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LA RICETTA DI FERRI: “L’INTER DEVE RIPARTIRE DALLA DIFESA”

Ce ne sono di argomenti di discussione sotto il cielo del Vip. Non entrando nelle dinamiche imprenditoriali e limitandoci all’aspetto sportivo, gli spunti nascono in continuazione, anche soltanto incrociando lo sguardo con uno qualsiasi dei protagonisti del campo. Colori rosa o neri, passando per il nerazzurro, in due differenti tonalità. Trovi Riccardo Ferri, sinonimo di Inter, ed il focus è subito sul momento difficile della sua ex squadra, alle prese con una fase di transizione: “Non mi aspettavo una stagione così difficile, questo è chiaro. Ci vuole un cambiamento, che non deve essere per forza radicale, ma graduale, passando dall’acquisto mirato di qualche top player”. Palacio è in già a bordo, Lavezzi nel mirino, ma Ferri, da buon difensore, sa che è importante garantirsi fondamenta solide: “Palacio è un buon rinforzo, ma si parla sempre di attaccanti, quando l’Inter dovrebbe invece pensare a rafforzare la difesa”. Ranocchia poteva essere un suo degno erede, ma è stato risucchiato nel ciclone, perdendo anche l’azzurro: “E’ un difensore valido e ha ampi margini di miglioramento, ma è ovvio che deve essere messo nelle condizioni migliori per rendere al top”. Infine, la domanda più attesa: l’allenatore. “Stramaccioni? Mi sembra una scelta dettata dalle impressione di quest’ultimo scorcio di stagione. E’ molto giovane, ma ha dimostrato personalità: molto dipenderà da lui, ma molto altro anche dalle condizioni in cui potrà lavorare: dietro all’allenatore ruotano la società e il suo progetto”. Sulla terra rossa, nonostante la ritrosia finale (“Mi sono fatto anche male: ormai sono degno di un torneo di scopa d’assi, chiederò a Licini di aggiungerlo il prossimo anno”, Ferri ha appena battuto l’ex avversario di tanti Inter-Atalanta, ovvero Valter Bonacina. “E’ sempre piacevole rinverdire con il tennis le vecchie sfide: me ne ricordo tante, anche una in Coppa Uefa”. Il pensiero poi va alla sua ex squadra, seguita sempre da vicino: “L’Atalanta ha disputato un ottimo campionato, in cui si è rivelata come la sorpresa principale, chiudendo con una salvezza tranquilla nonostante la penalizzazione. L’ambiente si è dimostrato all’altezza e anche il mister”, commenta l’ex mediano, che Colantuono lo conosce bene avendo lavorato al suo fianco in passato. Ma che idea si è fatto uno come Bonacina del flagello scommesse? “E’ una piaga che bisogna debellare: purtroppo, gli ultimi sviluppi hanno mostrato che si tratta di qualcosa di più radicato di quanto potessimo ipotizzare. Come andava ai miei tempi? Io non ho mai notato niente di irregolare, ma probabilmente le cose sono cambiate dopo che sono state legalizzate le scommesse”. La bufera che sta investendo il mondo del pallone è sulla bocca di tutti e, allora, non si poteva non tentare di fare dire la sua ad un altro rivale di Bonacina (nel doppio giocato subito dopo), ovvero Luciano Alfani, presidente della sezione fallimentare del tribunale di Bergamo. Missione fallita, nonostante la contagiosa simpatia di Alfani che, con una solare cortesia, spiega che “E’ tutta un’altra storia, io non ne so niente. E’ già difficile parlare del mio ambito, ovvero i fallimenti, che purtroppo sono sempre di più”. Ultima divagazione, in termini ciclistici, con il Diablo Chiappucci che non riesce mai ad essere scontato, ribadendo concetti già fatti intendere nei giorni scorsi. “Se al Giro ha vinto il migliore? Probabilmente sì, visti quelli che c’erano. Il livello è sempre più basso: gli stranieri sono pochi e sempre più menefreghisti, mentre gli italiani non riescono a brillare, basti pensare alla delusione di Basso. Ipotizzavo che avrebbe vinto Hejsedal, così come, purtroppo, che sarebbe stata un’edizione sempre più noiosa ed attendista”. Il Diablo non si morde mai la lingua e, con lui, anche il rosa del Giro finisce per assumere altre gradazioni.

