto a me peccato non potere andare al Tour”.

Peccato non aver corso prima a Siena, sorride malinconico Alberto Malesani. Al Vip è un ritorno “bello e giusto: la solidarietà è un compito a cui non dobbiamo sottrarci, per questo torno volentieri qui” e in campo torna con l’amico Giuseppe Sigurtà. Tra lui e il passaggio del turno ci sono Fabio Gallo e Paolo Occhipinti, direttore editoriale dell’Rcs, tra lui e la serie A perduta un bel po’ di rimpanti. “C’era un gap insormontabile quando sono arrivato e nella stessa situazione si è trovato Lino Mutti con l’Atalanta. Ha fatto un buon lavoro Lino, ma ora all’Atalanta vedrei bene un giovane”. Il giovanile Malesani no? “Dipende dal progetto, l’Atalanta in B deve provare a vincere, ma io attendo senza fretta”. Senza fretta, Malesani alla fine sorride, senza fretta e con tanta fiducia dovrà giocarsela a Parigi Francesca Schiavone, la vie en rose che non t’aspetti passata anni fa anche da Cividino. La leonessa di Parigi, che ha regalato il primo ruggito del tennis femminile italiano in una finale dello Slam, è nel fascinoso sorriso di Emmanuelle Gagliardi, talento svizzero (numero 42 in singolare, 22 in doppio) in pausa sabbatica matrimoniale e già compagna d’allenamenti della Schiavone. Il segreto di Francesca? Per lei Francesca non ha segreti. “L’aspettavo da tempo e con me tutto il tennis italiano. Francesca è maturata tardi? L’importante è che sia maturata e ora questa è l’occasione della vita. La Stosur (avversaria in finale) ha grande fiducia ma Schiavo ha la testa per vincere. Il talento l’ha sempre avuto, ora ha la capacità di gestire la pressione. Forza Francesca, deve crederci”. Da Cividino a Parigi, il Vip sogna il suo ruggito.

 

 

 

RISULTATI

Singolare A

Adriano Latini-Pierluigi Pizzaballa 6-1, 6-3,
Carlo Pellegatti-Luca Rovetta 6-2, 6-2,
Roberto Ravasio-Beppe Savoldi 3-6, 6-0, 10-7,
Massimo Crippa-Marco Pinotti 6-3, 6-1.
G. Federici-C. Agnelli 7-6, 6-3

Singolare B

Alberto Ghisleni-Gianfranco Testa 9-1,
Enrico Agnelli- Silvano De Rui 9-6,
Angelo Agnelli-Gianfranco Vitali 9-6,
Paolo Agnelli-Roberto Selini 9-0,
Stefano Panseri-Stefano Gotti 9-2
Alfonso Esposito-Alberto De Rui  6-9
Roberto Bergomi-Vincenzo Bellini 1-9

Doppio maschile:

P. Gallivanoni-G. Agostini / E. Viscardi-A. Viscardi 6-3, 2-6, 10-8,
E. Rota-Grigis /Mastropasqua-Ghisleni 6-3, 6-3,
Damiani-Carmignani / Bassani-Savoldi 6-3, 6-1,
Chiesa-Amadeo / Pedone-Alfani 6-3, 6-3,
A. Viscardi-Maspero / Bonetti-G. Cattaneo 6-2, 6-3,
E. Bellini-Marino Magrin / Cossali-Capelli 6-4, 6-4,
Malesani-Sigurtà / Gallo-Occhipinti 6-4, 7-5,
O. Magoni-A. Lodovici / Latini-Previtali 7-5, 6-0.

Doppio misto

Ciorba-Fongaro / Ghislandi-S. Befani 6-2, 7-5,
Chiesa-M. Licini / Ambrosini-Speranza 6-4, 6-1.

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IL FIORETTO DI ARIANNA, CRUDELI-ROSSI E L’ATALANTA: CHE STOCCATE AL VIP

