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L’EMILIA ALLA FIERA NEL CUORE DEL VIP: ARRIVEDERCI AL 2013

“Questa edizione passerà alla storia per il terremoto. Per questo d’accordo col main sponsor, il Credito Bergamasco, abbiamo deciso che l’intero ricavato della serata andrà agli amici dell’Emilia”. Il Vip contro il terremoto è nelle parole di Giovanni Licini, vicepresidente dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà e deus ex machina del torneo, e negli occhi di Susi. Susi è la fidanzata di Michele Luisetti, uno dei due beneficiari delle case mobili acquistate e donate dall’Accademia alle vittime del sisma. Susi e Michele si sposeranno a settembre ma la casa appena comprata a suon di mutuo se l’è portata via il terremoto che ha spaccato le case e i cuori di Carpi, Novi di Modena, Rovereto sulla Secchia e gran parte dell’Emilia. Susi è in sala, nella serata finale alla Fiera presentata da Marco Bucarelli, davanti a 450 persone. È la serata della raccolta della solidarietà, delle premiazioni dei vincitori e dei Golden Vip ma è la serata dell’assist alla speranza. “E’ stato un colpo duro al nostro futuro, ma da questa sera grazie anche all’Accademia cercheremo di rivederlo roseo”, dice Susi accanto a Daniela, la cognata di Michele Luisetti e sembra di sentirlo, il cuore di Susi, battere forte nella notte della speranza ritrovata. “Sono gli sponsor che ci hanno sostenuto anche quest’anno i veri Vip di questa edizione”, rilancia Licini in avvio di serata prima che sul palco salgano i vincitori della Coppa Accademia dello Sport per la solidarietà, del Trofeo Achille e Cesare Bortolotti sotto gli occhi di Umberto Bortolotti “nel ventennale esatto della morte di Cesare”, ricorda Marco Bucarelli. E poi i vincitori del Trofeo Facchetti, del misto per classificati “Coppa Credito Bergamasco”, di quello del “Trofeo Elio Lodovici”, del singolare B “ Coppa Gianni Carminati”. È la notte della resa dei conti, della raccolta dei cuori e dei pensieri e la politica si leva al cappello di fronte al nuovo fronte emiliano della solidarietà. Dalla senatrice Alessandra Gallone al vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Saffioti, dagli onorevoli Nunziate Consiglio e Giorgio Jannone agli assessori regionali Luciana Ruffinelli e Daniele Belotti, il fronte degli applausi è compatto e comprende gli assessori provinciali Alessandro Cottini, Silvia Lanzani e Giorgio Bonassol, il vicesindaco di Bergamo Gianfranco Ceci e all’assessore comunale allo Sport Danilo Minuti. Parole diverse per lo stesso sorriso: la carezza all’Emilia è la corona più bella del Vip. Quelle dei Golden Vip 2012 passano dallo sci alle tele, maestri di arti diverse: c’è la danza tra i pali dello slalom di Cristian Deville, Golden Vip Gianni Radici, premiato da Cristina Radici e presentato dal giornalista Carlo Gobbo; c’è l’arte dell’orchestra di Franco Bagutti, cantato da Paolo Mengoli; ci sono 30 anni di carriera e nuove frontiere della ricerca negli occhi del professor Tiziano Barbui, Golden Vip Credito Bergamasco per la Ricerca Scientifica, fuoriclasse dell’ematologia mondiale e ora direttore scientifico del From (Fondazione Ricerca dell’Ospedale Maggiore di Bergamo); c’è la luce rinascimentale nei quadri di Mario Donizetti, “che cammina sulle orme dei classici con la mente moderna”, ne ritrae il talento il direttore dell’Eco di Bergamo Giorgio Gandola. Applausi e sorrisi. L’asta delle magliette di Del Piero e Thiago Silva, Denis e Moralez, aggiungono poco meno di 2500 euro al ricavato per l’Emilia, ma il Grande Slam della solidarietà si giocherà a dicembre quando l’intero ricavato delle tre settimane di Vip verrà devoluto gli Amici dell’Oncologia della Val Seriana e della Val Cavallina, ai ragazzi della Special Bergamo Sport Wheelchair, alla Comunità Don Resmini di Sorisole e al progetto d’installazione di segnalatori acustici per non vedenti ai semafori di Bergamo. Musica, lotteria, sipario. “Ripartiremo per la solidarietà”, annuncia alla fine Giovanni Licini. E dopo aver donato 700mila euro dal 2002, l’Accademia sogna una bandiera da un milione di euro sulla luna del cuore.

