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RIECCO IL CITTI’ DEL CUORE: PRANDELLI RIPORTA L’AZZURRO AL VIP

Cividino, sei della sera. Fa freddo, pioviggina, tira anche un po’ di vento. Ma Cesare Prandelli è un cittì dal cuore più azzurro della maglia e ha mantenuto la promessa. L’anno scorso c’erano gli Europei e Cesare avvertì: non ce la faccio. Stavolta l’anno è dispari, il cittì è puntuale. Giacca blu, camicia di jeans, sorriso sul volto e negli occhi. “Quando si parla del Vip, quando si parla di solidarietà è giusto trovare il tempo per esserci, per ricordare persone che ci hanno fatto crescere. Abbiamo tutti desiderio di tornare nei posti dove siamo stati bene, ognuno di noi porta il proprio vissuto, e qui ritroviamo i sentimenti e i ricordi che accompagnano le persone che non ci sono più. Per questo cerchiamo di tornare sempre, anche se facciamo poco rispetto a quanto fatto dall’organizzazione. Mi piace che Bergamo sia la capitale della solidarietà.”. Una foto, una dedica, una stretta di mano. Il cittì del cuore Prandelli ha un sorriso per tutti e uno speciale per Bonaventura. “Un regalo la sua convocazione? No, un premio meritato dopo un campionato importante nel quale ha trovato continuità. Jack ha buone chance per la Confederations Cup? Tutti i convocati ne hanno”.
Non il tennis con Prandelli, dopo l’infortunio al piede che gli ha “levato” la racchetta dalle mani e gli ha consegnato un posto sul green del golf. “Da quando mi sono fatto male a tennis non ho più giocato, ma il golf mi ha conquistato” e alla parola golf il sorriso del cittì va in buca. Riuscì a bucare anche la tensione dei suoi ragazzi, la Primavera dell’Atalanta che vinse il Viareggio contro il Milan 20 nel ‘93. L’episodio è celebre, ma vent’anni dopo a Prandelli s’illuminano ancora gli occhi. “La sera della vigilia della finale trovai nella hall dell’albergo una busta con dentro una maschera da diavolo e un biglietto: saprai cosa farne. Allora la indossai e girai nelle camere dei ragazzi per esorcizzare la paura del diavolo e far capire a loro che il Diavolo, cioè il Milan, non era poi così brutto”. Sorride Prandelli, abbraccia Umberto Bortolotti e Pierluigi Orlandini, firma autografi, saluta tutti e va. Sarà la scia del cittì, ma il cielo sembra un po’ più azzurro al Vip e sicuramente lo è per il Rosso Michele Marcolini che fa più nero che azzurro Gianpaolo Bellini in un rendez-vous atalantino e poi continua a esserlo per Damiano Zenoni e Orlandini che battono il consolidato duo Pedone-Alfano e per Riccardo Maspero che infila la doppietta vincendo in singolare e nell’implacabile doppio con Luca Facchetti. Occhio a ‘sti due. Sipario sulla prima settimana. Lunedì alla ripresa sarà una battaglia da Oscar con l’arrivo di Damiani (e Carmignani), sperando che anche il sole decida di premiare il Vip.