Spade, fioretti e sciabole, lame roventi al Vip. Che a Cividino fosse un pomeriggio di assalti lo si era capito subito. Da quando il sorriso disarmante di Arianna Errigo, campionessa del mondo di fioretto a squadre e bronzo iridato individuale, aveva detto chiaro che con la racchetta da tennis ci avrebbe provato, quanto al fioretto, beh, quello era pronto a tagliare in due i dubbi. “Sono io l’erede della Vezzali? Così dicono, così spero, ma la mia scherma è più aggressiva, più dinamica. Mi sento più vicina alla Trillini”. Decisa Arianna, alla faccia della debuttante. Sulla pedana del Vip è alla prima, “un amico mi ha segnalato il progetto benefico e sono corsa al volo”, su quella della scherma mondiale ha passato i dubbi a fil di spada. E ora? “I mondiali di Parigi: per l’oro”. Per loro è, il milanologo Tiziano Crudeli e l’interofilo Gianluca Rossi, è una serata di stoccate ai luoghi comuni affondando l’ironia. L’infernale tabellone del Vip li ha piazzati in coppia, tutti i colori della Milano giornalistica contro Bergomi e Mauriello. Quasi uno sfottò e i due si adeguano. Crudeli sfoggia la maglia di Ronaldinho, Rossi quella interista con un maramaldo “triplete” stampato ad hoc. Su una cosa non discutono, il Vip. “Per me il tennis è un ritorno alle origini, sui campi ho conosciuto Licini, al Vip ho giocato contro Prandelli. Com’era? Bravino, ma meglio Boban”. Meglio Allegri o non troppo? “E’ un buon allenatore, ma Leonardo ha dimostrato quanto conti la squadra. Solo Mourinho ha dimostrato quanto conti l’allenatore, dal Livorno al Barcellona nessuno preparava le partite come lui. Il più simile? Capello”. Che razza di botta. Crudeli che parla benino di Leo e benissimo di Mou  e rilancia l’Inter avanti tutta. E Rossi? “Allegri va bene per programmare, ma Berlusconi vorrà vincere subito. Senza Mou io mi accontenterei di andare in finale di Champions e prenderei Guardiola”. Guardi Damiani e Carmignani e pensi che la strana coppia è bella carica. Una passeggiata con Soldi e Plebani e un invito a darci cauti, con le gufate. “I Mondiali? L’Italia è da semifinale, Di Natale può essere la sorpresa, sono ottimista”. Meno sulle milanesi. “Il Milan è in difficoltà, l’Inter avrà il problema dell’allenatore. Mica semplice rimpiazzare Mou: dove lo trovi uno così?”. E dove lo trovi un presidente per l’Atalanta? Al tramonto la notizia è già vecchia: eccolo, Percassi. Accordo trovato, manca l’ultima zampa, un segno nero su un foglio bianco chiamato contratto. Avanti con la stoccata. La Schiavone è in semifinale a Parigi? Di più. Federer è fuori a Parigi? Ancora di più. C’è il nuovo proprietario dell’Atalanta, è Antonio Percassi, notizia ufficiosa. “Manca la firma però”, sorride Franco Morotti mentre al Vip plana l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti, noto tifoso atalantino. “Percassi è una grande soluzione, mi piace che restino in società i Ruggeri, ora bisogna scegliere bene e in fretta. Perchè no Mutti?”. Che razza di dilemma: sarà fioretto o sciabola?

 

Domani 2 giugno il torneo si ferma. Le gare riprenderanno giovedì 3 alle 17.

 

 

RISULTATI

Singolare A

Federici-Brignoli 6-2, 6-2,
C. Pellegatti-M. Previtali 6-0, 6-2,
R. Maspero-A. Scuncia 6-1, 6-2,
G. Savoldi-G. Viscardi 6-2, 6-4,
R. Ravasio-S. Proserpi 6-4, 6-7, 10-5,
Mastropasqua-Pedersini 4-6, 6-1, 11-9.
A. Ghislandi-L. Locatelli, 6-7, 6-0, 12-10
F. Morotti-A. Lodovici, 7-6, 3-6, 9-11
P. Mauriello-L. Rovetta, 4-6, 3-6

Singolare B

Serlenga-Buttinoni 9-1,
C. Curnis-S. De Rui 9-7,
Gotti- Calogero 9-4,
A. De Rui-G. Testa 9-1.

Doppio maschile:

Gallivanoni-Lucini / A. Quaglia-C. Curnis 7-5, 6-3,
G. Bonetti-G. Cattaneo / R. Garlini-D. Passoni 6-3, 6-3,
Galimberti-Agnelli / Arici-Federici 7-5, 6-7, 10-5,
Bergomi-Mauriello / G. Rossi-T. Crudeli 6-2, 6-2,
Viscardi-Ielpo / Previtali-Locatelli 6-2, 6-4,
Pedone-Alfani / Signoroni-Proserpi. 6-3, 4-6, 10-7

Doppio misto

A. Lodovici-F: Airoldi / A. Errigo-P. Ambrosini 6-2, 6-3,
E. Viscardi-A. Viscardi / S. De Rui-Speranza 6-3, 6-4,
A. Viscardi-E. Persico / Bonafini-S. Befani 6-3, 7-6.

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IL CIELO DI CIVIDINO E’ AZZURRO: IL VIP VA IN NAZIONALE CON PRANDELLI

Arriva, arriva? Arriva. Alle otto e mezzo della sera l’attesa snervante finisce e regala in dote il cittì in pectore della Nazionale. Eccolo, Cesare Prandelli, in giacca blu notte, camicia bianca, jeans. Lo accompagna l’amico Renzo Ciulli, già allenatore del Calcio in serie D, ma non è che Prandelli al Vip sia una novità. Prandelli a Cividino è di casa da anni: arriva, stringe mani, da un’occhiata al campo per capire se, dove e come sono in corsa amici e antichi compagni di campi verdi e poi si ferma a cena col deus ex machina Giovanni Licini. Un rituale  “ciarliero”: una parola sull’Atalanta, una sulla Juventus, due su Gilardino, su Montolivo e Pazzini. Un signore con le idee chiare e piuttosto profetiche. Riccardo merita la Nazionale, disse Prandelli due anni fa; Pazzini è l’Inzaghi del 2010, aveva detto l’anno prima dalla terra rossa del Vip. Arrossendo, e sviando, sulla domanda delle domande: Prandelli in Nazionale quando arriverà? Ora che la panchina d’Italia è cosa fatta, il futuro cittì Prandelli è avvolto in un ferreo silenzio. Non parla, non può, non potrebbe neppure farlo volendo, non nel giorno in cui l’Italia pre-Mondiale ne ha sancito l’avvento per l’Italia-post Mondiale e a Firenze si sono infuriati di brutto. Per la notizia? Macchè, quello era il segreto di Pulcinella, semmai per l’annuncio sul sito della federazione con tanti saluti, dicono i Della Valle, a quello gigliato. Ma al cuore non si comanda e il cuore di Cesare Prandelli al Vip ha sempre battuto forte. E vale una dichiarazione in esclusiva. “Passano gli anni ma il torneo ha mantenuto il sapore degli inizi e per questo è sempre bello tornare qui e ricordare persone con cui si è condiviso momenti felici. Grande merito all’organizzazione. Io tennista? Un infortunio mi ha costretto a smettere e a passare al golf”. Tra tre mesi l’Italia gli chiederà di mandare in buca e non dare buca (a) Cassano e Balotelli, nel frattempo il Vip si coccola il suo cittì. “Prandelli giovane? Si, ma chiunque dopo Lippi sarebbe stato discusso e in ogni caso credo che la federazione abbia scelto l’uomo, straordinario, oltre al tecnico”, sorrideva Gianpaolo Bellini prima di strapazzare Fabio Gallo. “Cesare nazionale? É uno dei migliori allenatori in Italia ed è una persona seria, competente, perbene. É un onore essere rappresentati da lui”, rilanciava Giovanni Bia, in attesa di trovare il feeling col compagno di doppio Marco Osio e prima di annunciare “no news” sul destino del suo assistito Tiberio Guarente.