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LOTTERIA 2012

Ecco i numeri vincenti!!!

Orologio – 7997

Gioiello – 3363

3° Vacanza – 7210

Televisore  – 1986

Sci Fischer – 4798

6° Sci Nordica – 7938

Affettatrice – 4077

Acqueforte – 1868

Navigatore – 3104

10° Statua – 2942

11° Set di pentole – 1757

12° Cesto salumi – 3432

 

Per ritirare i premi contattare l’Accademia dello Sport

E-Mail – accademia@tennisvip.it

Tel. – 035 271172

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IL CUORE DEL VIP PER L’EMILIA: DUE CASE MOBILI PER I TERREMOTATI

Un tetto per l’anima, una speranza in mezzo al terremoto. Due case mobili per le vittime del terremoto in Emilia, ordinate e acquistate a tempo di record e destinate alla consegna a brevissimo giro di posta. E’ l’ultima idea dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà e ha preso forma negli ultimi giorni quando Giovanni Licini, vicepresidente dell’Accademia, ha preso il telefono e contattato gli amici del Tennis Club Carpi. “Vogliamo fare qualcosa di concreto per voi”, ha detto Licini e così in un battibaleno l’idea ha preso forma attorno a due case mobili per 4-6 posti persone, composte da cucina, soggiorno, bagno e due camere da letto. Le case mobili sono fornite da un’azienda di Roma e verranno consegnate a due famiglie di Novi di Modena, una delle zone più tormentate dal sisma. Gli amici che beneficeranno della casa saranno ospiti stasera alla Fiera, nell’atto conclusivo del Vip 2012, per testimoniare il dramma del terremoto e abbracciare l’Accademia.

A seguire le lettere di ringraziamento ricevute:

Il sisma che ha colpito la nostra amata terra Emilia ha portato tanto dolore e paura , ma anche tanta gratitudine e fiducia nel vedere quanto volontariato e quanta bontà ci sia tra la gente, valori a volte dimenticati . In particolare voglio ringraziare di cuore  tutte le persone che costituiscono l’Accademia Dello Sport di Bergamo e il suo presidente Sig. Giovanni Licini che hanno mandato in tempi record una nuova casa alla mia famiglia,( famiglia composta per lo più da persone anziane); Per noi questa casa significa soprattutto che si può ricominciare a vivere con normalità il nostro quotidiano, dal poter dormire la notte tranquillamente in un posto sicuro e caldo, al  lavarsi  senza dover arrangiarsi con  qualche bacinella dietro un cespuglio. In più ci consente comunque di rimanere accanto alla nostra vecchia abitazione (nel giardino) cosa non meno importante visto lo sciacallaggio a qui stiamo assistendo.

Non potremmo mai ringraziarvi abbastanza per questo grande aiuto che ci avete dato.

Cordiali saluti, Famiglia Orlandelli-Bacchi


Gent.mo Sig. Licini,

estendo a Lei, all’Associazione da Lei presieduta e più in generale alla Città di Bergamo il ringraziamento mio personale, dell’Amministrazione Comunale, di tutto il personale impegnato nelle difficili operazioni conseguenti il sisma che ci ha colpito e di tutta la città di Carpi per l’importante gesto di disponibilità e amicizia che avete voluto compiere.