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LAMBERTI-FIORAVANTI A CIVIDINO, IL VIP NUOTA NELL’ORO

Il calcio italiano affonda ancora, annegato dagli arresti di Scommessopoli? Niente paura, sulle acque tennistiche del Vip planano i signori delle piscine Giorgio Lamberti e Domenico Fioravanti, vale a dire la prima medaglia d’oro mondiale (Lamberti) e la prima medaglia d’oro olimpica (Fioravanti) del nuoto maschile italiano. Alla prova della corsia, cioè del campo, l’Ital-nuoto prima della Pellegrini, Lamberti e Fioravanti, partono male e non tengono il ritmo della coppia juventinoatalantina Padoin-Raimondi, che nel giorno del caos mettono una piccola pezza all’orgoglio pallonaro ferito. Ma dopo aver ammesso di “avere scarso affiatamento tennistico con Domenico anche se venire al Vip è un piacere irrinunciabile”, è Lamberti a spiegare le ferite di Federica Pellegrini, appena affondata nei 400 agli Europei di xx. “L’impressione da fuori è che non abbia scaricato al meglio i carichi precedenti, certo da un punto di vista tecnico mi è sembrata in difficoltà rispetto ai suoi standard migliori: ha perso fluidità, scorrevolezza in acqua, l’azione è più potente ma il motore ingolfato. Questo aspetto tecnico, più del risultato, un po’ mi preoccupa in chiave Olimpiadi ma Federica è un agonista pazzesca e nel prossimo mese deve metterci più cattiveria, più orgoglio”. Lamberti nega che Federica Pellegrini non abbia ancora superato lo choc della perdita di Castagnetti, “perché altri hanno fatto un buon lavoro e ora dipende tutto da lei” e dà appuntamento all’anno prossimo seguito a ruota da Massimo Carrera, fresco di ko con Fabio Gallo avendo sbattuto sulle uscite del già portierone Massimo Taibi e del suo “complice” Roberto Bosco. “Troppo forti, Taibo e Bosco, li vedo già in finale, ma l’importante per noi era esserci”. Essere al centro del caos è la piaga del calcio italiano, e lo juventino Carrera non lo nega. “Speravo non fosse un ciclone di questa portata, è una pessima pagina per il calcio italiano. Conte e Bonucci nei guai? Vediamo, aspettiamo. La Juventus ha già dimostrato coi fatti quanta fiducia ha nel suo allenatore e poi noi italiani siamo abituati a condannare prima del tempo”. Un po’ condannata all’espiazione sarà la Nazionale di Prandelli, riedizione dello scandalo pre-mondiale del 2006. “Ha ragione Pirlo, la Nazionale è forte, da primi quattro posti. Non credo soffrirà per gli scandali”. Non è certo uno scandalo che nel giorno in cui Padoin porta al Vip la maglia di Del Piero la coppia cinematografica Lucini-Gallivanoni, campione in carica del doppio maschile, si porti a casa l’esordio contro Grillotti-Latini mentre Bibi Perez inforca contro Lino e Sara Mutti e Magoni e Maspero vincono l’oscar del match serale. Ma l’altro Oscar, Damiani, arroterebbe la erre. Domani toccherà a lui tuffarsi nel Vip.

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CHIAPPUCCI AL VIP FA NERO IL ROSA: “CHE NOIA A QUESTO GIRO”