Giro a vuoto? No, ma Giro svuotato, ribatteva caustico Claudio Chiappucci. Non troppo ammaliato da Basso, deluso da Sastre e sorpreso da Pinotti. “O è progredito tantissimo o il livello generale è sceso”, la prima puntura. Poi il resto. “Ha fatto tutto la Liquigas, le altre sono rimaste a ruote. Nibali è il futuro delle corse a tappe, forse con un’altra squadra avrebbe potuto fare di più, ma ora lo aspetto al Tour, con più pressione addosso”. Diabolico Claudio, sarà anche diesse? “No, i miei li manderei tutti all’attacco, ma oggi il ciclismo è attesa e tattica. Per questo mi diverte poco”. Molto meglio sulla terra rossa: due set a Luca Fusi e via per un’altra diabolica scalata.

 

 

 

RISULTATI

Singolare A

Gianpaolo Bellini-Fabio Gallo 6-2, 6-2,
Adriano Latini- Cristiano Agnelli 6-2, 6-0,
Mario Previtali-Mario Rolli 6-1, 6-1,
Luca Fusi-Claudio Chiappucci 6-3, 6-2.

Singolare B

Alberto Ghisleni-Giacomo Zenucchi 9-5,
Enrico Agnelli- Gianluca Santagostino 9-4,
Stefano Gotti-Renato Pasini 9-2,
Paolo Agnelli-Fabio Pasini 9-2,
F. Maroni-Paccani 9-0
R. Bergomi- Ambrosini 9-4,
R. Selini-Esposito 9-3,
G. Pedersini-M. Barcella 6-1, 6-1.

Doppio maschile:

P. Bonetti-G. Catttaneo / K. Ghedina-P. Rungalldier 6-0, 6-1,
A. Ghislandi-Grigoletto / U. Bortolotti-M. Rolli 3-6, 6-1, 10-4,
Gallivanoni-Lucini / Bosco-Taibi 6-3, 7-6,
Jannone-Berta / A. Paganin-M. Paganin 6-1, 6-4,
Mastropasqua-Ghisleni / Sacchetti-Fanna 7-6, 6-0,
M. Osio-G. Bia / Cossali-Capelli 4-6, 6-2, 10-8,
M. Carrera- C. Chiappucci / Pedone-Alfani 6-0, 5-7, 10-6,
A. Viscardi-R. Maspero / G. Carminati-M. Locatelli 6-1, 6-1,
O. Magoni-A. Lodovici / Colloi- Papalia 6-1, 6-2.

Doppio misto

Sara Mutti-Lino Mutti / Luca Chiesa-Marta Licini 6-4, 6-4,
O. Magoni-F. Vitali / A. Ghislandi-B. Perez 6-3, 6-2.

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MAGONI E SUPERGANZ DA OSCAR, PAGANIN PREMIA LA NUOVA ATALANTA

Pare che a Cividino ci sia un filo rosso con la corsa rosa. Nel giorno in cui Basso trionfa sul Mortirolo mettendosi in tasca mezzo (?) Giro, al Vip planano i big e vanno in subito in fuga. É il caso di Maurizio ed Ettore Ganz, impegnati in un’omerica sfida alla fisiologia umana, in campo contro la coppia di cuori nerazzurri Marcolini-Lino Mutti e poi contro Soldi e Plebani nel giro di un paio d’ore. Ci vuole orecchio, direbbe Jannacci, ma più che altro polmoni e quelli di Oscar Magoni valgono sempre una statuetta. Basta chiedere al malcapitato duo Fabio Gallo-Maurizio Neri, illuso dalla coppia Magoni-Adam Lodovici per un set e mezzo tie-break e poi deluso e mazziato nel rush finale. Risultato: 10-7 per Magoni-Lodovici al set decisivo e primo tagliando di Oscar, campione uscente e atteso al varco nel singolare. Probabilmente da Ricky Maspero, implacabile contro Mario Papalia, difficilmente da Michele Marcolini, almeno stando al diretto interessato. “Sono qui per divertirmi e per stare in famiglia: il Vip lo è”, dice Michele dopo aver suonato il bomber Savoldi. E l’Atalanta? La musica potrebbe cambiare spartito a ore e Marcolini sta sul vago. “Non so cosa succederà, di certo qualunque sia la proprietà l’Atalanta deve subito puntare a tornare in serie A e l’allenatore sarà decisivo: dovrà ridare entusiasmo e fiducia a un ambiente col morale sotto i tacchi”. Anche per colpa, si fa per dire, del suo Chievo, e senz’altro con Doni in campo. “Alla personalità di Cristiano non si può rinunciare”, lancia la volata Marcolini prima di ammettere che una chiamata dell’Atalanta non lo lascerebbe indifferente ma “la vedo molto difficile”.