In questi momenti difficili e caotici dove dare razionalità e funzionalità all’organizzazione è impresa complicata, risulta oltremodo gradito riscontrare la disponibilità e la solidarietà di Persone, Associazioni ed Enti anche a noi distanti geograficamente.

Tuttavia proprio per la difficoltà gestionale della macchina organizzativa e di tutto quello che ne consegue siamo spiacenti ma dobbiamo rinunciare a partecipare alla iniziativa benefica da Voi organizzata per venerdì 8 giugno p.v. presso i Vostri locali allo scopo di raccogliere fondi da destinare alla nostra città e che, in aggiunta alla donazione gratuita di n. 2 case mobili in legno, compone la sostanza della Vostra solidarietà.

Un cordiale saluto.

L’Assessore allo Sport e Benessere – Carmelo Alberto D’Addese

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VIP DA OSCAR CON DAMIANI E MAGONI, DOMANI SIPARIO ALLA FIERA

Che razza di Mago è l’Oscar?, sembrava chiedersi Emiliano Mondonico seduto in tribuna col resto della platea. Mondo e Mago. Emiliano è la guest start dell’ultima serata del Vip a Cividino, Magoni è l’one man-show della notte finale, che per Magoni vale doppio: la finale del singolo e la finale del doppio. “Magari poi le perdo tutte e due”, diceva con l’aria più furba che convinta quel furbacchione di Oscar Magoni senza aspettare neanche la risposta. Bluff o scaramanzia, l’effetto è lo stesso: la notte del Mago è una notte da Oscar. Magoni l’acchiappa battendo Ciro Bresciani nella finale della prima Coppa Accademia dello Sport per la Solidarietà, il singolare doc creato dall’Accademia all’uopo per classificati e che Mago si mette nel cilindro dopo aver sofferto nel primo set, inchiodato da Bresciani sul 6-6 e sotto 3-0 al tiebreak. Abbastanza per prendere a pallate l’attesa, cambiare marcia e chiudere 7-5 il primo set ipotecando la corona. Alla cassa il “Mago” passa a metà del secondo set: 6- 4, “yes”, dice Mago, et voilà la Coppa Accademia è sua. Anche Mondo lo applaude. L’accademico Magoni però è umano e così nella finale di doppio del “Bortolotti” in coppia con Adam Lodovici paga pegno al duo Amedeo Amadeo-Luca Chiesa, che sprinta alla fine del primo set e poi chiude i conti nel secondo. Nella notte degli Oscar, il Vip assegna la statuetta del Trofeo Facchetti a Giuseppe Damiani detto Oscar che sguscia a Giorgio Mastropasqua per l’intero primo set, subendone il ritorno nel secondo quando Giorgione comincia ad alzare il ritmo. Ma al tie-break del terzo Damiani fa l’Oscar attaccandosi alla rete e alla fine sorride di un sorrisone gongolante ricordando “i tanti momenti passati con Giacinto”. È bastato poco invece per Enrico Agnelli, in versione leone nella finale del singolare B, “Coppa Gianni Carminati alla memoria”. Due set rapidi, 6-2, 6-1, le briciole al dottor Gianluca Cotroneo, che pure ha un muscolo in tilt. “Mi ha fatto sudare”, ha detto alla fine Agnelli ma è stata una lettera a far emozionare il dottore. È quella di Gianni Carminati, che del dottore è stato paziente, consegnata a Cotroneo a fine partita. E vale quanto un trofeo. Ciao Cividino, ma il Grande Slam della solidarietà si giocherà domani sera sul “campo centrale” della Fiera di Bergamo e sarà l’occasione per far rimbalzare alta la speranza di chi parte sempre in salita. Il Vip posa la racchetta ma si prepara a giocare l’ennesimo match del cuore.