“Le avessi avute io queste montagne…”. Eccola, la puntura del Diablo. Atteso come la fuga decisiva sull’Alpe di Pampeago, direttamente dalle Dolomiti sfreccia a Cividino il diabolico Claudio Chiappucci. E sono sorrisi sardonici e pizzicotti al Giro. Chiappucci è un amico storico del Vip e per non mancare all’appuntamento con la rossa (intesa come terra) si è fatto una tirata no-stop. “Non potevo mancare, è importante essere qui”, dice, con l’aria di chi avrebbe dato chissà cosa per essere anche là, sui pedali, all’arrivo a Pampeago. “Le avessi avute queste salite: invece ai miei tempi c’erano più crono e molto Indurain”. Ai tempi della maglia rosa Rodriguez si aspettavano le Dolomiti per veder correre la corsa ma la fuga di Kreuziger e la mancata fuga di Basso e Scarponi non è musica per il Diablo. “E’ successo poco, e penso che succederà poco anche sullo Stelvio. A questo Giro manca chi parte da lontano, Basso e Scarponi sono sempre rimasti lì e quando hanno provato a muoversi hanno combinato poco. È il Giro della paura di perdere, più che della voglia di vincere, almeno per quanta riguarda gli italiani”. Per quanto riguarda il canadese Hesjedal, è tutt’altra storia. “Vincerà lui, e poi questo è il Giro degli outsiders, del primo ricambio generazionale. Certo, le avessi avute io tutte queste montagne”. La montagna del doppio con Giorgio Mastropasqua il diabolico Chiappucci l’ha scalata come il Mortirolo ai tempi belli: al tie-break, in rimonta, contro Paolo Monelli e Graziano Innocenti nel giorno in cui al Vip cade Oscar Magoni in singolare. L’aveva detto Magoni che puntava più al doppio, l’aveva detto Mastropasqua di puntare più al singolo “perché lo sento più mio”. Mastro al Vip è un amico della prima ora, da quando Bergamo è diventata casa sua dopo dell’Atalanta e della staffetta con Scirea. “Gaetano oggi sarebbe il modello positivo che manca ai giovani”, obnubilati da Scommessopoli. “Buttiamo fuori chi ha sbagliato, ma salviamo i club dalla responsabilità oggettiva. Spero che ci sia una giustizia giusta con tutti, anche se il rischio è di riazzerare il calcio italiano”. Ha riazzerato tutto Prandelli e a Mastropasqua piace “questa Nazionale del talento che sfrutta quello che ha”. Avesse un Vieri o un Toni dei bei tempi se ne potrebbe riparlare, sorride Alberto Pastorella di “Tuttosport”. Pastorella è milanologo col pallino del tennis, al Vip è al bis e non è d’accordo col diabolico Chiappucci. “Deluso dal Giro? Non brilla, ma tra Pampeago e lo Stelvio il pathos è assicurato, qualcosa succederà”. Non succederà che me ne vado, ha detto Ibrahimovic al Milan e Pastorella sorride conoscendo bene le certezze di Ibra. “Ha detto che resterà, sì, ma forse più per mancanza di alternative vere che per il perdurare dell’innamoramento. Se così sarà il Milan ne pagherà i mal di pancia ma con Cassano e Boateng ritrovati resta la squadra da battere. Certo, se la Juve dovesse prendere Drogba…”. Dovesse accadere, la Juve potrebbe vedere rosa come Hesjedal. Ma meglio non dirlo a Chiappucci, ché a lui ‘sta “rosa” lascia in mano solo spine.

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OSCAR E’ UN MAGO DOPPIO, MERIGHETTI PRENOTA IL GOLDEN VIP

Quel Mago furbo dell’Oscar (Magoni, detto Mago) ci aveva provato, a bluffare. “E’ sempre un piacere essere qui, tennis, amicizia, solidarietà è un bel mix”, sorrideva col sorriso della sincerità. Poi il bluff. “L’anno scorso ho giocato tutti i tornei, singolare maschile, doppio e doppio misto: stavolta punto sul doppio, nel singolo vada come vada”. Vada come vada? Va che Oscar Magoni nel singolare A parte rifilando un sonante 6-2, 6-0 al malcapitato Mauro Carminati e l’impressione è che il doppio maschile con Adam Lodovici, già fermato l’anno scorso a due punti dal titolo da Luca Lucini e Pier Gallivanoni, non sia l’unico cappello magico di Oscar che pure ammette di andare in cerca di rivincita. Di cosa andrà in cerca l’Atalanta nelle forche caudine di Scommessopoli è evidente. “Di un metro di giudizio uniforme: l’Atalanta il conto l’ha già pagato, ora tocca anche agli altri, anche se il timore di nuove mazzate c’è, inutile negare”. Magoni nega di essere rimasto sorpreso dal bel gioco di Colantuono “perché ha sempre fatto punti in B, dove è più difficile”, non dal nuovo feeling con i cuori bergamaschi, “perché Colantuono ha capito che cosa vuole Bergamo” e poi regala una coccola all’AlbinoLeffe in ricordo dei tempi in cui sudava sogni di gloria a Leffe. “Ha avuto molta sfortuna con Fortunato, poi il cambio di allenatore non ha funzionato ed è finita male. Peccato, ora speriamo che nelle aule giudiziarie non si aggiunga danno a danno”. Meglio alzare gli occhi e trovare l’azzurro di Prandelli che del Mago è stato demiurgo. “Mi piace la sua idea di aprire la Nazionale a giocatori che meritano, anche se sono in serie B. Mi piace moltissimo la sua idea del calcio di qualità, l’attacco tutto tecnica e senza pivot. È questa la scommessa del suo calcio, ma io l’Italia la vedo fortissima”. E poi fortissimo parte anche per il doppio, manco Daniela Merighetti nella discesa libera di Coppa del Mondo a Cortina. “Forse un po’ tardi ma l’ho vinta”, sorride con un sorrisone Daniela, capogruppo della valanga delle nevi che porta al traguardo di Cividino anche Matteo Nana e Alessandro Vanoi. Con Vanoi la Merighetti gioca il doppio misto, ma è il suo alter-ego maschile, Cristian Deville, Golden Vip 2012, a stuzzicarne la vena tennistica. “Io mi candido per il prossimo, in fondo siamo simili, quasi gemelli: stessa età, stesso calvario con gli infortuni, stessa vittoria arrivata non più da ragazzini”. A Kitzbuhel Deville, a Cortina Daniela che rimpiange l’equazione della salute, “con qualche infortunio in meno, magari avrei acchiappato qualche podio in più” e poi vede azzurro, nella neve che verrà. “I talenti del futuro ci sono, da Borsotti alla Goggia. Io sogno di vincere i Mondiali a Schladming e le Olimpiadi di Sochi: il talento per giocarcele non ci manca”. Non mancherà quello ciclistico del diablo Chiappucci domani a Cividino mentre il Giro bacia le Dolomiti. Diabolico, questo Vip.

