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LUCCHINI FA IL BOMBER, BELLI FORA: MA CHE PEDALATE AL VIP

Piove, tira vento, fa freddo. Ma il Vip fa spallucce, lascia sotto coperta i campi scoperti, diventa indoor e sorride col sorriso di Stefano Lucchini, l’ultimo ospite della famiglia atalantina, al ballo del debuttante a Cividino. Lucchini è marcato dagli occhi sgranati del figlio Matteo, 5 anni, che lo marca stretto come su una mischia in area di rigore, e dalla curiosità per il Vip. “Mi ha mandato qui Bellini e il binomio tennissolidarietà. Gianpaolo, Denis e Carmona hanno già giocato e vinto, non posso certo perdere il treno”. Il treno del tennista Lucchini fischierà per tre set, destinazione successo al tie-break contro Nicola Bertacchi che pure cerca d’infilarlo come un centravanti subdolo di serie A. Lucchini bluffa sulla qualità del suo tennis, “la mando di là”, non sulla voglia di saltare a piè pari la dolente faccenda di Scommessopoli, con i processi alle porte. “Non ci penso, penso alle vacanze, e all’Atalanta che verrà”. Come verrà su, Lucchini non ha dubbi. “Si può aprire un ciclo? Ho grande fiducia nella società, la dirigenza vuole costruire una squadra super-competitiva per la prossima stagione, in linea con gli obiettivi che verranno fissati. Di certo vorremo fare più punti di quest’anno, perché l’impresa appena compiuta è ripetibile”. Non parla di Europa, Lucchini, ma a nominarla sospira, lui che la Champions League l’assaggiata sul campo. Parla d’azzurro, “perché spero che Cigarini e Schelotto convincano Prandelli e poteva esserci anche Peluso” e poi continua a parlare sul campo, mentre sfilano pezzi d’Atalanta che fu, Massimo Taibi e Massimo Paganin, Damiano Zenoni e Oliviero Garlini. E un bel pezzo d’Atalanta, Valter Bonacina, vede più azzurro che nero. “Dal caos scommesse l’Atalanta ne uscirà anche stavolta, mentre la Nazionale di Prandelli può fare spettacolo: la strada della qualità paga”. Finita l’esperienza al Foggia Bonacina allenatore dice di essere in attesa, la stessa che tiene incollato al Giro Wladimir Belli. Belli è al debutto al Vip, alla testa di storici pezzi bergamaschi del Giro, Marco Serpellini, Marco Milesi e Alessandro Cortinovis e confessa di pedalare meglio in bicicletta che con la racchetta. “Il tennis mi riporta a quando ero ragazzo, è una vita che non gioco ma la solidarietà conta di più”. Conta un solo game la resistenza di Belli&Cortinovis, ma per Wladimir è peggio ‘sto Giro. “E’ cominciato davvero a Cervinia, ma finora non mi piace: solo Cunego prova a far qualcosa, manca un leader, la qualità di Contador. Basso? Non è al top ma visto l’equilibrio può andare sul podio. Bene invece i bergamaschi, col solito Pinotti e Carrara, e Tiralongo: è lui la sorpresa”. E, sorpresa, domani a Cividino tenterà la fuga Gilberto Simoni: altro pezzo di Giro al Vip.