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MAGONI E CHIESA SCATENATI, IL VIP INCORONA IL DOPPIO MISTO

Alessia D’Auria e Adriano Latini, Alessandra Negretti e Angelo Agnelli. Eccoli, i signori del misto. Al penultimo giro di giostra, il Vip assegna le prime corone e sono corone che brillano nella notte di Cividino abbagliando la concorrenza. Nicoletta Colombi e Paolo Agnelli, la concorrenza del duo D’Auria-Latini nella finale del doppio misto per classificati, prova a rialzare la testa all’inizio del secondo set dopo aver perso 6-2 il primo senza troppi colpi da ferire. Ma il tentativo di riaprire la notte si scontra col dritto armato di Alessia D’Auria e il mancino malizioso di Adriano Latini, la precisione e l’astuzia, il braccio e la mente. Troppo per Nicoletta e Paolo Agnelli e la corona del doppio misto doc calza a pennello sulla testa dei più forti. Decisamente più tenera la notte di Cividino per Angelo Agnelli, nella finale del doppio misto per non classificati, anche perché Alessandra Negretti, la compagna di tandem, pedala spedita sparando bordate da fondo. In questo serata di doppio misto, la quota rosa è decisamente maggioritaria ma Oliva Angelucci e Gianangelo Cattaneo sono tipi orgogliosi e cocciuti e tengono botta fino alla fine del secondo set. Ma tant’è: 6-3, 6-4 et voilà, la seconda corona mista finisce nella bacheca di Negretti e Angelo Agnelli e per gli altri solo rimpianti. Quelli che si porta a casa la cinematografica coppia Lucini-Gallivanoni, campione in carica del doppio maschile fino alle nove e mezzo di stasera. Dopo il ciak perfetto del primo set (6-1), Oscar Magoni comincia la sua serata da Mago trascinandosi e facendosi trascinare da Adam Lodovici in una clamorosa rimonta modello Djokovic o Federer. Pum pum e in attimo il secondo set è in cassaforte e nel tie-break del terzo Gallivanoni e Luca Lucini pagano il tie-break vinto con Viscardi e Ielpo nel precedente quarto di finale arrivando con le gomme sgonfie all’ultimo giro. Set e match a Magoni&Lodovici e appuntamento in finale domani sera con Luca Chiesa e Amedeo Amadeo, capaci di battere in due set al vetriolo la sulfurea coppia Damiani- Carmignani, al solito capace di infilare dritti, volée e velenosi commenti manco John McEnroe dei tempi belli. Al tramonto Ciro Bresciani aveva battuto Cristian Schillaci in una tiratissima semifinale del singolare doc e domani sera sarà in pista nel gran finale della Coppa Accademia dello Sport per la Solidarietà. Il bello e il ballo del Vip al rendez-vous.