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PADOIN PORTA LO SCUDETTO AL VIP E RIPORTA A CASA IL CUORE

“In questo mio scudetto c’è molta Atalanta. E chissà che non torni a Bergamo: vorrei chiudere la carriera qui”. Simone Padoin aveva bluffato, il Padoin tennista, s’intende. Sullo stato di forma della sua racchetta e sulla qualità del doppio con Cristian Raimondi, che Padoin tiene nell’ombra come la sua Juventus scudettata in avvio di stagione. Ma prima di mordere le caviglie del malcapitato Gianluca Cotroneo in singolare (9-6) e di bissare con Raimondi in doppio, Padoin al sole di Cividino aveva aperto il cuore e in fondo ritrovato palpiti atalantini. “C’è molta Atalanta nel mio pezzo di scudetto. Solo per una grande avrei lasciato Bergamo e così è stato ma l’Atalanta grande lo è stata sul campo: ha fatto un campionato da Europa League ed è come se anche Bergamo avesse vinto lo scudetto. Diciamo che io ne ho vinti due, perché Bergamo è casa mia e l’Atalanta è stata decisiva per la mia carriera”. Juventino di maglia, atalantino di pelle, Padoin è miele sulla stagione nerazzurra. Su Colantuono, decisivo come il Conte bianconero “trasformato rispetto ai tempi intransigenti di Bergamo, sia nel modulo, sia nello spogliatoio”; sul senso di Scommessopoli, “perché l’Atalanta ha pagato ma ora è giusto che paghino anche gli altri”; in fondo sulle proprie radici nerazzurre, “quattro anni magnifici e sono felice che Prandelli abbia invitato Favini agli Europei”. Già, gli Europei. Ci andranno Pirlo e Marchisio, “mostri, per questo non sono deluso del mio impiego”, potrebbero andarci Giaccherini, Verratti, soprattutto Cigarini e Schelotto. Non Padoin. Rimpianti? “Nessuno. Non è vero che giocando poco con la Juve ho perso la chance azzurra, agli Europei non ci sarei andato lo stesso, ma io sogno la Champions”. E un ritorno a casa. “All’Atalanta tra 2-3 anni: prima vinca qualcosa con la Juve, poi torno”. E via a prendere a racchettate una pallina, “perché il Vip è amicizia e l’occasione per dare una mano a chi è meno fortunato di noi”, sorride cuore d’oro Padoin sotto gli occhi di Raimondi e dello spettatore d’eccezione Capelli, arrivato “per vedere Raimondi tennista”. Meglio sulla fascia laterale di un campo verde, aveva ammesso il diretto interessato, confidando nei polmoni scudettati di Padoin. Missione compiuta, ma quella della prossima Atalanta, ringhia già Raimondi, richiederà l’ennesima impresa. “L’Europa sarebbe un sogno ma ripeterci l’anno prossimo sarà difficilissimo, per questo non voglio pensare al calcioscommesse: noi abbiamo già dato”. Quanto avrà la Nazionale (“Con Schelotto e Cigarini? Speriamo”) dagli Europei sarà parecchio, forse tutto, sorride Raimondi, prima che una tempesta trasformi il torneo in un rodeo al coperto con atmosfere siberiane. Nel quale Antonino Bernardini, già professore del centrocampo dell’Atalanta, fa inforcare il duo delle nevi Ghedina-Runggaldier e Fabio Gallo non ha più la forza di cantare dopo aver perso la battaglia al terzo set con Bellini (Vincenzo, non Gianpaolo). L’Italsci si consola con la sfida del testimone tra la maestra Bibiana Perez e l’apprendista allieva Michela Azzola e domani attende Daniela Merighetti, signora in Coppa del Mondo a Cortina. Sarà l’ennesimo fiocco nel cielo del Vip.