La vede difficile per l’Inter Massimo Paganin, dopo averla avuta vista difficile in campo causa partenza ingolfata. In fraterna coppia con Antonio (Paganin), Massimo soffriva un set contro Michele Cortella e Angelo Agnelli ma poi M&A Paganin cominciavano a non fare passare più una palla, come ai tempi d’oro, e oplà primo scoglio superato. “Noi a caccia del doppio? Per quello ci sono già Ganz&Ganz e Damiani-Carmignani, ma se ci rimettiamo in sesto fisicamente ci siamo anche noi: io non giocavo da un anno, dall’ultimo Vip”. All’ultimo giro di pista del tormentone, Moratti ha dato “via libera” a Mourinho e Massimo (Paganin) dice che Massimo (Moratti) ha fatto bene a chiedere. “Mou è un grandissimo, ma non si può avere tutto: o si onorano i contratti o si mette mani al portafogli”. Sorride Paganin e mostra di avere idee chiarissime. “Capello è l’unico ad avere la personalità e la capacità gestionale per reggere il confronto con Mourinho, chiunque altro per quanto bravo faticherebbe”. Anche Massimo ha fatto fatica, poi ha accettato l’idea di ripartire fuori campo. “Sono executive manager di una società immobiliare, sto lavorando per acquisire nuove competenze e una formazione manageriale che il calcio non può darti. Magari tornerò al calcio e metterò a frutto l’esperienza”. E la nuova Atalanta che albero da frutta sarà? “Attenta al territorio, attentissima ai suoi giovani: in questo l’Atalanta deve tornare a essere il nostro Ajax” . Lancieri per il rilancio.

 

 

RISULTATI

Singolare A

Riccardo Maspero-Mario Papalia 6-0, 6-2,
Gianangelo Cattaneo-Walter Bonacina 6-3, 6-0,
Michele Marcolini-Beppe Savoldi 6-2, 6-3.

Singolare B

Gianfranco Vitali-Maurizio Bucarelli 9-7,
Angelo Agnelli- Alberto De Rui 9-5,
Giuseppe Serlenga-Mirko Gamba 9-0,
Ghisleni- Taramelli 9-2.
L. Rovetta-D. Colloi,  9-7
G. Zenucchi-P. Agnelli. 9-7

Doppio maschile:

A. Paganin-M. Paganin / M. Cortella-A.Agnelli 4-6, 6-2, 10-5,
A. Lodovici-O. Magoni / F. Gallo-M. Neri 6-4, 3-6, 10-7,
L. Chiesa-A. Amedeo / G. Rossi-R. Ravasio 6-2, 6-2,
M. Previtali-A. Latini / W. Bonacina-R. Selini 3-6, 7-5, 10-8,
A. Bassani-B. Savoldi / M. Nana-A. Vanoi 7-5, 7-5,
M. Ganz-E Ganz / M. Marcolini-L, Mutti 6-1, 6-4,
R. Biasotti-R. Scarnecchia / Trezzi-Mapelli 6-0, 7-6,
P. Pizzaballa-E. Viscardi / M. Morotti-M. Barcella 3-6, 6-0, 10-4,
M. Ganz-E. Ganz / Soldi-Plebani 6-3, 6-4.

Doppio misto

S. Mutti-L. Mutti / B. Selini-R. Selini 6-1, 6-4,
P. Ambrosini-Speranza / D. Merighetti-M. Cortella 6-3, 2-6, 10-7,
L. Chiesa-M. Licini / P. Mauriello-G. Veneziani 7-6, 6-2.

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ALDO, BISIO, GINO E GLI ALTRI: ZELIG GIOCA A TENNIS SUL PALCO DEL VIP

Risate, ma non sul campo. Sul campo sono totalmente nella parte non fosse per qualche volèe improbabile e un servizio “piazzato”. Ma loro non fanno una piega anche se sono tre pezzi enormi della comicità italiana e un regista tre metri sopra gli altri. Eccoli, i mostri della risata. Aldo arriva per primo e sembra appena uscito da un film con i gemelli comici Giovanni e Giacomo; Bisio arriva per ultimo coi baffi e sembra appena riuscito dal remake di “Mediterraneo”, Lucini cammina svelto e poi sul campo è un bel martello. Al principio c’è Gino, di Gino e Michele, storica mente di Zelig, direttamente (Bisio) e indirettamente (Aldo) il papà della risata degli ultimi trent’anni. Bisio e Lucini, Aldo e Gino sono il doppio carico del giovedì. Facciamo cabaret? Macchè, la new entry Bisio e (soprattutto) Lucini fanno terribilmente sul serio, due set secchi ad Aldo e Gino e la stoccata ai vinti “Abbiamo vinto?- se la ride Bisio- Per forza, abbiamo giocato con due scoppiati”. Scoppiati nel senso di bolsi? No, nel senso di senza coppia: Gino senza Michele, Aldo “non sa vivere senza Giovanni e Giacomo”. Aldo si consola ricordando la prima volta al Vip, cinque anni fa, “minacciando” ritorsioni su Bisio (“Battuti da Bisio, ma me la pagherà”), e soprattutto pensando alla sua pazza Inter. “La Champions e l’addio di Mourinho? Sì, vorrei lamentarmi ma stavolta si lamenteranno di più gli altri. Pazienza”. Non si lamenta certo Lucini, amico storico del Vip e in pausa sabbatica sul set. “Mi sono preso un anno di sosta e gioco di più a tennis. Il cinema italiano? Bene, ma all’estero piacciamo di più”. A Filippo Nigro, portato a Cividino in dote da Lucini, il Vip è piaciuto al volo, un po’ meno il dritto di Adam Lodovici, cannibale in due set.