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IL RE DELLE NEVI INNERHOFER TORNA AL VIP, MAGONI NON INFORCA

Christof Innerhofer non è in tabellone “perché troppi impegni me l’hanno impedito”, ma guai a dirgli che il Vip l’aspetta. Puntuale e sorridente come sulle nevi mondiali di Garmisch, il campione del cuore “Inner” ha inforcato l’auto planando come un fulmine sul traguardo di Cividino. Oro, argento e bronzo, come ai Mondiali di un anno fa. Al Vip siamo alla resa dei conti, a due giorni dalle finalissime ma Innerhofer al Mongodi scia sulla pista di casa come su gran parte del circuito bianco. E gli occhi brillano come nei giorni belli. “Sono parecchi anni che vengo al Vip ed è sempre un piacere tornarci. A Giovanni Licini mi lega ormai un’amicizia e una vicinanza a casa mia, sulle Dolomiti, chissà che l’anno prossimo non riesca a prendere in mano davvero la racchetta e a entrare in tabellone”. Per il momento è già entrato nella storia dello sci italiano con la tripletta ai mondiali di Garmisch dell’anno scorso e nella storia del Golden Vip Gianni Radici. Da Inner il predestinato al talento tardivo Deville, Golden Vip Gianni Radici 2012, Cividino è una teca dell’Italsci e Innerhofer sorride al suo “successore” come a un fratello maggiore. “Sono felice per lui, ha una costanza incredibile e una tecnica eccellente, nei prossimi anni può essere uno di quelli da battere”. Da battere sarà Innerhofer ai prossimi Mondiali, ma “io sarò lo sciatore con pressione minore, le mie medaglie le ho già vinte. Però Schladming (sede dei prossimi Mondiali) mi piace più della pista olimpica di Sochi”. A Magoni piace moltissimo la “pista” del singolare maschile classificati, il torneo doc della Coppa dell’Accademia per lo Sport e la Solidarietà. Doppio 6-4 a quell’osso tosto di Antonio Viscardi et voilà il Mago è in semifinale, alter-ego maschile di Sara Errani al Roland Garros. Vanno come razzi anche Luca Chiesa e Amedeo Amadeo, in semifinale nel Bortolotti, e la cinematografica coppia Lucini-Gallivanoni, campione in carica e per nulla disposta a essere uscente. Domani altro giro, altri fuochi d’artificio.

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DAMIANI RADDOPPIA L’OSCAR, AL VIP SFRECCIA SUPER SMRZ

Giuseppe Damiani detto Oscar dev’essere stato stuzzicato da Oscar Magoni detto Mago. Sbarcato a Cividino per tenere fede alla tradizione e al suo feeling tennistico con la rossa (terra) di Cividino, Damiani parte a razzo scaldandosi con Marino Magrin in singolare, in un match tra piedi buoni del calcio italiano di qualche anno fa, e straripando al terzo set dopo aver stretto d’assedio la difesa di Marino. Fatto il tagliando in singolare, Oscar fa l’Oscar come se fosse il bionico Magoni bissando in doppio con l’immancabile compagno di racchette e polemiche, l’angelico Pietro Carmignani detto Gedeone. Due set non troppo sofferti contro Roberto e Giuseppe Bergomi (solo omonimo del campione del mondo di Spagna ’82) e così Damiani in un paio d’ore approda in semifinale del singolare doc per classificati, la prima Coppa Accademia dello Sport per la solidarietà, e nei quarti del doppio doc del Bortolotti, dove avanzano spediti Luca Chiesa e Amedeo Amadeo. La battaglia delle coppie si annuncia il piatto forte delle ultime tre giornate, da domani alle finali di giovedì, mentre nel singolare Simone Padoin dopo una vita da mediano vola manco fosse un’ala verso i quarti con un doppio 6-3 ad Alessandro Pepe. Brrum, i motori del Vip vanno su di giri e per questo a Cividino sfreccia Jakub Smrz, Kuba per gli amici, pilota del Racing Team Effenbert di Superbike, motociclismo.

Kuba è di Praga ma da qualche mese mette a punto sogni e motori a Bergamo, nel laboratorio orobico messo in piedi dal consulente psicologico Emanuele Arioli e il preparatore fisico Matteo Arzuffi. Bergamo al centro del motore e Kuba sorride al Vip. “Gioco più a squash che a tennis, ma il Vip è una manifestazione con un obiettivo magnifico e sono felice di essere qui”. Qui è Bergamo, “la città mi piace e nel team si lavora benissimo”, più in là Smrz vede il traguardo. “Per un motivo o per un altro finora il podio l’ho solo sfiorato, ma punto a vincere e credo di poterlo fare a breve, magari a Misano o Philip Island, la pista più bella”. Più della Superbike c’è solo la MotoGp ma Kuba, che ama l’hockey, la pallavolo “tifo Olimpia” e molto poco il calcio, non ha fretta di tornare sulla cima. “Ho corso in 125 e in 250, la MotoGp è un sogno, ma mi diverto troppo in Supebike”. Anche al superVip, che domani porterà al traguardo Christof Innerhofer e le semifinali del torneo. Il bello e il ballo del Vip cominciano ora.