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FRANCESCA DI MASSIMO LIVELLO: LA LINEA DELLE OLIMPIADI AL VIP

Palline e cinque cerchi: al Vip arrivano le Olimpiadi. Quelle imminenti di Londra e quelli “antiche” di Atene hanno il sorriso negli occhi di Francesca Di Massimo, che di massimo livello ha la vocazione allo sguardo. Vedere dove cade la pallina, vedere che segno lascia, sentirlo con gli occhi dell’intuito è la missione di Francesca, che rimbalza tra il lavoro in libreria e una vita in giro per il mondo a guardare che effetto fa quella pallina, giudice di sedia dei tornei del Grande Slam. “Una trentina, con una dozzina di Australian Open, 7-8 Us Open, il fascino unico del Roland Garros e due Wimbledon”. Ma vuoi mettere i Giochi? Francesca arriva al Vip e si prepara a giocare il doppio misto, “l’occasione straordinaria della solidarietà e quella di guardare la pallina per colpirla, senza farmi ossessionare dal segno”. Il segno Francesca spera di lasciarlo sul campo di Cividino ma è il segno dei Giochi, i cinque cerchi, a occuparne tutti i sogni. “Andrò al Roland Garros e poi a Wimbledon ma la felicità è tornare a Londra per le Olimpiadi. Sarà la mia seconda volta ai Giochi, dopo Atene, di cui ricordo a bocca aperta la cerimonia d’apertura. Il massimo e sogno la finale, magari nel doppio femminile, con un altro pezzo d’Italia in campo”. Dice Francesca che il fidanzato Carlos Bernardes, giudice arbitro dell’ultima finale di Wimbledon, può ritenersi servito e poi via a cercare la linea migliore nel doppio misto con Giorgio Berta, anche se per far meglio di Daniele Fortunato, in versione Ironman, bisognerebbe davvero pulire le righe. Fortunato arriva, batte Franco Morotti in singolare poi si ripete con Luca Fusi in doppio. Ma prima aveva già palpitato per il Vip e l’Atalanta. “Vengo al Vip da 15 anni, non posso a fare a meno di ricordare i Bortolotti. L’Atalanta? Sono felice per Colantuono, questa stagione passerà alla storia dell’Atalanta. Ora spero che Scommessopoli non porti nuove penalizzazioni e che anche l’AlbinoLeffe se la cavi”. Senza Fortunato in panchina, esonerato a fine gennaio, l’AlbinoLeffe è andato a picco. Ma Fortunato non sale in cattedra. “Mi spiace, i ragazzi avrebbero meritato di essere aiutati di più da tutti noi, spero che dai processi la società esca col male minore. Il mio futuro? Vediamo se qualcuno si ricorda di me”. Si ricorda eccome dei suoi 15 anni al Giro Gilberto Simoni. Dopo Belli, ospite al Vip lunedì, è lui il campione in fuga a Cividino. Ma al contrario di Belli a questo Giro non boccia il Giro. “Manca il fenomeno, ma ai miei tempi con Armstrong si sapeva già chi avrebbe vinto, ora no, meglio così. La tappa di Cortina? Una tappina rispetto alla nostra Pampeago, ma il ricambio generazionale c’è, aspetto i dilettanti dell’anno scorso”. Il suo compagno di doppio Marco Serpellini aspetta la nuova generazione bergamasca “che in questo momento latita” e sul campo ha atteso invano lo scatto sui pedali di Simoni: doppio 6-2 da Beppe-gol Savoldi e Bassani e sarà per il prossimo giro. A quello di domani al Vip torneranno Carmona e Denis, arriverà la faccia juventina da scudetto di Simone Padoin e gli amici delle nevi Ghedina e Runggaldier. Anche il Vip ha il suo tappone dolomitico.