Serata nera per Nigro, decisamente poco bluceleste per i giocatori dell’AlbinoLeffe Cellini, Cristiano, Passoni, Garlini e del duo storico Del Prato-Poloni, sempre rossonero il cuore di Carlo Pellegatti. “Allegri? In due ore è piaciuto al presidente. La battuta di Berlusconi allenatore? Leonardo ha fatto bene, ma lo capiremo meglio l’anno prossimo”. Anche la quotazione del titulo Inter senza più Mourinho. “Mi spiace per i tifosi nerazzurri, vincono la Coppa e un attimo dopo piangono. Anche in questo il gruppo Milan è tutt’altra cosa”. Non ditelo ad Aldo. Anche volendo non si strapperà i capelli.

 

RISULTATI

Singolare A

Carlo Pellegatti-Ezio Soldi  6-1, 6-1,
Adriano Latini- Miller Plebani 6-2, 6-2,
Pedersini-Michele Magrin 6-2, 5-7, 10-8,
Luca Fusi-Alex Pezzoli 6-3, 7-6,
Luca Chiesa-Luca Ariatti 7-6, 6-1,
Adam Lodovici-Filippo Nigro 6-0, 6-1.

Singolare B

Roberto Bergomi-Massimo Buzzanca 9-3,
Paolo Ambrosini- Pierluigi Buttinoni 9-0,
Silvano De Rui-Emilio Rota 9-3,
Vincenzo Bellini-Enrico Agnelli 9-1,
Alfonso Esposito-Walter Testa 9-2.

Doppio maschile:

G. Bergomi-P. Mauriello / I. Del Prato-M. Poloni 6-3, 6-1,
G. Agostini-P. Gallivanoni / B. Pezzoli-F. Bagutti 4-6, 6-4, 10-5,
G. Berta-G. Jannone / M. Cellini-A. Cristiano 6-3, 6-1,
C. Bisio- L. Lucini / Aldo Baglio-Gino 6-3, 6-2,
R. Garlini-Passoni / A. Ghislandi-W. Gilardi 7-5, 6-3,
G. Viscardi-M. Ielpo / G. Cattaneo- Masera 6-3, 6-0,
Cossali-Capelli / S. Manella-G. Vitali 7-6, 6-3,
Finazzi-Signoroni / Bortolotti-Rolli 6-4,

Doppio misto

M. Agostini-P. Gallivanoni / C. Agnelli-Simonini 6-2, 6-3,
S. De Rui-Speranza / S. Befani-Bonafini 7-5, 6-1.

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BERRETTI TRICOLORI E CIRCO BIANCO: COME BRILLANO TUTTI I COLORI DEL VIP

C’è l’oro nerazzurro, c’è il bianco olimpico, c’è il rosso terra a fare da sfondo. E’ la notte dei sorrisi ragazzi al Vip, è la notte della Berretti dell’Atalanta scudettata. Un’invasione di speranza nel bel mezzo del tiramolla societario. A che punto sia il passaggio dell’Atalanta, se passaggio ci sarà, è il dilemma che inchioda Cividino al calcio, un’ossessione dolce come quella tennistica di Federer per Parigi. L’Atalanta è sbarcata al Vip per festeggiare e nella festa c’ è una bella fetta di cda nerazzurro, da Roberto Selini ad Aldo Arizzi passando per Begnini e per l’ex Isidoro Fratus. Un consiglio di guerra tennistico? “Qualcosa si muoverà a breve” sorride Arizzi, qualcosa si muoverà comunque vada, sembra dire il sorriso di Mino Favini. Il maestro arriva, dietro di lui Gallo e Bonacina. Strette di mano con Taibi e Lele Messina, poi l’orgoglio. “Stiamo aspettando l’ufficializzazione degli eventi, questione di pochi giorni. Il mio futuro? Resto a condizione di poter lavorare con le mie idee, nel frattempo mi godo il successo di questi ragazzi: sapevamo che il ’92 era un’ottima annata, sarà la Primavera dell’anno prossimo ma qualcuno di questi ragazzi andrà in serie A”. Favini sorride e aspetta, mentre qualche metro più in là Cristiano Agnelli sbrana Lele Messina, il maestro Bagutti stecca con Angelo Agnelli e Taibi esce a valanga su Daniele Capelli e Rho. Serata nerazzurra, ma c’è molto bianco sul rosso Vip. C’è il sorriso altoatesino del delegato Fis di Coppa del Mondo, Markus Waldner, c’è il doppio delle nevi veloci Fill-Deville, c’è il grande vecchio Alessandro Vanoi con Matteo Nana e là in fondo, sulla cima del fondo azzurro, ci sono Renato e Fabio Pasini, i fratelli Olimpiadi. A febbraio, a Vancouver, Gromo è rimasta in apnea, alternando sogni e staffetta, ora Renato si rimette la sciolina. “Anno stressante, ma il Vip è casa mia: l’anno scorso ho ricevuto il Golden Vip, tra poco toccherà a Pietro Piller Cottrer: è un onore passargli il testimone”. Un onorevole ottavo posto è rimasto sugli sci di Pasini, ma Renato non si ferma. “I materiali e il tempo ci sono costati 3-4 medaglie, ma ora penso ai Mondiali di Oslo: è come giocare la finale dei mondiali di calcio al Maracanà, non posso mancare”.

