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Il grazie a medici e infermieri in Val Pusteria: 20 famiglie accolte dalle strutture della zona

La promessa è stata mantenuta, il grande abbraccio del popolo del Trentino Alto Adige e più precisamente della Val Pusteria ai bergamaschi e a chi ha lavorato in prima linea nel corso dell’emergenza sanitaria Covid 19. Venti famiglie in tutto, da lunedì 7 settembre sono ospiti delle strutture ricettive della zona che hanno deciso di aderire all’iniziativa, appoggiati dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

“È il nostro grazie a dottori, medici e infermieri bergamaschi che durante il periodo peggiore della pandemia si sono battuti in prima linea”. Le parole di Albin Ingenuin Schwingshackl sono il riassunto dell’omaggio che la Val Pusteria – precisamente il paese di Monguelfo-Tesido-Val Casies – ha voluto fare agli operatori sanitari di Bergamo in collaborazione con l’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

 

Il legame che si è instaurato tra il paese incastonato nella splendida vallata ricca di bellezze naturali, la sua gente e i suoi albergatori con Giovanni Licini e l’Accademia dello Sport per la Solidarietà è stato qualcosa di particolare, frutto di una vera amicizia che si è andata consolidando negli anni. Nel 2017 furono ospitate le famiglie di Amatrice dopo la pesante prova del terremoto: questa volta tocca invece a medici e infermieri degli Ospedali di Bergamo, Seriate e Treviglio, oltre a quello da campo degli Alpini della Fiera, per un totale di una trentina di persone.

“Essere presenti a questa iniziativa è importantissimo per me – spiega Sergio Rizzini, direttore generale della Sanità dell’Associazione Nazionale Alpini -, perché significa rendere omaggio a chi ha lavorato al nostro fianco ma anche dire grazie a chi, come Giovanni Licini e la sua Accademia, ci ha permesso di realizzare il famoso ospedale da campo”.

Alla cerimonia di lunedì 7 settembre era presente anche Don Giulio Dellavite, segretario generale della Curia di Bergamo: “La generosità dei bergamaschi ha fatto la differenza nel momento più duro, e oggi siamo qua a raccogliere quello che è stato piantato allora. Bergamo – ha spiegato don Giulio – è ripartita nei mesi peggiori grazie a tre A che sono stati ‘alpini’, ‘artigiani’ e ‘atalantini‘. Ora a queste eccellenze possiamo aggiungerne altre due di A, che stanno a significare ‘attori’, dottori, medici e infermieri, e ‘Accademia’, quella del nostro amico Giovanni”.

“Siamo grati per quello che è stato fatto – è il commento, commosso, di Giovanni Licini -. Si sono ricordati di Bergamo da tanto lontano, non era scontato. Questa gente ha dimostrato una bontà d’animo fuori dal comune. Ci tengo a sottolineare che la cerimonia di lunedì si è svolta nel pieno rispetto delle regole anti-contagio: eravamo tutti con la mascherina e abbiamo tutti osservato il distanziamento, perché la pandemia è tutt’altro che finita e dobbiamo ricordarcelo”.

“Abbiamo una grandissima amicizia che ci lega a Bergamo e all’Accademia di Licini – spiega il sindaco di Monguelfo-Tesido-Val Casies Albin Ingenuin Schwingshackl -. Ci auguriamo che questi professionisti possano godere di un periodo di meritato riposo tra le nostre montagne”.

“L’amicizia anche questa volta è venuta prima di ogni cosa – spiega Harald Eberhofer titolare dell’Hotel Christof, promotore dell’iniziativa e vicepresidente dell’associazione turistica -. Ho parlato con Giovanni durante i giorni più bui per Bergamo, ho chiesto cosa avremmo potuto fare per dare una mano a quegli operatori sanitari che si stavano battendo in prima linea contro quel virus maledetto: ecco, in quei giorni è nata l’idea di ospitare dottori, medici e infermieri nei nostri alberghi. Non ce ne siamo dimenticati”.

 

Ospiti di Monguelfo-Tesido e Valle di Casies dal 7 al 10 di Settembre 2020 gli operatoti sanitari, medici e infermieri in rappresentanza di tutti gli Ospedali Bergamaschi, Mons. Giulio Della Vite in rappresentanza della Curia Bergamasca e Sergio Rizzini in rappresentanza della Sanità dell’ANA.