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LUCCHINI FA IL BOMBER, BELLI FORA: MA CHE PEDALATE AL VIP

Piove, tira vento, fa freddo. Ma il Vip fa spallucce, lascia sotto coperta i campi scoperti, diventa indoor e sorride col sorriso di Stefano Lucchini, l’ultimo ospite della famiglia atalantina, al ballo del debuttante a Cividino. Lucchini è marcato dagli occhi sgranati del figlio Matteo, 5 anni, che lo marca stretto come su una mischia in area di rigore, e dalla curiosità per il Vip. “Mi ha mandato qui Bellini e il binomio tennissolidarietà. Gianpaolo, Denis e Carmona hanno già giocato e vinto, non posso certo perdere il treno”. Il treno del tennista Lucchini fischierà per tre set, destinazione successo al tie-break contro Nicola Bertacchi che pure cerca d’infilarlo come un centravanti subdolo di serie A. Lucchini bluffa sulla qualità del suo tennis, “la mando di là”, non sulla voglia di saltare a piè pari la dolente faccenda di Scommessopoli, con i processi alle porte. “Non ci penso, penso alle vacanze, e all’Atalanta che verrà”. Come verrà su, Lucchini non ha dubbi. “Si può aprire un ciclo? Ho grande fiducia nella società, la dirigenza vuole costruire una squadra super-competitiva per la prossima stagione, in linea con gli obiettivi che verranno fissati. Di certo vorremo fare più punti di quest’anno, perché l’impresa appena compiuta è ripetibile”. Non parla di Europa, Lucchini, ma a nominarla sospira, lui che la Champions League l’assaggiata sul campo. Parla d’azzurro, “perché spero che Cigarini e Schelotto convincano Prandelli e poteva esserci anche Peluso” e poi continua a parlare sul campo, mentre sfilano pezzi d’Atalanta che fu, Massimo Taibi e Massimo Paganin, Damiano Zenoni e Oliviero Garlini. E un bel pezzo d’Atalanta, Valter Bonacina, vede più azzurro che nero. “Dal caos scommesse l’Atalanta ne uscirà anche stavolta, mentre la Nazionale di Prandelli può fare spettacolo: la strada della qualità paga”. Finita l’esperienza al Foggia Bonacina allenatore dice di essere in attesa, la stessa che tiene incollato al Giro Wladimir Belli. Belli è al debutto al Vip, alla testa di storici pezzi bergamaschi del Giro, Marco Serpellini, Marco Milesi e Alessandro Cortinovis e confessa di pedalare meglio in bicicletta che con la racchetta. “Il tennis mi riporta a quando ero ragazzo, è una vita che non gioco ma la solidarietà conta di più”. Conta un solo game la resistenza di Belli&Cortinovis, ma per Wladimir è peggio ‘sto Giro. “E’ cominciato davvero a Cervinia, ma finora non mi piace: solo Cunego prova a far qualcosa, manca un leader, la qualità di Contador. Basso? Non è al top ma visto l’equilibrio può andare sul podio. Bene invece i bergamaschi, col solito Pinotti e Carrara, e Tiralongo: è lui la sorpresa”. E, sorpresa, domani a Cividino tenterà la fuga Gilberto Simoni: altro pezzo di Giro al Vip.

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IL BELLO, IL TANQUE E IL TENNIS BERGAMASCO: CHE AVVIO AL VIP

È solo l’aperitivo, ma sembra il pranzo di Natale. Il Vip 2012 alza il sipario e oplà nel menù c’è un subito una leccornia calcistica-tennistica-sciistica, con Fabio Pasini che lascia in fondo Fabio Maj nel primo match della prima giornata e promette di battere il fratello Renato “perché sono più giovane”. È l’annuncio delle battaglie “fraterne” che portano al Vip pezzi grossi dell’Atalanta enorme di quest’anno. Il più piccolo (di taglia) è Maxi Moralez, che fa lo spettatore e se la ride mentre El Tanque Denis e Carlos Carmona, compagni di doppio sudamericano, infilano dritti manco fossero le difese di mezza serie A. Denis è col figlio Matias, che sfoggia la tuta dell’Inter, e per la prima volta al Vip. “Quando in campo gioca la solidarietà è un piacere dare un contributo”, dice Denis mentre Carmona sta già dando il suo contributo al riscaldamento. “Che tennisti siamo? Siamo come Del Potro (io) e Gonzales (lui)”, promette El Tanque e poi si mette a tirare forte da fondo campo contro Roberto Selini e Stefano Gross, uno dei pezzi della valanga sciistica che ha portato a Cividino l’amico storico Peter Fill e il prossimo Golden Vip Cristian Deville. Come è finita era prevedibile, coda tennistica di una stagione di gloria: e chi li ferma Denis e Carmona? Chi lo fermo Gianpaolo Bellini?, si era chiesto prima Umberto Bortolotti, battuto in un derby fratricida eppur felice per “averlo fatto sudare, il  Bello”. Bellissima e felice l’Atalanta, anche se a rischio spifferi da Scommessopoli. “Siamo abituati? Macché, non ci si abitua mai”, aveva sorriso con una smorfia Bellini dopo essersi detto “felice di tornare al Vip dopo qualche anno” e felice “per Cigarini e Schelotto in Nazionale: è un premio al gioco dell’Atalanta, ma questa stagione è stata un premio anche per me, un nuovo punto di partenza”. Dalla partenza all’arrivo, l’Atalanta e “il suo eccellente campionato” fanno levare il cappello a Gianluca Atzori, già allenatore di Reggina e Sampdoria e per la prima volta al Vip. “Perrone mi ha parlato benissimo del torneo e dello scopo benefico. Sono appena stato a Roma, che spettacolo Federer”. Che bello spettacolo il Bayern, che Atzori pronostica vincitore della Champions League domani sera, “perché il Chelsea non meritava la finale”; che brutto spettacolo i processi del calcioscommesse alle porte. “Spero di non doverne parlare più”. Poi ha preso la racchetta l’ha fatta cantare contro Marco Minetti e Antonio Viscardi nel giorno in cui il Vip ha cantato un pezzo di storia del tennis bergamasco. “Cento anni di tennis a Bergamo”, era il titolo della passerella-esibizione di pezzi storici delle nostre racchette e in effetti dopo Marcello Bassanelli, Luciano Armati, Angelo Meroni e Nicola Pedone che hanno inaugurato la giostra dei ricordi, la storia del tennis bergamasco è sfilata a Cividino, con in testa Giorgio Rohrich e Clelia Mazzoleni, Giancarlo Milesi, Fabio Savoldelli, Marco Verzeroli e via via tutti gli altri. Il Vip si è levato il cappello e tornerà a rimetterselo in testa lunedì. Dopo aver messo in tavola un altro pantagruelico menù.