Non è mancato nemmeno Cristhof Innerhofer, amico storico del Vip lasciato al palo da un infortunio. L’Italsci è in bianco? “Sì se pensiamo che contino solo le medaglie: io sono arrivato sesto (alle Olimpiadi) a otto centesimi e quanto vale per me vale per Fill e Staudacher. Se questo è essere i crisi..”. Innerhofer non ci sta e all’attacco risponde con un passante fulmineo. “E’ora di acchiappare finalmente ‘sta medaglia e spero che i prossimi Mondiali siano l’occasione buona”. Per tornare a vedere azzurro anche sul bianco. Al sorriso, qui e subito, penseranno domani in campo Claudio Bisio, Gino e Michele, Aldo dello stellare trio Aldo, Giovanni&Giacomo. Lo spettacolo, ovviamente, è assicurato.

RISULTATI

Singolare A

Gianluigi Federici- Gianpaolo Rossi 7-5, 7-6,
Cristiano Agnelli-Lele Messina 7-5, 6-1,
Marco Barcella-Roberto Scarnecchia 6-1, 6-2,

Singolare B

Battista Begnini-Mirko Gamba 9-3,
Angelo Agnelli-Franco Bagutti 9-4,
Vincenzo Bellini-Fabio Pasini 9-4,
Gianfranco Testa- Gianni Togni 9-5,
Bobo Panseri-Renato Pasini 9-4.

Doppio maschile:

M. Nana-A. Vanoi / Zenucchi-V. Bellini 6-3, 6-0;
R. Scarnecchia-R. Biasotti / Guatterini-Guizzetti 6-4, 6-2;
Bosco- M.Taibi / D. Capelli-A. Rho 6-2, 6-3,
G. Carminati-M. Locatelli / L. Grigoletto-M. Waldner 6-4, 6-2,
B. Panseri-G. Cattaneo / Pepe-Pepe 6-1, 6-4,
P. Fill-C. Deville / A. Agnelli-E. Agnelli 6-4, 6-2,
A. Bassani-b. Savoldi / E. Trezzi-Mapelli / A. Bassani-B. Savoldi  6-2, 5-7, 10-5,
Colloi-Papalia / Pedone-Alfani 3-6, 6-4, 10-5,
P. Finazzi- D. Signoroni / L. Messina-O. Garlini 4-6, 6-4, 10-8,

Doppio misto

S. Mutti-L. Mutti / M. Penati-Cioni 6-3, 6-2, B.
Perez-A. Ghislandi / M. Benzoni-P. Mauriello, 6-3, 4-6, 10-4
Ciorba-Fongaro / A. Lodovici-Airoldi 7-6, 6-2

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MALIZIA, PIZZABALLA, BORANGA: DA BUFFON A CONSIGLI, PORTE APERTE AL VIP

Sliding doors a Cividino, ma non è solo il gioco dei rimpianti a uscire in presa alta. I signori dei pali sono molle e hai voglia a dire che ai loro tempi si stava meglio. Loro preferiscono il presente anche se di rigori parati e dimenticati Nello Malizia, Pierluigi Pizzaballa e Luciano Boranga ne hanno parecchi, appesi alla cintura come tacche dei cowboy. Nello è cuore Atalanta, Pizzaballa l’intramontabile, Boranga il dottor ritorno, cardiologo all’Asl di Perugia con la pedana d’atletica come valvola di sfogo e due partite tra i pali, a 66 anni, “per fare piacere a un amico”. Com’è finita, l’hanno raccontata i giornali: Boranga, portiere in serie A e B negli anni Settanta (Fiorentina, Perugia, Reggiana, Cesena), è tornato a settembre, poi ha detto basta. Non l’ha detto al Vip, “sono qui per il terzo anno, è una festa fatta col cuore e mi piacciono le vostre zone”. Il cuore è di sua competenza, quello italiano tra i pali gli fa dire ancora Buffon. “Gigi alla frutta? Macchè, ha solo bisogno di nuovi stimoli, lo vedrei bene in Inghilterra. E benissimo vedo Sirigu, mi sembra più pronto di Marchetti”. Julio Cesar, Buffon, Cech, è il podio mondiale del dottore, ma è l’Atalanta, toh, a fargli rodere il fegato. “Colpa di mio figlio Eugenio, atalantinissimo. Non ho perso una partita dei nerazzurri, non ho capito perchè abbiano lasciato andare l’amico Malizia e ancora meno perchè siano retrocessi”. Non che sia l’unico, il dottor Boranga, ma la diagnosi dei mali atalantini è impietosa e riapre la porta. “Consigli mi sembra immaturo, forse un po’ presuntuoso; Coppola ha fisico e talento, ma manca di personalità. La personalità è stata fatale ai portieri dell’Atalanta”. Fatale a Boranga e al suo allievo Benassi, portiere del Perugia, è stata la coppia Cossali-Capelli, ma Boranga l’avevo detto. “Portieri tennisti? Malizia dice di essere scarso, il migliore è Pizzaballa”. Migliore sarebbe stata la vita, sospirava Nello, senza il finale al fiele. Il suo era cominciato a giugno, ciao ciao Nello, firmato Atalanta. “Prevedere questa retrocessione era quasi impossibile, squadra e società stavano crescendo  e non butterei nel fosso i due portieri: Consigli deve maturare fisicamente, lui e Coppola in B possono fare benissimo”. E Malizia? “Se l’Atalanta mi richiamasse, partirei di corsa”. Per Zingonia, of course.

