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TENNIS 2016, UN RE TIRA L’ALTRO

Stavolta tocca a sbarra ed apnea a regalare al “Tennis 2016” un ulteriore tocco di nobiltà. Il ginnasta campione olimpico di Atene Igor Cassina e Mike Maric, l’uomo dei 6’15” senza respirare, colui che oggi è nello staff di Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Comune denominatore sia l’anno d’ingresso nella storia, il 2004, sia la voglia di formare una “strana coppia” sulla terra rossa in favore della solidarietà.
Il rapporto con la racchetta è un optional o poco più, ciò che conta è essere a fianco dell’Accademia con tanto di rispettivi trofei tra le mani: “Bello sapere che il poco di ognuno è tanto per chi ha dei problemi. Mi fa piacere che questa macchina orchestrata da Giovanni Licini regali tanti sorrisi a chi ne ha bisogno” sottolinea Cassina, “Motivazione, determinazione, applicazione e credere in un obiettivo sono le caratteristiche base per andare sempre più in alto sia nello sport che nella beneficenza” gli fa eco Maric.
Se per Igor e Mike l’Olimpiade è negli occhi e nella mente, già colorata d’oro per il primo e piena di speranze dello stesso colore per il secondo pur non in prima linea, l’attualità pallonara richiede giocoforza uno spazio. Maran sempre più verso la panchina dell’Atalanta ed i sogni Europei dell’Italia sono i temi caldi, ma se il tecnico unisce sono gli azzurri a dividere, e non due qualunque: Michele Marcolini e Carlo Perrone.
Due ex atalantini in stand-by in attesa di una panchina non hanno la minima riserva circa la potenziale scelta dell’attuale condottiero del Chievo: “Ha saputo far rendere al meglio i gialloblù, l’Atalanta può assicurargli già un ottima base dunque potrebbe essere un connubio decisamente interessante” sorride il “Rosso” mentre il buon “Carletto” si sbilancia ancor di più tanto che “Reja ha svolto un lavoro egregio, ma Maran sarebbe la scelta migliore possibile che potrebbe regalare grandi soddisfazioni”. Quel che invece vede i due su piani quasi in antitesi è il tema Nazionale “il basso profilo e le innegabili difficoltà potrebbero trasformarsi in un punto di forza. Con Immobile uomo in più” rileva Marcolini mentre Perrone evidenzia le pesanti assenze di
Verratti e Marchisio come fardello insormontabile nonché la difesa come solo reparto di spessore, seppur con l’auspicio di essere smentito dai fatti.
E siccome l’Accademia pensa soltanto ai fatti e non alle parole, è pronto un venerdì da leccarsi i baffi: alle 19, infatti, è in programma un doppio dal valore inestimabile che vedrà affrontarsi Simone Origone (campione del mondo nel km lanciato) e Daniele Gilardoni (canottiere undici volte iridato) da una parte, Cristof Innerhofer (pluridecorato fuoriclasse dello sci) e il fresco vincitore della Coppa del Mondo nel fondo. What else?