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SEMAFORO VERDE SULLA TERRA ROSSA: DOMANI PARTE IL VIP 2012

Rieccoci. Tutti presenti, più forti della crisi, hanno risposto all’appello gli amici di sempre e per questo il Vip 2012 è al conto alla rovescia. L’edizione numero 36, la prima sotto l’insegna dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, alzerà il sipario domani sui campi del Centro sportivo “Mongodi” di Cividino (ingresso libero; autostrada A 4 direzione Venezia, uscita a Ponte Oglio) al primo morso di tre settimane di battaglie con la racchetta e il cuore in mano. Il menù d’avvio è un antipasto macrobiotico. Il taglio del nastro è alle 17 e in concomitanza con le prime partite del torneo il Vip si regalerà il primo “fuori programma”, con l’esibizionepasserella di pezzi doc del tennis bergamasco a celebrarne il centenario (1912-2012). Giorgio Rohrich, Giancarlo Milesi e via via tutti gli altri, nella maratona del talento che ha regalato gloria e titoli alle racchette di casa nostra. Dalla terra rossa al prato verde, il Vip senza frontiere farà onore alla sua nuova anima eclettica inaugurando alle 18,30 il torneo golfistico di Putting Green e a seguire il torneo di calciobalilla e il Villaggio Ospitalità. Attesi pezzi di Atalanta di oggi e ieri e la “valanga azzurra” dello sci, da Cristian Deville, Golden Vip Gianni Radici, a Peter Fill e Stefano Gross. Dopo la sosta di sabato e domenica, lunedì il Vip entrerà nel vivo, con la prima delle tre settimane che porteranno alle finali del 6 e 7 giugno, che alle tradizionali corone del 21° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti (doppio maschile) e del 6° Trofeo Giacinto Facchetti (singolare A maschile) hanno aggiunto quest’anno quella della prima Coppa dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà (singolare maschile per classificati) e della prima Coppa Gianni Carminati (singolare maschile B). La collezione degli ori è completata dalla Coppa Credito Bergamasco (doppio misto con un classificato per coppia) e dalla Coppa Elio Lodovici (doppio misto per non classificati). Ma nel big menu del Vip 2012 ci saranno anche l’amichevole tennistica tra l’Accademia e il Tennis Club Carpi, sabato 26 maggio, e il torneo Rodeo maschile e femminile, sabato 2 e domenica 3 giugno, con le racchette fumanti dei talenti di domani. Al centro del campo, come sempre, batterà forte il cuore per gli Amici dell’Oncologia della Val Seriana e della Val Cavallina, l’Unione Cechi di Bergamo, i ragazzi in carrozzina della Special Bergamo Sport Wheelchair e quelli in difficoltà della Comunità Don Fausto Resmini di Sorisole. A loro, l’8 giugno alla Fiera di Bergamo, il Vip vuole consegnare il Grande Slam della solidarietà.