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BRUMOTTI: “A BOMBAZZA PER AIUTARE I TERREMOTATI”

Le fotografie sfuocate, spesso, sono quelle che fanno rivivere i ricordi migliori. In un momento nero per l’intero sistema pallonaro, è piacevole fare tornare sotto la luce dei riflettori una delle ultime favole del calcio italiano, il Verona ’84-’85. Ieri, sui campi di Cividino, ha fatto capolino un bel pezzo di quella squadra entrata nella storia, con tanto di mister ai bordi: e un signore come Osvaldo Bagnoli, uomo di un altro calcio, non poteva che essere rimasto scosso dagli ultimi avvenimenti: “Faccio fatica a sentire tutto quello che sta emergendo: è una delusione per tutti gli amanti del calcio. La differenza con quello dei miei tempi? Allora era tutto più semplice rispetto ad oggi, ora ci sono troppi interessi dietro questo sport”. Quindi, un pensiero alle sue ex squadre, Verona e Inter, protagoniste in questi giorni, per un motivo o per l’altro, tra uno spareggio per la promozione in serie A in corso e una rifondazione da progettare: “Ormai posso parlare come semplice spettatore davanti alla tv: al Verona è andata male l’andata, ma qualche possibilità ce l’ha ancora, anche se, purtroppo, credo che, al contrario dell’anno scorso, la condizione fisica sta scemando e i giocatori non siano più così brillanti come qualche mese fa. L’Inter, invece, ha probabilmente bisogno di una rifondazione: il vecchio ciclo, ormai, si è concluso e bisogna avere il coraggio di rinnovare, ma senza avere troppa fretta”. Dal vecchio mister ai suoi discepoli, sparsi per i campi in due differenti squadre di doppio: Piero Fanna e Gigi Sacchetti da una parte, Domenico Volpati e Domenico Penzo dall’altra, ieri tutti a Cividino e una trentina di anni fa tutti insieme sul manto del Bentegodi (i primi tre dividendo anche l’emozione di quello storico scudetto). E’ proprio Volpati a rivivere in un veloce flash una parte di quei ricordi: “Eravamo una buona squadra, senza campioni, ma con tanti giocatori di valore: nelle stagioni precedenti ci eravamo affermati ad un buon livello, poi in quell’annata una serie di alchimie ha voluto che andasse tutto bene e arrivasse quello scudetto. Al Verona siamo tutti ancora molto legati: confidiamo nel fattore Bentegodi per ribaltare il risultato del playoff nel match di ritorno con il Varese”. Cambiando totalmente fronte, si arriva all’altro personaggio transitato ieri nel parterre di Cividino, vale a dire mister “A bombazza”, Vittorio Brumotti. Posteggiata l’inseparabile bicicletta ai margini, il campione di bike trial, volto noto di Striscia la Notizia, si è subito immerso nella realtà del Vip, pur senza prendere in mano la racchetta: “Il tennis non è il mio campo e mi limito solo a contare le palline, ma non ho voluto mancare, presenziando per la prima volta grazie all’invito degli amici dell’Axevo. Ho conosciuto una bella realtà: mi hanno spiegato che qui si sta facendo qualcosa di importante dal punto di vista benefico e che sono già stati raccolti oltre settecentomila euro”. Da qui, l’idea di Brumotti: “Ho appena riattaccato il telefono ad un mio caro amico, Cristian Righi, colui che allestisce i miei show: vive una situazione drammatica, perchè abita vicino a Modena ed è stato fortemente colpito dal terremoto, tanto da trovarsi senza casa. E’ già andato a vivere nel mio camper che utilizzo con Striscia la Notizia, ma, trovandomi qua, mi piace pensare che una parte del ricavato possa essere devoluta anche per aiutare i terremotati”. Un’idea già anticipata dai fatti e già proposta dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà. “A bombazza” verso un nuovo traguardo che sa ancora una volta di solidarietà.

