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Gli Amici del tennis: Costantino Rocca, una leggenda a Cividino

DSC_5978 francesco e costantino rocca resizeAnno 1904. Nasce la Fifa, viene inaugurata la metropolitana di New York, la prima Rolls-Royce esce dalla fabbrica, un certo Charles Menches inventa il cono gelato. In estate, poi, a Saint Luis, nel Missouri, negli States, il golf fa la sua seconda e ultima apparizione nel programma di una Olimpiade, quattro anni dopo il debutto ai Giochi di Parigi sullo scoccare di secolo.
Ritorno a cinque cerchi. Una vita più tardi, 112 anni più avanti, il gran ritorno è servito. Con Rio il golf torna disciplina a cinque cerchi, torna sport centrale nell’evento più importante, torna a offrire la medaglia che ogni sportivo sogna. Si giocherà nella Reserva de Marapendi, quartiere Barra de Tijuca, panorama meraviglioso e competizione serrata. In gara, a contendersi i metalli più pregiati e un posto nell’Olimpo, sessanta uomini e sessanta donne.
Testa&Rocca jr, il futuro della mazza. A due mesi dallo start, l’argomento tiene banco al Tennis 2016 di Cividino. Vero, qui si impugna la racchetta, ma tra gli amici dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà non mancano gli appassionati di buche e green. E quando al Villaggio Ospitalità arrivano Francesco Rocca e Francesco Testa, talenti del golf, grandi amici e compagni di doppio, l’argomento non può che essere a cinque cerchi. «Sarà un appuntamento importante, si ritorna in questa competizione dopo oltre un secolo, è sicuramente un evento che per l’Italia può essere da traino anche per la Ryder Cup del 2022», ragiona Testa, classe ’90
Obiettivo 2022. Qualcuno ha detto Ryder Cup? Tra sei anni, il gotha del golf si ritroverà a Roma per la sfida clou che anni mette di fronte i top player di Stati Uniti ed Europa. Com’è, allora, l’universo golfistico italiano? «Il nostro è uno sport in crescita, e l’impegno che ci attende nel 2022 dovrebbe permetterci di raddoppiare gli investimenti nel settore», riflette Rocca. Ma non c’è «solo» il campo verde, perché si parla di uno sport dagli orizzonti vasti. Lo sa bene Francesco Testa, chiosa finale che sa di speranza e ambizione: «Sì, la Ryder Cup può essere un’occasione di crescita per l’intera Italia».
DSC_5945 francesco testa, costantino rocca, franceso rocca, marco bucarelli resizeParola a Costantino Rocca, la leggenda. Due promesse del settore, ok, ma a Cividino c’è pure l’icona del golf, il bergamasco capace di prendersi il mondo, quel Costantino Rocca la cui biografia è irta di trionfi e gloria. Tre partecipazioni alla Ryder Cup (1993, 1995 e 1997), un Volvo PGA Championship (nel 1996), una seconda piazza al British Open del 1995, gemme sparse ovunque, su tutte la vittoria in singolo contro Tiger Woods nella Ryder Cup 1997, successo che regala la vittoria alla squadra europea. E Rocca senior come vede i due talenti in erba? «Di polenta devono ancora mangiarne – sorride, rimarcando simpaticamente le origini orobiche –, ma ci sono le doti giuste: qualità e sacrificio, è questo che fa la differenza». E Cividino fa soprattutto rima con solidarietà, Costantino Rocca lo sa bene e inquadra con l’occhio giusto la kermesse dell’Accademia: «Lo sport è il mezzo migliore per unire e far del bene». Parola di leggenda.