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L’ACCADEMIA DEL CUORE NON VA IN CRISI: IL VIP RIALZA IL SIPARIO

L’Accademia non lascia, rilancia e cambia il nome. Non il suo destino. “Da Accademia del Tennis Vip ad Accademia dello sport per la solidarietà: al tennis si è aggiunto il golf e lo sci, cambia il nome, non il senso della nostra missione”. Col cuore in mano ancora. Giovanni Licini, vicepresidente dell’Accademia e re della macchina organizzativa, lo dice col sorriso di chi ha bussato alla porta timoroso e ha ricevuto un’ondata di affetto. E’ solo il nome a cambiare, non il cuore del Vip edizione 36, al via venerdì 18 maggio sui campi del Centro sportivo Mongodi di Cividino (ingresso gratuito). Sarà il 21° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti (doppio maschile)-6° Trofeo Giacinto Facchetti (singolare maschile), tre settimane col cuore a rimbalzare più alto della crisi perché la solidarietà non ha paura di un doppio fallo. Lo ha detto il Vip all’alzata del sipario 2012, nella presentazione ufficiale nel foyer del Teatro Donizetti presa per mano da Marco Bucarelli secondo la formula del ramo nuovo sul tronco antico. La prima “Coppa dell’Accademia per la Solidarietà” (singolare maschile per classificati), la prima “Coppa Gianni Carminati” (singolare B) sono le new-entry nella famiglia dei trofei che conferma la Coppa Credito Bergamasco (doppio misto per classificati) e la “Coppa Elio Lodovici” (doppio misto per non classificati). Ma le novità viaggeranno anche tra le 18 buche del torneo di Putting Green, il centenario del tennis bergamasco, in campo venerdì con un’esibizione-amarcord, il torneo di calcio balilla e il Torneo Rodeo maschile e femminile, sabato 2 e domenica 3 giugno. “A gennaio avevo paura di prendere in mano il telefono per chiamare gli sponsor ma la risposta mi ha spiazzato: abbiamo tagliato quasi tutto ma per il Vip ci siamo ancora. Per questo la gara della solidarietà continua”, è l’ace di Giovanni Licini sui sorrisi della politica, dell’imprenditoria, dello sport bergamaschi.

Parole diverse, la stessa corona alla speranza. “Il Vip sollecita le nostre parti migliori”, dice Carlo Saffioti, vicepresidente del Consiglio Regionale e in effetti “la solidarietà è un gesto d’amore, il meglio della nostra comunità”, affonda il tackle dell’applauso l’assessore provinciale dello Sport Alessandro Cottini. C’è il cuore che batte dove la necessità chiama, “è la solidarietà mirata degli impianti acustici per non vedenti”, dice l’assessore allo Sport di Bergamo Danilo Minuti. C’è il grazie di “continuare a esserci” del sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni, c’è l’orgoglio del “radicamento nella comunità” del presidente del Coni di Bergamo Valerio Bettoni, c’è “la capacità di diventare un momento di riflessione anche nella crisi”, è l’omaggio alla tenacia di Cristiano Carrus, direttore territoriale del Credito Bergamasco (main sponsor), e c’è la felicità della new entry Carlo Vimercati, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca. C’è l’orgoglio dell’amarcord di famiglia di Umberto Bortolotti, “perché questa è l’occasione per dare esempi positivi alle generazioni future” e c’è il cuore che batte di chi riceverà la solidarietà del Vip, gli Amici dell’Oncologia della Val Seriana e della Val Cavallina, col dottor Amedeo Amadeo, la Bergamo Special Sport Wheelchair di Marco Verzeroli, l’Unione Cechi del presidente Gianbattista Flaccadori e la Comunità di Sorisole Don Fausto Resmini per il recupero di ragazzi in difficoltà. A loro andrà il ricavato del Vip 2012, agli sponsor storici il ringraziamento in premio dell’Accademia, a Mario Donizetti e Franco Bagutti andrà il Golden Vip 2012, al professor Tiziano Barbui il Golden Vip Credito Bergamasco, allo sciatore Cristian Deville il Golden Vip d’onore Gianni Radici “perché vincere a 31 anni in Coppa del Mondo è un inno al sacrificio che incarna lo spirito di mio nonno”, sorride all’annuncio Cristina Radici, nipote di Gianni. “Agonismo, divertimento, appartenenza: il risultato è la solidarietà, la parte più nobile di noi” chiosa sul sipario alzato il presidente dell’Accademia Alessandro Masera. Dopo aver raccolto 700mila euro dal 2002, il Grande Slam della solidarietà può iniziare, missione luna. Da venerdì 18 alle finali del 7 giugno, con serata di gala l’8 giugno alla Fiera di Bergamo. Il sogno gioca ancora e riprende in mano pallina e cuore.

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