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LA RICETTA DI FERRI: “L’INTER DEVE RIPARTIRE DALLA DIFESA”

Ce ne sono di argomenti di discussione sotto il cielo del Vip. Non entrando nelle dinamiche imprenditoriali e limitandoci all’aspetto sportivo, gli spunti nascono in continuazione, anche soltanto incrociando lo sguardo con uno qualsiasi dei protagonisti del campo. Colori rosa o neri, passando per il nerazzurro, in due differenti tonalità. Trovi Riccardo Ferri, sinonimo di Inter, ed il focus è subito sul momento difficile della sua ex squadra, alle prese con una fase di transizione: “Non mi aspettavo una stagione così difficile, questo è chiaro. Ci vuole un cambiamento, che non deve essere per forza radicale, ma graduale, passando dall’acquisto mirato di qualche top player”. Palacio è in già a bordo, Lavezzi nel mirino, ma Ferri, da buon difensore, sa che è importante garantirsi fondamenta solide: “Palacio è un buon rinforzo, ma si parla sempre di attaccanti, quando l’Inter dovrebbe invece pensare a rafforzare la difesa”. Ranocchia poteva essere un suo degno erede, ma è stato risucchiato nel ciclone, perdendo anche l’azzurro: “E’ un difensore valido e ha ampi margini di miglioramento, ma è ovvio che deve essere messo nelle condizioni migliori per rendere al top”. Infine, la domanda più attesa: l’allenatore. “Stramaccioni? Mi sembra una scelta dettata dalle impressione di quest’ultimo scorcio di stagione. E’ molto giovane, ma ha dimostrato personalità: molto dipenderà da lui, ma molto altro anche dalle condizioni in cui potrà lavorare: dietro all’allenatore ruotano la società e il suo progetto”. Sulla terra rossa, nonostante la ritrosia finale (“Mi sono fatto anche male: ormai sono degno di un torneo di scopa d’assi, chiederò a Licini di aggiungerlo il prossimo anno”, Ferri ha appena battuto l’ex avversario di tanti Inter-Atalanta, ovvero Valter Bonacina. “E’ sempre piacevole rinverdire con il tennis le vecchie sfide: me ne ricordo tante, anche una in Coppa Uefa”. Il pensiero poi va alla sua ex squadra, seguita sempre da vicino: “L’Atalanta ha disputato un ottimo campionato, in cui si è rivelata come la sorpresa principale, chiudendo con una salvezza tranquilla nonostante la penalizzazione. L’ambiente si è dimostrato all’altezza e anche il mister”, commenta l’ex mediano, che Colantuono lo conosce bene avendo lavorato al suo fianco in passato. Ma che idea si è fatto uno come Bonacina del flagello scommesse? “E’ una piaga che bisogna debellare: purtroppo, gli ultimi sviluppi hanno mostrato che si tratta di qualcosa di più radicato di quanto potessimo ipotizzare. Come andava ai miei tempi? Io non ho mai notato niente di irregolare, ma probabilmente le cose sono cambiate dopo che sono state legalizzate le scommesse”. La bufera che sta investendo il mondo del pallone è sulla bocca di tutti e, allora, non si poteva non tentare di fare dire la sua ad un altro rivale di Bonacina (nel doppio giocato subito dopo), ovvero Luciano Alfani, presidente della sezione fallimentare del tribunale di Bergamo. Missione fallita, nonostante la contagiosa simpatia di Alfani che, con una solare cortesia, spiega che “E’ tutta un’altra storia, io non ne so niente. E’ già difficile parlare del mio ambito, ovvero i fallimenti, che purtroppo sono sempre di più”. Ultima divagazione, in termini ciclistici, con il Diablo Chiappucci che non riesce mai ad essere scontato, ribadendo concetti già fatti intendere nei giorni scorsi. “Se al Giro ha vinto il migliore? Probabilmente sì, visti quelli che c’erano. Il livello è sempre più basso: gli stranieri sono pochi e sempre più menefreghisti, mentre gli italiani non riescono a brillare, basti pensare alla delusione di Basso. Ipotizzavo che avrebbe vinto Hejsedal, così come, purtroppo, che sarebbe stata un’edizione sempre più noiosa ed attendista”. Il Diablo non si morde mai la lingua e, con lui, anche il rosa del Giro finisce per assumere altre gradazioni.

