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IL BRUTTO TEMPO NON FERMA IL “BELLO”: GIANPAOLO-SHOW AL VIP

Piove, tira vento, si batte i denti ma non la fiacca al Vip. Seconda giornata a Cividino con aria da mezzo inverno e forse per questo il quartetto delle nevi, Grigoletto-De Florian contro Ghedina e Stefano Colombo, fila che è una meraviglia nel long set introdotto per non inforcare nel meteo. Tre sciatori e un imprenditore del circo bianco (Colombo) e infatti fioccano colpi e sorrisi. Alla fine risplende quello piratesco di Ghedina, in discesa libera al turno successivo.

Forse per non essere da meno visto l’andazzo acquatico, al quartetto delle nevi ha cercato di rispondere il duetto delle piscine, Giorgio Lamberti e Domenico Fioravanti. Li vedi e senti tintinnare la storia del nostro sport. Cos’altro potrebbero fare il primo campione del mondo azzurro di nuoto, Lamberti, e il primo campione olimpico del nuoto italiano, Fioravanti, se non tentare di nuotare controcorrente contro Epis e Bertacchi?

Acqua azzurra, acqua chiara, ma non è certo acqua la classe di Gianpaolo Bellini. Il capitano atalantino, fresco di rientro da Catania e atteso da un tour de force matrimoniale, spalanca un sorrisone sulla sorpresa. Tu qui, Paolo? “Certo, io qui sono in famiglia, e non è perdere tempo poter dare un piccolo contributo alla solidarietà. E poi le giornate sono fatte di 24 ore, no?”

Sì, e la classifica finale dell’Atalanta è fatta di 50 punti, una salvezza anticipata da tre mesi e un certo rimpianto. “Sì, certo la sconfitta col Sassuolo (dopo 6 vittorie consecutive) resta un piccolo tarlo che rode, quella partita andata male ha cambiato la prospettiva nel nostro momento migliore. Ma quanto di buono fatto resta e non possiamo che esserne felici”. Non possono non esserlo i ragazzi dell’Atalanta che hanno debuttato in serie A a Catania, i baby Caldara e Olausson, e con loro Sportiello e Kone. “Una gara non dice tutto, ma qualcosa sì. I ragazzi hanno dimostrato di sentirsi subito a loro agio e questa è una bella notizia per loro e per il settore giovanile dell’Atalanta, che continua a fabbricare gioielli”. L’anello invece è una questione che riguarda solo l’imminente sposo Bellini. Matrimonio e poi? “Di me non parlo” e fugge via sorridendo dagli occhi alla racchetta.

Il sorriso di Daniele Fortunato al Vip è di casa. Ma stavolta per arrivare sull’Oglio è partito dall’oceano portoghese. Aveiro, la Venezia lusitana, dove Fortunato ha traghettato la squadra locale, il Beira Mar, dalle acque paludose della zona retrocessione ai laghetti placidi di centroclassifica. “Un’esperienza affascinante e una buona stagione, a 2mila chilometri da casa. Ma qui non potevo certo mancare”. E non ha mancato l’occasione per sorridere al gran campionato atalantino, lui che in Europa con l’Atalanta c’è stato ai tempi gloriosi del Malines. “Ma non credo che fosse più facile arrivare in Europa ai miei tempi e che i tifosi nerazzurri debbano essere un po’ delusi. L’Atalanta è arrivata a tre punti dal record (53) ma per arrivare in Europa ne servivano 60. Perciò bene così”. E per poterlo dire anche l’anno prossimo? “Salvezza e poi un passo più su, mai abbassare la guardia, il Catania retrocesso insegna”. Anche Fortunato insegna. Come battere al fotofinish la coppia del Verona scudetto Gigi Sacchetti-Domenico Penzo: 9-6 al terzo set, con l’alter-ego torinista Luca Fusi. Fusi gli altri, non loro.