Corse e rincorse. Mentre Pizzaballa, con Viscardi, chiudeva lo specchio della porta a Soldi e Plebani, Daniele Fortunato rincorreva un aquilone. “Il ricordo dei due Bortolotti, indelebile: sono stati i miei presidenti e anche per questo il Vip per me è un appuntamento fisso”. Suppergiù da 15 anni, molto meno, sorride Daniele, dovrà metterci l’Atalanta per rinascere. “Mi spiace per i Ruggeri, ci hanno messo l’anima ma di contestazioni è pieno il calcio. Percassi? Spero che l’eventuale nuovo presidente sarà bergamasco. Le radici devono restare”. Domani le radici avranno gli occhi giovani della Beretti atalantina, attesa a Cividino con Mino Favini e la dirigenza. Il futuro c’è e non ha il braccino.

 

RISULTATI

Singolare A

Cristiano Agnelli- Giulio Arici 7-5, 6-1;
Lele Messina-Umberto Bortolotti 6-3, 6-0;
Pinuccio Mauriello-Oliviero Garlini 6-4, 6-4;
Alex Pezzoli-Daniele Fortunato 6-4, 7-5,
Paolo Previtali-Mario Previtali 6-1, 6-3,
L. Ariatti-G. Carminati 7-6, 6-2,
Michele Magrin-Renato Guatterini 6-3, 6-2.
Gianluigi Viscardi-Sergio Proserpi 6-1,6-3
Barcella Marco-Marino Magrin 6-3, 6-3

 

Singolare B

Enrico Agnelli-Riccardo Selini 9-6,
Luca Fusi-Giuseppe Serlenga 9-1,
Roberto Selini-Antonio Gavazzeni 9-8,
Alfonso Esposito- Gianfranco Testa 9-1,
Stefano Panseri-Giuseppe Begnini 9-1.

 

Doppio maschile:

G. Pezzoli-F. Bagutti / G. Carminati-Ambrosini 6-2, 6-4,
Cossali-Capelli / L. Boranga-M. Benassi 6-4, 6-2,
G. Bergomi-P.  Mauriello / N. Malizia-G. Sartore 6-1, 6-2,
Trezzi-Mapelli / Fortunato- L. Fusi 6-3, 6-4,
A. Amadeo-L. Chiesa / P. Previtali-E. Bonini 6-1, 6-0,
P. Pizzaballa-E. Viscardi / E. Soldi-M. Plebani 7-6, 9-1,
Gianluigi Galimberti-Paolo Agnelli / Silvano De Rui-Alberto De Rui 6-0, 6-0.

 

Doppio misto

Silvano De Rui-Silvia Speranza / Marco Rolli-Michela Azzola 7-5, 6-4.

 

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INTER E GIRO IN FUGA AL VIP: GANZ VEDE MIHAJILOVIC, IL DIABLO DICE BASSO

Dilemma nerazzurro e sogno rosa: Mourinho come Basso, in fuga per la (nuova) vittoria? Dopo l’antipasto-vernissage con Raffaella Reggi superstar e il gemellaggio con le Dolomiti di Monguelfo, la seconda giornata del Vip porta a Cividino il fantasma interista dello Special, mai così cigolante. E chi se non il nerazzurrorossonero Maurizio Ganz, bomber per molti cuori e molti stadi, potrebbe fare gol alla domanda delle domande? “Chi dopo Josè? Mihajilovic. Perchè conosce l’ambiente, perchè il dopo-Mourinho sarebbe difficile per chiunque, perchè non vedo all’Inter Capello e Hiddink. Quindi Sinisa”. Quindi, ammette Ganz, che vogliamo rimproverare a Mou? L’attaccamento? “Macchè, scelta logica: ha vinto tutto, ma credo che sarebbe andato via anche senza Champions. Lui vuole la Spagna, in Spagna troverà la stessa pressione ma più divertimento”. Il divertimento di Berlusconi sembra essere Allegri (“Gioca un gran calcio, ma io avrei dato una chance a Tassotti”), il divertimento al primo Vip bomber Ganz non l’ha mai dimenticato. “Era il ’92, esordii contro Mariolino Corso e Gianni Vasino. A giugno ricorre il ventennale della scomparsa di Cesare Bortolotti e sono qui per questo, non potevo mancare”. Non l’ha fatto: 6-0, 6-1 in coppia con l’eroico babbo Ettore, al malcapitato duo Signoroni-Finazzi et voilà la caccia alla corona lasciata l’anno scorso è lanciata. Anche l’Atalanta del futuro. “Percassi? Se entra è per fare cose serie”. Già, e Doni uscirà? “Fossi in lui non lo farei”, sorride Massimo Carrera prima di attaccarsi alla ruota di Chiappucci, compagno di fuga in doppio. Diabolico Claudio. L’ItalGiro osanna Basso? Chiappucci, in maglia rosa (coincidenza?) non si fida. “Del percorso, di questo Giro: ogni tappa è una rivoluzione, c’è  un livellamento incredibile e francamente mi sarebbe piaciuta più Italia nella corsa rosa”. Rosa rossa per Basso? “Domani con la cronoscalata a Plan de Corones si vedrà chi vince il Giro. Io vedo bene Evans, è un osso”. Non ditelo a Punzo e Bonatti. SuperMassimo Carrera li ha fermati in tackle, il diabolico Chiappucci ha lanciato la volata come ai tempi belli. Altro che Mou, questa sì è una fuga per la vittoria, quella dello Special chissà, sospirerà Moratti. “La vittoria della Beretti è una risposta sul valore del nostro vivaio”, sospirava nel frattempo Roberto Selini, consigliere dell’Atalanta con delega al settore giovanile. Il futuro c’è, il presente è meglio che s’affretti.