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LAMBERTI-FIORAVANTI A CIVIDINO, IL VIP NUOTA NELL’ORO

Il calcio italiano affonda ancora, annegato dagli arresti di Scommessopoli? Niente paura, sulle acque tennistiche del Vip planano i signori delle piscine Giorgio Lamberti e Domenico Fioravanti, vale a dire la prima medaglia d’oro mondiale (Lamberti) e la prima medaglia d’oro olimpica (Fioravanti) del nuoto maschile italiano. Alla prova della corsia, cioè del campo, l’Ital-nuoto prima della Pellegrini, Lamberti e Fioravanti, partono male e non tengono il ritmo della coppia juventinoatalantina Padoin-Raimondi, che nel giorno del caos mettono una piccola pezza all’orgoglio pallonaro ferito. Ma dopo aver ammesso di “avere scarso affiatamento tennistico con Domenico anche se venire al Vip è un piacere irrinunciabile”, è Lamberti a spiegare le ferite di Federica Pellegrini, appena affondata nei 400 agli Europei di xx. “L’impressione da fuori è che non abbia scaricato al meglio i carichi precedenti, certo da un punto di vista tecnico mi è sembrata in difficoltà rispetto ai suoi standard migliori: ha perso fluidità, scorrevolezza in acqua, l’azione è più potente ma il motore ingolfato. Questo aspetto tecnico, più del risultato, un po’ mi preoccupa in chiave Olimpiadi ma Federica è un agonista pazzesca e nel prossimo mese deve metterci più cattiveria, più orgoglio”. Lamberti nega che Federica Pellegrini non abbia ancora superato lo choc della perdita di Castagnetti, “perché altri hanno fatto un buon lavoro e ora dipende tutto da lei” e dà appuntamento all’anno prossimo seguito a ruota da Massimo Carrera, fresco di ko con Fabio Gallo avendo sbattuto sulle uscite del già portierone Massimo Taibi e del suo “complice” Roberto Bosco. “Troppo forti, Taibo e Bosco, li vedo già in finale, ma l’importante per noi era esserci”. Essere al centro del caos è la piaga del calcio italiano, e lo juventino Carrera non lo nega. “Speravo non fosse un ciclone di questa portata, è una pessima pagina per il calcio italiano. Conte e Bonucci nei guai? Vediamo, aspettiamo. La Juventus ha già dimostrato coi fatti quanta fiducia ha nel suo allenatore e poi noi italiani siamo abituati a condannare prima del tempo”. Un po’ condannata all’espiazione sarà la Nazionale di Prandelli, riedizione dello scandalo pre-mondiale del 2006. “Ha ragione Pirlo, la Nazionale è forte, da primi quattro posti. Non credo soffrirà per gli scandali”. Non è certo uno scandalo che nel giorno in cui Padoin porta al Vip la maglia di Del Piero la coppia cinematografica Lucini-Gallivanoni, campione in carica del doppio maschile, si porti a casa l’esordio contro Grillotti-Latini mentre Bibi Perez inforca contro Lino e Sara Mutti e Magoni e Maspero vincono l’oscar del match serale. Ma l’altro Oscar, Damiani, arroterebbe la erre. Domani toccherà a lui tuffarsi nel Vip.

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