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UN CITTA’ PER AMICO: CESARE PRANDELLI COLORA D’AZZURRO IL VIP

Immancabile, perché il cuore batte quanto il feeling, “e io e Licini ci siamo presi come impegno morale di stare insieme ai nostri ricordi, almeno per una sera”. La sera è questa e alle otto e spiccioli della seconda giornata sbarca al Vip dopo una maratona. È la giornata delle convocazioni per Italia-Estonia e l’amichevole con l’Irlanda, è la giornata del ritorno di Balotelli e Pirlo, dell’addio a Firenze di Montolivo, del nuovo corso Juve. Prandelli arriva, sorride, ammette sussurrando di essere stanco e spiana subito la strada ai dubbi. “Di Nazionale non parlo”, di tutto il resto sì, con la disponibilità di sempre, quello dell’amico di tutte le ore, amico vero a prescindere. L’anno scorso, cittì in pectore nella bufera mediatica si tappò la bocca ma non il cuore, e al Vip non rinunciò. Un anno dopo gli occhi sono più distesi, il sorriso anche quanto i ricordi. “Con Giovanni (Licini) abbiamo una missione, l’obbligo morale di stare insieme almeno una sera con tanti meravigliosi ricordi. Quando vedi certe persone ti vengono in mente quei momenti”. Achille e Cesare Bortolotti, Giacinto Facchetti. Prandelli i ricordi li evoca, non ha bisogno di chiamarli per nome, anche se sono nomi di una vita e dei tempi del cittì tennista. “Mi sono fratturato ginocchio e caviglia giocando a tennis, sono andato in ritiro con le stampelle e non è stato bello”. Bello, meraviglioso, è stato il volo dell’Atalanta e Prandelli sorride. “Straordinario Percassi, ha ricreato l’entusiasmo di cui l’Atalanta a aveva bisogno, ora mi auguro che l’Atalanta abbia qualcosa da proporre per la Nazionale”. Bonaventura? “Non faccio nomi, ma conosciamo la bontà del lavoro dell’Atalanta”. Diplomatico ma non evasivo, Prandelli vola sul campionato italiano. “Conte conosce l’ambiente Juventus benissimo, sono convinto che farà molto bene. Montolivo? Con lui ho un grande rapporto, a me andrà bene qualunque cosa voglia fare. Il valzer delle panchine? Può essere un bene”. Un pensiero all’antico maestro Mondonico, “sono convinto che farà l’ennesimo miracolo” e amarcord formato Vip. “L’ultima volta al Vip ero in coppia con Ancelotti, eravamo silenziosi ma determinati”. Determinante può essere l’apertura del Vip alla Ricerca. “Il salto di qualità, ormai questa manifestazione è un punto di riferimento”. Poi via, a mescolare d’azzurro cuore e ricordi. Domani nella terza giornata a Cividino è attesa una bella fatta di Atalanta, con Doni, Capelli e Padoin, e il Giro che fu, quello di Gibo Simoni, Scarpellini, Milesi e Guerini. Una rosa per il Vip.