 

RISULTATI

Singolare A

Gianluigi Federici-Giuseppe Taramelli 6-2, 6-2
Gianluigi Viscardi-Marco Serpellini 6-4, 6-4

 

Singolare B

Maurizio Bucarelli-Gianni Togni 9-5
Gianfranco Testa-Walter Testa 9-5
Fabio Pasini-Silvano De Rui 9-5
Gianfranco Vitali-Stefano Gotti 9-7
Paolo Agnelli-Pierluigi Buttinoni 9-2
Roberto Bergomi-Emanuele Calogero 9-7
Roberto Selini- Renato Pasini 9-1
Angelo Agnelli-Francesco Maroni 9-0
Alberto Ghisleri-Cesare Curnis 9-7
Giacomo Zenucchi-Stefano Civettini 9-7

 

Doppio maschile:

E. Ganz-M. Ganz/ D. Signoroni-P. Finazzi 6-0, 6-1
R. Guizzetti-A. Guatterini / P. Vanoli-U. Bortolotti 6-0, 6-2
A. Bassani-G. Savoldi / P. Fanna-L. Sacchetti 6-3, 6-3
M. Carrera-C. Chiappucci / F. Punzo-R. Bonatti 6-1, 6-2
G. Rossi-R. Ravasio / F. Morotti-A. Latini 6-4, 4-6, 11-9
E. Rota-Grigis / Locatelli-Cavazzana 6-4, 6-1
Colloi-Papalia / Maurizio Bucarelli-G. Taramelli 6-4, 3-6, 10-4
N. Pedone-L. Alfani / R. Pasini-F. Pasini 6-4, 6-2

 

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REGGI E CANE’, POI LE DELIKATESSEN DI MONGUELFO: AVVIO DOLCE AL VIP

Aveva provato Claudio Panatta a giocare d’anticipo, cercando di regalare fiori. “La Reggi? Raffaella è  la numero italiana di tutte le generazioni, giocare insieme è un piacere”. È l’orgoglio del Vip, edizione 2010, che si regala un antipasto che sa di dessert. Canè e la Reggi, i talenti del tennis italiano anni ’80, insieme alle Olimpiadi di Los Angeles e a quelle di Seul, contro Panatta e Cristina Casini. “Con Paolo siamo amici da trent’anni, ci siamo detti sempre tutto in faccia: per talento era da primi dieci, avesse più fisico chissà”. Raffaella sorride prima del match e dice di sentirsi a casa. “A Cividino sono stata dieci anni fa, per un collegiale con la nazionale: c’era la Schiavone, io era capitana di Federation Cup”. Quella imminente, con l’Italia in finale, Raffa la commenterà dai microfoni di Sky, aggressiva come un tempo sul rosso. “Il tennis di oggi? Meglio gli uomini, le donne giocano tutte con lo stampino e se le sorelle Williams fossero più continue non ce ne sarebbe per nessuno. In ogni caso, brave le nostre ad arrivare in finale, poi dipenderà dalle americane”. E i maschietti? “Devono organizzarsi meglio e avere più coraggio. Bisogna sempre giocare coi più forti, magari anche con Nadal. Lo spagnolo è tornato, non credo che Federer riuscirà a difendere il titolo a Parigi”. A difenderci ci hanno provato eccome Panatta e Cristina Casini e per un po’ la strategia della carezza di Claudio Panatta sembrava funzionare. Poi la Reggi e l’amico del talento accanto, Paolino Canè, hanno ruggito allo sprint, amici e vincenti. Poco più in là, Monguelfo Tesido calava i suoi jolly nel gemellaggio con l’Accademia del Tennis sotto gli occhi del vicesindaco di Bergamo, Gianfranco Ceci, e dell’assessore allo Sport della Provincia, Alessandro Cottini. Profumi, sapori, libri e una promessa. “Domani sarà meno accademia”, è il ruggito di Monguelfo. Domani mattina Monguelfo Tesido e l’Accademia del Tennis si sfideranno sulla terra rossa di Cividino. Poi da lunedì il Vip riprende la battaglia.

 

RISULTATI

Singolare A

a. Latini b. D. Cuni 6-2, 7-6

 

Singolare B

M. Buzzanca b. G. Togni 9-2

Sant’Agostino b. Calogero 9-4

Bellini b. Vitali 9-0

F. Bagutti b. G. Benigni 9-8

G. Jannone b. C. Curnis 9-4

a. De Rui b. W. Testa 9-7

P. Ambrosini b. R. Selini 9-3

 

Doppio maschile:

D. Capelli/Rho b. A. Agnelli/ C. Agnelli 6-2, 4-6, 10-8

Pepe/Pepe b. Locatelli/Cavazzana 6-7, 6-3, 10-5

P. Agnelli/Galimberti b. Cristini/Locatelli 6-2, 6-1

F. Gallo/M. Neri b. Mai/Serpellini 6-2, 6-4

L. Mutti/C. Perrone b. Crudeli/Cecchetti 6-0, 6-2

Previtali/Bovini b. Barcella/Ciorba 6-3, 6-4

Mastropasqua/Ghisleni b. Pizzaballa/Pizzaballa 6-4, 6-4

Rota/Grigis b. Roda/Cotroneo 6-4, 6-4

Gallivanoni/Lucini b. Buttinoni Pedersini 6-2, 6-3

 

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