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Torneo di padel con tanti ex giocatori: vincono Massimo Paganin e Marco Parolo

Sei ore di un torneo avvincente insieme a nomi che hanno fatto la storia del calcio negli ultimi 20 anni. Emanuele Filippini, Damiano e Cristian Zenoni, Cristiano Doni, Massimo Carrera, Michele Marcolini, Riccardo Maspero, Marco Giandebiaggi, Marco Osio, Cristian Brocchi, Massimo Paganin, Dario Marcolin, Marco Parolo, Davide Possanzini hanno preso parte alla giornata dedicata al padel a cura dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Sono stati loro i protagonisti del torneo di padel sotto la regia di Riccardo Maspero, che ha aiutato l’Accademia nel raggiungere un altro speciale obiettivo: far conoscere la nostra mission a tanti giocatori che hanno fatto la storia della Serie A. A vincere il torneo è stata la coppia composta da Massimo Paganin e Marco Parolo, che hanno piegato 6-3 Simone Pesce e Michele Marcolin.
“C’ è la competizione e la voglia di vincere – ha spiegato l’ex laziale Parolo, ora commentatore in tv-. Il bello è quello di tornare alla normalità, come si è visto negli stadi. La stessa passione e la stessa voglia la metto anche dietro al microfono per chi ci segue da casa. E’ stato un campionato bellissimo, tutti gli stadi erano pieni, c’era entusiasmo per ripartire. Si sta tornando ad amare lo sport, due anni lontani forzati stanno funzionando per tornare ad amare il calcio”. Insieme a lui Massimo Paganin, uno che negli anni è sempre stato protagonista al Tennis e vicino alle iniziative dell’Accademia. “E’ un piacere tornare proprio da Bergamo dove è iniziato tutto nel 2020 –spiega l’ex difensore atalantino-. Siamo vicini a chi è sofferto e dopo due anni è bello ritrovarsi: bisogna pensare a cosa ci regala la vita e apprezzarla sempre. Si gioca in due contro due a padel, la competizione è altissima, il livello sale subito e ti gratifica poter competere ancora. E’ stata una stagione emozionante fino alla fine, non si può mai dare nulla per scontato, è il bello del calcio: dobbiamo crescere come paese, gli altri ci stanno distanziando troppo e credo che l’Atalanta sia un modello per questo”. Naturalmente come ogni anno, Cristiano Doni torna al torneo dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, questa volta nel padel e insieme ad un altro capitano nerazzurro, Massimo Carrera.
“E’ stato uno dei campionati più interessanti, l’Atalanta se l’è giocata fino all’ultimo –sono le parole dell’ex capitano nerazzurro-. Stiamo parlando sempre dei primi posti, io capisco che i bergamaschi sono stati abituati bene, ma questo gruppo anche quest’anno ha dato tutto. L’Atalanta resta una delle squadre più belle da vedere, resta un riferimento per tanti. La Var in Europa è usata molto meglio, c’è meno esasperazione a ricorrerci sempre, bisognerebbe usare un criterio corretto, in Italia ci sono stati troppi errori, serve un sistema per migliorarla”.

 

In semifinale è arrivato anche Dario Marcolin, ex laziale e ora commentatore tv, impegnato con l’ ex milanista Cristian Brocchi. “Anche per me è la prima volta al torneo dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà e sono contento, innanzitutto, di fare del bene. Poi ritrovarsi tra noi giocatori fa sempre piacere, è una bella cosa e il padel ormai ci unisce, è diventata una malattia. Il mondo dei calciatori e degli ex ha sempre una grande sensibilità. Il livello del gioco è buono, il padel ci ha dato una seconda vita: strategia, fisicità, competizione, tecnica. Gli ex calciatori sono agguerriti come pochi, sfidarsi è sempre bello. L’Atalanta? Può darsi che i cicli, come iniziano, possano anche finire. Gasperini ha fatto molto bene, al sesto anno ci sta che certe situazioni possano essere cambiate. Io avevo un allenatore, Sven Goran Eriksson, che diceva: ‘Mai stare più di tre anni nella stessa squadra, per avere entusiasmo, una vita nuova e qualcosa da dimostrare’. I cicli nel calcio succedono: al Milan di Sacchi, alla Fiorentina di Prandelli e ora magari anche a Gasperini all’Atalanta. Ora c’è una scelta da fare: puoi fare come il Manchester United che per 25 anni ha tenuto Ferguson come allenatore e cambiava i giocatori. L’Atalanta può tenere questa strategia o provare a cambiare allenatore e cambiare filosofia. Però Gasp ha fatto talmente bene…Bisogna però chiedere anche a lui se ha ancora entusiasmo, non solo ai giocatori”.